Dal 28 aprile al 7 maggio, all’Arci, “Pesce a primavera”

A Cucina 044

San Lazzaro (Bologna)

Dal 28 aprile al 7 maggio, all’Arci di via Bellaria 7 a San Lazzaro, si terrà il tradizionale festival gastronomico “Pesce a primavera” nella grande, collaudata e funzionale “Sala 77”. Una struttura confortevole, con moderne cucine, e soprattutto chef e cucinieri esperti, che ospiterà la ventiduesima edizione della sagra primaverile discendente di quel “Festival del Pesce di Mare”, che prese il via nel lontano 1988. Infatti nel circolo Arci tutto è pronto per la tanto imitata sagra di pesce. Al lavoro da giorni i volontari dell’Arci sono pronti per cucinare, e portare a tavola, quintali di gamberetti, polipi, sogliole, code di rospo, cozze e vongole, e altri doni del mare per la sagra che si terrà nei giorni 30 aprile e 1 e 7 maggio con doppio turno alle 12 e alle 19; e solo alla sera alle 19 il 28 e 29 aprile e 5 e a maggio. Asporto sempre disponibile negli orari di apertura della sagra; info: 051.6279931.

Come sempre viene proposto un menù da leccarsi i baffi: insalata di mare, cozze alla tarantina e fantasia di carpaccio per gli antipasti; poi i primi con risotto alla marinara, spaghetti del pescatore o allo scoglio, strozzapreti al pesto gamberi e zucchine, oppure tagliatelle col ragù per chi non ama il pesce ma vuole stare in compagnia. C’è poi anche un piatto unico con zuppa di pesce, sorbetto gratuito e, per secondo, coda di rospo, grigliate, spiedini o fritti misti, secondo alternativo con salciccia e patate, infine contorni vari, bevande e vini selezionati.

Come per le edizioni passate la sagra, che impegnerà in cucina e fra i tavoli un centinaio di volontari, sarà allietata anche da serate danzanti nella Sala Paradiso. Negli orari del ristorante girerà anche la “Ruota della fortuna” e le domeniche, alle 15, le tombole riservate solo ai soci Arci. La sagra “Pesce a primavera”, come sempre, non ha fini di lucro ma quello di autofinanziare i gruppi sportivi che qui svolgono la loro attività: ciclismo, podismo, pesca, bocce, biliardo, ballo, eccetera. Non per nulla il locale circolo Arci, presieduto da Carlo Pesci con vice Franco Fanizzi, ha oltre seimila soci ed è uno dei più grandi d’Italia.

I prossimi appuntamenti sono poi per la “Sagra della Lasagna”, con menù tradizionale, che si terrà nella stessa sala dal 26 maggio al 4 giugno, il “Festival del Pesce di Mare” dal 22 settembre all’1 ottobre e, infine, la “Sagra dei Sapori” dal 28 ottobre al 5 novembre.

Giancarlo Fabbri

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“Valli Savena Idice” 32 pagine di notizie e approfondimenti

Chiusura 01 InCoop

Lo sconcerto degli anziani alla chiusura dell’InCoop alla Cicogna di San Lazzaro

Distretto di San Lazzaro (Bologna)

Per chi proprio non sa resistere alla curiosità il mensile “Valli Savena Idice”, edito dalla Hemingway Editore di Bruno Di Bernardo, è già sul web dove è possibile leggerlo, sfogliarlo, scaricarlo e stamparlo gratuitamente dal sito: http://hemingwayeditore.wordpress.com. Un notiziario originale, ora in stampa, che a giorni sarà distribuito in cartaceo, sempre gratis, nei comuni del Distretto sanlazzarese: Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano, Pianoro e San Lazzaro. Lo si potrà trovare in ristoranti, bar, edicole e negozi con approfondimenti e notizie dalla Regione, dalla Città metropolitana, dall’Unione Valli Savena Idice e da ognuno dei sei comuni. Se poi i lettori non trovano la versione cartacea, che va a ruba, possono sempre leggerla in modo virtuale sullo schermo del loro pc, notebook o tablet.

