Presentazione del libro “Acqua passata”

foto e vol

Pianoro (Bologna)

Ricordo agli amici di Facebook, e ai miei tre lettori, che alle 21 di sabato 16 giugno nella sala dibattiti della Festa dell’Unità di Carteria, in via Nazionale 56/2 a Rastignano di Pianoro, verrà presentato il mio libro “Acqua passata. Storie, cronache e personaggi di Pianoro”. Volume che riunisce i miei articoli riguardanti il territorio di Pianoro, ma non solo, pubblicati dal 1992 al 2017 sulla rivista semestrale di studi storici “Savena Setta Sambro”.

Aprirà la presentazione il sindaco di Pianoro Gabriele Minghetti che guiderà una discussione, sulla storia locale pianorese e sul libro, con la partecipazione dell’autore del volume e dello storico e scrittore don Orfeo Facchini parroco di Sant’Andrea di Sesto, di San Bartolomeo di Musiano e rettore del Santuario di Santa Maria di Zena al Monte delle Formiche. Sacerdote appassionato di storia autore di “Monte delle Formiche” (con Gaetano Marchetti, 1990), “Andar per chiese e castelli” (con Imelde Bentivogli, 1993), “Andar per santuari” (con Imelde Bentivogli, 1995), e “Lungo il Savena di chiesa in chiesa” (2017). In conclusione eventuali interventi dei presenti e firma copie, sempre se qualcuno richiede delle copie del libro.

Giancarlo Fabbri

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Stasera alla Festa dell’Unità assemblea su: Nodo, Sfm e ciclabili

A Ossatura 04 Ponte

Pianoro (Bologna)

Stasera 13 giugno, alle 21, a Pianoro nello spazio dibattiti della Festa dell’Unità, a Carteria di Sesto, ci sarà un incontro pubblico sui temi del Nodo di Rastignano, della ferrovia Sfm e delle piste ciclabili. Vi prenderanno parte, per dare notizie e aggiornamenti sullo stato di fatto e sui progetti, l’assessore regionale alla mobilità Raffaele Donini, l’assessore alla viabilità di Bologna Irene Priolo, il consigliere delegato (assessore) alla mobilità della Città metropolitana bolognese Marco Monesi e il sindaco di Pianoro, Gabriele Minghetti anche nella veste di presidente dell’Unione comunale Savena Idice. Con la speranza di avere buone notizie.

Come ho scritto sul mensile “Un’Idea di Appennino” – in distribuzione gratuita in questi giorni, disponibile sul web all’indirizzo hemingwayeditore.wordpress.com – col varo del troncone centrale lo scorso 17 maggio a San Ruffillo è stata completata l’ossatura del nuovo ponte stradale sul Savena funzionale al primo lotto dei lavori per sciogliere il cosiddetto, e famigerato, “Nodo di Rastignano”. Ossatura in carpenteria metallica composta da due paratie laterali e una doppia centina centrale, unite da longheroni trasversali, con cinque luci o campate, poggianti su quattro pile e le due testate in cemento armato. Lungo manufatto che dovrà poi essere completato dalle rampe di accesso in rilevato e dal piano stradale in lastroni in cemento uniti da armature e getti di calcestruzzo, poi asfalti, parapetti, eccetera. In pratica questo viadotto, che oltretutto supera il dislivello esistente da via del Pozzo a via Bastia, dovrebbe essere l’opera più consistente da realizzare per il primo lotto. Ma c’è ancora tanto da fare.

Per sciogliere il nodo c’è anche da avviare il secondo lotto col lungo viadotto dal Trappolone di San Lazzaro (via Madre Teresa di Calcutta) al Paleotto di Bologna (via del Paleotto) per superare la ferrovia “Direttissima”, la provinciale Sp 65 “della Futa” (via Costa) e il torrente Savena per congiungersi con la strada provinciale di Fondovalle Savena (via De Gasperi). E qui si rivela che quella che sembrò una catastrofe per il completamento del Nodo, lo storno del finanziamento dalle opere collegate al “Passante di mezzo” al “Patto per Bologna”, si rivela forse provvidenziale nel caso che con il nuovo governo giallo-verde (M5S e Lega) dovesse venire rimesso in discussione il “Passante di mezzo” per un ipotetico “Passante sud”, caro al centrodestra, che rimanderebbe tutto di alcuni decenni. Riguardo all’Sfm (Sistema ferroviario metropolitano) è lontano il completamento del progetto e il cadenzamento delle corse. E anche un reticolo metropolitano ciclabile sicuro che, come dicono a Bologna, avanza a pezzi e bocconi. Speriamo quindi di sentirne delle belle, le brutte le sentiamo da quarant’anni; o più.

