Le “Meditazioni” di Gian Luigi Zucchini

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La copertina del volumetto e il poeta Gian Luigi Zucchini

Bologna

Sin dall’antichità, ne fu un esempio Mosè salito sul Sinai durante la fuga dall’Egitto verso la terra promessa, i luoghi della meditazione e del pensiero vanno cercati fuori dalla folla come i facevano appunti sciamani, sacerdoti, eremiti e poeti. Quanti i monasteri e i romitaggi, disseminati tra i boschi del nostro Appennino, che ben si prestano alla meditazione per chi si pone continuamente domande che non hanno quasi mai risposte o che cerca anche solo la pace con se stesso. Infatti qual miglior luogo dei boschi e delle antiche foreste per chi ama meditare, pensare e scrivere di cose materiali, come alberi, piante e fiori, o evanescenti e immateriali come speranza, amore, vita e morte.

Non a caso, quindi, il poeta, giornalista e critico d’arte bolognese Gian Luigi Zucchini ha intitolato “Meditazioni tra i boschi” una pregevole raccolta di pensieri “alti”, e poesie, data alle stampe all’insaputa del suo autore. La raccolta si compone di 25 liriche, tante quanti gli anni di attività del Gruppo di studi Savena Setta Sambro che produce l’omonima rivista semestrale di studi e saggi sull’Appennino, giunta al numero cinquantuno, ed edita numerosi libri di storia e di storie del territorio montano di riferimento. Zucchini aveva quindi pensato di farne dono al Gruppo di studi per festeggiare l’argenteo compleanno.

Sennonché il presidente del Gruppo di studi Daniele Ravaglia, che è anche condirettore della rivista con Adriano Simoncini, dopo aver letto i testi poetici ha ritenuto opportuno darli alle stampe piuttosto che riporli in un cassetto. Rendendo all’autore il dono ricevuto con un volumetto di 32 pagine più le copertine. Scorrendo i titoli ci sono il poemetto “Meditazioni tra i boschi” che dà il titolo alla raccolta, poi “Camminerò a lungo nei boschi sacri” e altre liriche dedicate a fiori e piante compresa una finale preghiera laica agli alberi.

La motivazione della messa in stampa delle liriche di Zucchini sono state bene espresse da Ravaglia: «Caro Professore, ho letto queste sue poesie tutte d’un fiato. Le ho lette come un dono inaspettato, come un segreto a lungo celato e d’improvviso svelato, come una “meditazione tra i boschi” che è divenuta il titolo, spero a lei gradito, della raccolta. Ed è proprio l’odore di bosco che si sprigiona da questi versi, quel sentore fresco e umido di legno, foglie e muschi, è il leggero crepitio del sottobosco che accompagna ogni umano passo verso mete spesso sconosciute, Nei versi ho ritrovato le emozioni avvolgenti, antiche ed eterne, che il bosco emana in ogni stagione e sono emozioni che ben conosco, poiché da sempre – come lei ben sa -mi accompagnano l’amore infinito per i nostri alberi e il loro linguaggio misterioso. Grazie per aver voluto condividere con tutti noi questi suoi inediti pensieri, fonte di profonde riflessioni e preziose suggestioni». Info: redazione@savenasettasambro.com; gianluigi.zucchini@libero.it.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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