Nel numero di aprile 2017 si leggono dalla prima pagina, gli editoriali di Bruno Di Bernardo, con rimandi all’interno, sulle intenzioni dei comuni montani: Loiano, Monghidoro, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro di sostenere il progetto Passante Sud; e dei finanziamenti in arrivo, tramite il Gal, per la valorizzazione degli itinerari storici del nostro Appennino. Sempre in prima pagina, con proseguo all’interno, l’intervista del vostro cronista al sindaco di Monterenzio, Pierdante Spadoni, sul tema della Flaminia minor. Tema che in questo numero la rivista dedica uno speciale di quattro pagine mettendo a confronto i due controversi tracciati romani Flaminia minor e Flaminia militare.

Poi le pagine locali sui comuni montani con articoli di Sarah Buono. Per Monghidoro la notizia che il sindaco Barbara Panzacchi busserà a tutte le porte per ridare lavoro ai 62 dipendenti della Stampi Group licenziati col fallimento dell’azienda, e quella della donazione di un gruppo elettrogeno ai pompieri volontari di Monghidoro da parte del Comune. Per Loiano la cronaca dell’assemblea promossa dal Cast a difesa dell’ospedale Simiani e della festa per i trent’anni della Rsa Casa Damiani. Infine per Monterenzio la presentazione del progetto Art Bonus: donazioni per i beni culturali a fronte di sgravi fiscali; e l’apertura di un nuovo punto informativo turistico della Proloco.

Più a valle gli articoli del vostro cronista. Su Pianoro la notizia che i cantieri del “mezzo nodo di Rastignano” sono quasi fermi a causa del rinvenimento di un’altra bomba d’aereo dopo le due già disinnescate l’anno scorso. Poi del riaccendersi delle speranze di riapertura della multisala Star City Cinemas con nostra intervista a Carmine Nappi dirigente della Immobilgest Real Estate, del Gruppo Ragosta di Casoria (Napoli), proprietaria del comparto ex Junior Tennis Club. Ancora della polemica dei cinghiali a spasso per i parchi pubblici e infine i risultati dei lavori alla briglia nel Savena a al ponte Serrabella.

Per San Lazzaro il deserto che avanza alla Cicogna residenziale dopo la chiusura anche del minimarket InCoop aperto nel 2011, l’arrivo di parcheggi sul lato nord della fermata ferroviaria Sfm, la Poggipolini come azienda di successo, e l’onlus Bimbo Tu che ha trovato casa a San Lazzaro per i familiari dei piccoli degenti alla neurochirurgia del Bellaria. Poi per Ozzano il problema dei furti e delle truffe, il ricordo dell’ex sindaco Valter Conti, deceduto il mese scorso, e i vari progetti per avere una nuova scuola media con un programma a più tappe.

Il mensile “Valli Savena Idice” è gratuito grazie alle tante aziende che hanno colto l’opportunità di farsi conoscere, e ricordare, in ambito più vasto e di sostenere la stampa e l’informazione locale. Per contattare la redazione: 392-4431264; per la pubblicità: 339-4233609.

Giancarlo Fabbri

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“Lungo il Savena… di chiesa in chiesa”

A Marchesini 04 Ravaglia

Da sinistra: Marchesini, don Facchini, monsignor Zuppi e Ravaglia

Valle del Savena (Appennino bolognese)

Se don Orfeo Facchini fosse nato nella bassa, a San Pietro in Casale per fare un esempio, non avrebbe mai dato alla luce il suo ponderoso volume a titolo “Lungo il Savena … di chiesa in chiesa”. Un libro di 648 pagine dove il testo contende gradevolmente lo spazio alle tantissime foto a colori, a quelle d’epoca, a disegni, a incisioni e a cronotassi con alcuni di questi risalenti al Rinascimento. Opera edita dal Gruppo di studi storici Savena Setta e Sambro che da oltre 25 anni pubblica libri sulla storia del territorio e, soprattutto, anche l’omonima rivista semestrale “Savena Setta Sambro”. Se non trovate il volume in libreria rivolgetevi all’autore: 051.744026; orfeof47@gmail.com.

Volume che è stato presentato a Bologna nella biblioteca del convento di San Domenico con l’arcivescovo monsignor Matteo Maria Zuppi, di Mario Fanti vicepresidente della Deputazione di storia patria delle province di Romagna, Daniele Ravaglia presidente del Gruppo di studi nonché direttore generale di Emil Banca, l’autore: «dire che sono confuso e frastornato è dir poco dopo aver sentito le parole del vescovo e, soprattutto, di Fanti che di storia lui se ne intende». Infine l’intervento di Maurizio Marchesini presidente di Marchesini Group, che da sempre sostiene l’opera di ricerca storica del sacerdote, e di dirigenti di altre aziende sponsor dell’opera editoriale, come Emil Banca e Segafredo Zanetti, che ha ottenuto anche il patrocinio dei comuni di Loiano, Monghidoro, Monzuno, Pianoro e San Benedetto Val di Sambro. Del libro, frutto di sette anni di ricerche, come in quasi tutti quelli dati alle stampe da don Orfeo, ne è coautrice Imelde Bentivogli che però in questa occasione non ha voluto figurare.