Giancarlo Fabbri

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“Un’Idea di Appennino” si legge anche a Bologna

Testata Un'Idea 79

Città metropolitana

In questi giorni è in distribuzione gratuita, nel territorio bolognese a sud della via Emilia Bologna compresa, la versione cartacea del numero 79 del notiziario mensile “Un’Idea di Appennino”, edito dalla Hemingway Editore, e come i numeri precedenti è sempre scaricabile dal sito: hemingwayeditore.wordpress.com la versione in pdf.

Mensile dove il vostro cronista propone su Pianoro il completamento dell’ossatura del nuovo ponte sul Savena per il Nodo di Rastignano, l’inaugurazione in Marchesini Group di un avveniristico reparto con la stampa in 3D di particolari meccanici in plastica e metallo, della FL di Franco Lelli che progetta macchinari speciali per pastifici, del pranzo di beneficenza a favore del carabiniere Salvo Caserta colpito dalla Sla, e del convegno sulla lingua esperanto svoltosi al Park Hotel.

Su Ozzano l’intenzione di Alberto Perdisa di riprendere la produzione di spumanti sull’esperienza dello champagne ozzanese del francese Victor Joseph Grandperrin, dell’intitolazione del laboratorio di scienze della scuola “Ciari” alla memoria dell’ex sindaco Valter Conti, e al secondo tricolore consecutivo conquistato dalla squadra di judo della Polisportiva Aics.

E su San Lazzaro dell’opposizione dei residenti della Cicogna all’idea di aprire la cieca via Fantini verso la via Emilia, dei malumori per la chiusura della risonanza magnetica del poliambulatorio dell’Ausl con demolizione dell’apparecchio, della dedicazione dello stadio di calcio comunale a Maurizio Cevenini e della festa della Bocciofila Arci.

Poi, a cura di altri colleghi, cronache e notizie da Alto Reno Terme, Camugnano, Casalecchio, Castiglione dei Pepoli, Grizzana, Loiano, Marzabotto, Monghidoro, Monterenzio, Monte San Pietro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Sasso Marconi, Valsamoggia, Vergato, Zola Predosa, oltre a notizie dalla Regione e dalla Città metropolitana. Per la redazione: 335-7777604; per la pubblicità: 339-4233609.

Come ricorda in ogni occasione l’editore e direttore Bruno Di Bernardo «se oggi le valli, i borghi e la natura dell’Appennino sono forze trainanti per l’economia e mete di un nuovo turismo, è anche merito della stampa locale. Allargando la diffusione anche chi vive a Bologna potrà avere notizie sui comuni della montagna e, soprattutto, delle tante eccellenze produttive e commerciali del suo territorio». E l’economia locale avrà sempre dei benefici, e un’opportuna visibilità, se a sua volta sostiene la stampa locale con le inserzioni pubblicitarie.

Giancarlo Fabbri

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Presentazione del libro “Acqua passata”

Cop e foto

Pianoro (Bologna)

Ricordo agli amici di Facebook, e ai miei tre lettori, che alla 17 di domenica 27 maggio nel Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini” di Pianoro, in via del Gualando 2, verrà presentato il mio libro “Acqua passata. Storie, cronache e personaggi di Pianoro”. Volume che riunisce tutti gli articoli riguardanti il territorio di Pianoro, ma non solo, pubblicati sulla rivista semestrale di studi storici “Savena Setta Sambro” dal 1992 al 2017. Aprirà la presentazione il direttore del museo Maurizia Lazzarini, poi l’intervista all’immodesto autore dello scrittore e storico Adriano Simoncini, condirettore della rivista.

A seguire interventi del sindaco di Pianoro Gabriele Minghetti; di Gian Luigi Pagani direttore del periodico informativo locale “l’Idea”, sulle attività culturali nel territorio pianorese; dell’editore e direttore del notiziario mensile “Un’Idea di Appennino” Bruno Di Bernardo, sull’importanza della stampa periodica locale. Poi letture di brani del libro con l’attrice Sandra Sarti de “Il Piccolissimo”, poi di Gian Luigi Pagani, di Adriano Simoncini, di Romano Colombazzi, storico e presidente dell’associazione culturale Territorio e Civiltà dei Mestieri, e dell’autore. In conclusione eventuali interventi dei presenti, buffet per tutti e firma copie se qualcuno richiede copie del libro.

Giancarlo Fabbri

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Mamma papera, e figli, hanno preso casa nella fontana

03 Paperi Fontana

Pianoro (Bologna)

Mamma papera Germana, e i suoi piccoli sette paperini, hanno preso residenza nella grande fontana di Rastignano, suscitando la curiosità dei passanti e dei residenti. Mamma Germana nuota nell’acqua verdastra, mostrando con orgoglio la sua prole, mentre molte persone hanno espresso preoccupazione per la loro sorte in mancanza di protezioni nei confronti dei predatori animali e non soltanto.