Precisiamo però che quelle 648 pagine non sono un mero elenco delle chiese minori dell’alta Valle del Savena e le vicissitudini degli edifici religiosi, del loro patrimonio artistico e culturale, delle difficoltà dei parroci di montagna ma anche, o soprattutto, di storia locale. La storia di quei piccoli borghi, dei quali non si è mai interessato nessuno, dove anche in tempi recenti la gente si è stretta attorno alla propria chiesa facendola rivivere in occasione della festa del patrono: Anconella, Bibulano, Castel dell’Alpi, Cedrecchia, Fradusto, Lognola, Madonna dei Fornelli, Roncastaldo, Sant’Andrea, Scascoli, Stiolo, Trasasso, Valgattara, Vergiano, Villa di Cedrecchia e Zaccanesca.

Non è un caso che don Facchini se ne sia interessato sentendo qui le sue radici essendo nato a Monzuno il 24 marzo del 1947. Dopo gli studi in Seminario è stato ordinato presbitero, a Bologna il 7 settembre 1974, dal cardinale Antonio Poma. I suoi primi impegni sono stati di cappellano a Santa Lucia di Casalecchio, poi in San Domenico Savio e infine in Santa Caterina di via Saragozza. Dal 1977 al 1987 insegna religione nelle medie “Guinizelli” di Bologna. Insediato parroco nel 1987 in Sant’Andrea di Sesto a Rastignano, e rettore in Santa Maria di Zena; dal 2011 è anche arciprete in San Bartolomeo di Musiano. Con Gaetano Marchetti ha pubblicato il libro “Monte delle Formiche” (1990) poi, con Imelde Bentivogli, “Andar per chiese e castelli” (1993), “Andar per santuari” (1995) e infine, dopo 22 anni, questo “Lungo il Savena… di chiesa in chiesa” monumento alla storia locale.

In occasione della presentazione nella biblioteca dei domenicani i 160 posti a sedere si sono dimostrati insufficienti ad accogliere i tanti intervenuti. Come ha precisato Ravaglia «siamo qui per una festa con la presenza del nostro arcivescovo per presentare un lavoro destinato a chi viene dopo di noi. E probabilmente questa resterà l’opera più importante che il Gruppo di studi Savena Setta Sambro ha realizzato come casa editrice. Un edizione straordinaria sostenuta anche da Emil Banca nata in questo territorio come cassa rurale oltre 120 anni fa».

Mario Fanti ha lodato l’opera di Orfeo Facchini chiedendosi «dove possa aver trovato il tempo di realizzare un’opera monumentale che resterà come pietra miliare sulla storia della vallata». Con don Orfeo commosso per le lodi del noto storico bolognese riferendo che tale opera non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Imelde Bentivogli. Con monsignor Zuppi a osservare che il lavoro di don Facchini «non è solo una testimonianza di fede e di religiosità delle genti montane e una storia di chiese, di cui molte purtroppo senza parroco, ma il ricordo di radici e tradizioni. Abbiamo infatti il dovere di mantenere vive queste radici, salde queste pietre e i campanili che mostrano il grande attaccamento delle comunità locali. Grazie quindi a don Orfeo per questa miniera di storie locali raccolte con tanta pazienza, amore e passione in un territorio aspro, e geloso, com’è quello montanaro».

Giancarlo Fabbri

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Erbari antichi e moderni in mostra al Museo di Arti e Mestieri

Erbari

Pianoro (Bologna)

Sabato 1 aprile, alle 16.30, nella sala eventi del Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini”, in via Gualando 2 a Pianoro, si inaugura una mostra di erbari antichi e moderni che resteranno esposti il sabato e la domenica, fino al 9 aprile, dalle 15 alle 18, con ingresso libero. Per informazioni: 051.6529105 (municipio); 051.776927 (museo); 333-6124867 (Lamberto Monti); info@parcomusealedellavaldizena.it; info@museodiartiemestieri.it; www.museodiartiemestieri.it.