Una signora ieri pomeriggio, 23 maggio, ha telefonato alla polizia municipale di Pianoro poi al rifugio della fauna selvatica di Monte Adone ottenendo risposte che non l’avevano soddisfatta. Chi scrive ha inviato le foto all’amico esperto Umberto Fusini, della Lega italiana protezione uccelli (Lipu), che ha consigliato di farli trasferire nei laghetti del Gualando di Pianoro che da tempo ospitano, oltre a pesci, tartarughe, cigni, oche e anatre, alcune decine di germani. Sperando che non nasca il solito balletto su chi deve poi materialmente farlo.

Uno dei commenti di chi ammirava la famigliola pennuta fu: «se la fontana fosse stata in funzione non avrebbe attratto la papera tanto da farle fare la covata accanto invece che nel vicino Savena dove sulla cascata c’è una decina di germani da molti anni». Infatti la grande fontana funziona a singhiozzo e solo qualche giorno all’anno fa vedere gli alti getti d’acqua. Si dà poi il caso che in occasione della festa paesana svoltasi accanto la fonte progettata dall’architetto Gianfranco Masi, con grande sfarzo di cemento e di giochi d’acqua non era in funzione con grande dispiacere dei commercianti e dei residenti. Per poi zampillare, per poco tempo, due giorni dopo la festa di paese.

Molto strano il destino delle fontane nel territorio di Pianoro. Quella secentesca del Pero, spostata e restaurata anni fa, si sta degradando per una tegola che si è spostata. L’intonaco sottostante si bagna e col ghiaccio si sgretola. Quella del giardinetto del Palazzaccio, accanto alla cascata del Savena, è stata interrata pochi anni dopo la sua realizzazione. Quella della stazione ferroviaria di Pianoro è in secca da tempo e c’era un artista che aveva proposto di portarla altrove. E secche sono anche quelle di Pianoro Nuova e Pian di Macina dedicate alla pace e ai caduti partigiani nella lotta di resistenza e liberazione.

Giancarlo Fabbri

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Con la Sagra della Badessa a Castrum Ulziani ritorna il medioevo

Crociati 01

Ozzano (Bologna)

In maggio Ozzano con la “Sagra della Badessa” ritorna nel medioevo. Sagra, alla trentatreesima edizione, che apre una stagione estiva di sagre, feste e mercati organizzata dalla Proloco Ozzano, presieduta da Francesco Del Grande, con le varie associazioni di volontariato del territorio. La “Sagra della Badessa” prenderà il via nella sera di venerdì 25 maggio, con la tradizionale “Cena Medievale” per concludersi con i “Grandi Fuochi” nella notte di domenica 27 al termine della premiazione del “Palio dell’oca”. Torna così una sagra ambientata in medioevo con gruppi di figuranti e giocolieri provenienti anche da altre province e regioni.

Il via alle 20.30 di venerdì 25 maggio in viale Repubblica, nella corte del palazzo municipale per la “Cena Medievale” con menù in tema, rustico e sofisticato, con profumi e sapori genuini d’altri antichi tempi con l’allegro pasto allietato da uno spettacolo della compagnia “Dé l’Ordallegri”. Cena che è da prenotare entro il 23 maggio telefonando a uno dei seguenti numeri: 345-4590599; 349-7382470; 347-0141068. In caso di maltempo la cena si terrà nella sala “Primavera” dell’Arci-Uisp di Ozzano in corso Garibaldi 36.

Sabato 26 la sagra apre i battenti alle 17 sempre in via della Repubblica con mercato, mostre, stand gastronomici, antichi mestieri, giullari, mangiafuoco, campo militare, combattimenti, giochi e animazioni per tutti. Alle 20 partenza dei cortei dei terzieri – il Blu (la collina) dall’incrocio delle vie Mazzini e Galvani alta, il Rosso (via Emilia e capoluogo) dal parcheggio Palazzetto dello Sport, il Verde (la pianura) dal parco della Resistenza – che si incontreranno poi davanti alla chiesa di Sant’Ambrogio (tra piazza Allende e viale 2 Giugno). Qui i terzieri che poi combatteranno per lo storico “Palio dell’Oca” riceveranno la benedizione con le reliquie della venerabile Beata Lucia Badessa da Settefonti. I terzieri riuniti, accompagnati da dame e cavalieri, nobili e plebei, frati e chierici, armigeri e arcieri, musici e cantori, percorrerà poi le vie di Ozzano fino al campo di via Repubblica davanti al municipio ozzanese. Qui la serata sarà infine chiusa dalla rappresentazione teatrale della “Leggenda della Badessa di Settefonti”.

Domenica 27 maggio alle 10 riaprono tutte le mostre e le attività con pomeriggio dedicato a un grande mercato straordinario. Alle 20 corteo storico dei figuranti da via dell’Ambiente a via della Repubblica seguito dal giuramento dei campioni dei terzieri, la disputa del “Palio dell’Oca”, infine premiazioni e gran finale con i fuochi artificiali. Come notazione storica la “Sagra della Badessa” è nata 35 anni fa da una recita sulla Beata Lucia Chiari da Settefonti, e sulla leggendaria storia d’amore col cavaliere bolognese Diatagora Fava (in alcuni testi Cavalier Rolando), organizzato dallo storico locale Adriano Vason (1944-2000), grande appassionato seppure di origini venete, e dall’associazione Promozzano.

Nell’occasione della “Sagra della Badessa” dalle 17 alle 23 del 26, e dalle 10 alle 23 del 27 maggio, nell’atrio del municipio ozzanese sarà aperta al pubblico, a ingresso libero, una mostra delle ultime opere dello scultore Eros Mariani. Ma le occasioni di festa e mercati, a Ozzano, non finiscono certamente qui.

Giancarlo Fabbri

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Per Juvenilia Club “Vivere è un’arte”

Collage 05 2018

San Lazzaro (Bologna)

Come da tradizione in occasione della “Grande festa di chiusura” con cena, intrattenimento e ballo, che si terrà alle 20 di sabato 19 maggio nel prestigioso Savoia Hotel Regency in via del Pilastro 2 a Bologna, a soci e amici dell’associazione culturale Juvenilia Club, che ha sede a San Lazzaro in via Risorgimento 35, verrà consegnato il programma del ventinovesimo anno sociale 2018-2019. A fare da colonna sonora alla festa ci sarà il duo musicale Adriana e Mauro. Per informazioni e adesioni: 051.464293; paola.tabacchi@libero.it.

Anche la stessa presidente, Paola Tabacchi Malaguti, si dice infatti ancora incredula che la sua Juvenilia abbia già compiuto i 28 anni di vita con ancora tanti soci e amici affezionati. «Sembra ieri» dice. Ma lo dice con orgoglio perché Juvenilia è una sua creatura, inventata per organizzare alcune serate al fine di stare insieme in allegria. Poi diventata un polo di attrazione per giovani di tutte le età che intendono invecchiare “bene”. Sembra ieri ma fu nel 1990 che la docente aveva lasciato l’insegnamento con ancora tanta voglia di fare e di tempo da riempire radunando amici e colleghi con cui passare insieme ore liete in modo creativo, e ricreativo. Fino alla costituzione dell’associazione Juvenilia che anche quest’anno propone un programma di 32 pagine, con tante iniziative che Paola organizza con il sostegno del suo vice, dottor Fortunato Malaguti, che è anche suo marito.

Il prossimo autunno l’associazione sanlazzarese Juvenilia Club quindi si accinge a iniziare il suo ventinovesimo anno di vita sempre al motto di: “Vivere è un’arte”. Lo fa con la speranza che alla ripresa delle attività anche i soci siano cresciuti di numero oltre all’età di Juvenilia. «La nostra ambizione, fin dal 1990 – precisa la professoressa Paola Tabacchi Malaguti –, è di proseguire nel filone dello stare insieme, in amicizia e allegria, tra giovani di tutte le età dimenticando acciacchi e problemi divertendo e divertendosi partecipando attivamente alle tante iniziative intelligenti e interessanti offerte dal nostro club. Sono infatti i soci la nostra forza e vogliamo sentano il calore dell’amicizia e il loro coinvolgimento nelle iniziative culturali e di aggregazione. Stare quindi insieme con tanta voglia di fare, imparare, divertire e divertirsi in compagnia in modo intelligente, non banale, e con stile». Un esempio le feste svolte sinora con la partecipazione di personaggi della cultura e personalità dello spettacolo; nell’ultima festa dedicata alla primavera tra gli applausi si sono esibite le giovanissime ballerine  Elena, Gaia e Vittoria della scuola di ballo Battito d’Ali, di Rastignano, e la professionista Cinzia Carati leader del gruppo di ballo Sambeleza di Bologna.

Il programma del 29° anno sociale prevede tante novità che si aggiungono alle consolidate: momenti di aggregazione e di divulgazione culturale, laboratori artistici, letterari, teatrali, musicali, cineforum, giochi e corsi vari. E poi feste, conferenze, concerti e visite a città e musei, anche all’estero. Programma che, come anticipato, sarà consegnato in occasione della festa che si terrà il 19 maggio al Savoia che è diventato quasi la seconda casa dell’associazione Juvenilia Club.

Giancarlo Fabbri

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