Si tratta di una mostra, a titolo “Gli Erbari, una tradizione che continua”, che avrà come pezzi forti due antichi erbari; descrizioni e raffigurazioni di piante con ricette per un loro utilizzo in cucina e in medicina. Uno è del medico Pietro Andrea Mattioli (Siena 1501-Trento 1578) stampato a Venezia nel 1563. L’altro è invece di Castore Durante (Gualdo Tadino 1529-Viterbo 1590), che fu anche medico alla corte di papa Sisto V; libro che fu ripubblicato a Venezia con aggiornamenti nel 1602; la prima edizione fu infatti stampata a Roma nel 1585. Un medico che divenne famoso, e non solo in Italia, oltre che per l’”Herbario Novo” anche per il libro “Tesoro della sanità”.

All’inaugurazione interverranno il sindaco Gabriele Minghetti, l’assessore alla cultura Benedetta Rossi, la direttrice del museo Maurizia Lazzarini, il direttore scientifico del museo Adriano Simoncini e Simonetta Saliera presidente del consiglio regionale. A seguire ci sarà una conferenza di Giancarlo Marconi, presidente dell’associazione naturalistica Pangea di San Lazzaro sul tema: “Gli erbari illustrati in relazione alla farmacopea, all’alchimia e alla storia dell’iconografia botanica.

Domenica 2 aprile visita gratuita al giardino botanico Nova Arbora di Badolo con guida Donatella Mongardi. Ritrovo alle 10 in via Badolo 35; il luogo si trova a poca distanza dall’antico borgo. Dalle 16 alle 18, al museo, laboratorio tattile gratuito sul tema della natura e delle piante a cura del Museo Tattile “Tolomeo”, dell’istituto dei ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna. Dalle 18, alle 19 ci sarà una conferenza del professor Fabrizio Lollini, docente di Storia dell’Arte Medievale all’Università di Bologna, sul “Taccuinum sanitatis”. Un manuale medioevale sulla salute, riccamente illustrato rivolto a un pubblico non colto, in diverse versioni latine derivate da un trattato medico arabo dell’XI secolo attribuito a Ibn Butland di Baghdad.

Sabato 8 aprile, alle 10, con partenza da Tazzola (Monte Formiche) escursione gratuita lungo il percorso ambientale Via Ratta con Lorenzo Olmi. Alle 17.30 al museo conferenza di Giancarlo Marconi su: “Gli erbari di essiccata e la nascita della botanica come scienza”. Domenica 9 aprile alle 10 gita nei boschi del Podere Sassolungo in via Ca’ di Lavacchio in Val di Zena. Alle 16 al museo laboratorio botanico seguito dalla presentazione del libro di Sandro e Maurizio Di Massimo, “Ritorno alle radici. Piante spontanee per l’alimentazione e la salute”, edito da Aboca, a cura del giornalista Alberto Pancrazi.

Giancarlo Fabbri

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Il 2 aprile la via Emilia sarà in festa e, molto, “Vivace”

Via Emilia Vivace

San Lazzaro (Bologna)

Fateci caso. In molte città, cittadine, borgate attraversate dalla strada consolare Emilia la storica via fatta costruire da Marco Emilio Lepido ha molti nomi o appendici (Levante, Ponente, Est, Ovest, eccetera). Nel territorio di San Lazzaro, invece, è semplicemente via Emilia dal ponte sul Savena, fino al confine ozzanese, come oltre 2.200 anni fa. Una via costruita come opera militare, diventata importante direttrice dello sviluppo economico, produttivo e sociale del nostro Paese, che il prossimo due aprile sarà chiusa al traffico per tutto il giorno, dalle 10 alle 20, nel tratto tra le vie Fornace e Caselle. Il motivo non è dato da lavori in corso ma da una grande festa di strada, la prima “Via Emilia (vivace) in festa” per una giornata di gastronomia, musica, mercatini, antichi mestieri, giochi e allegria a scopo di beneficenza.

Infatti i commercianti della via Emilia, nel tratto dal Savena a Piazza Bracci e non soltanto, si sono mobilitati nell’organizzazione di una festa con ricavato che sarà consegnato all’associazione onlus “La Via del Sale” che ha in progetto la costruzione di una casetta per Aurora. Aurora è una bimba dolcissima di 14 anni, alta un metro con patologie di varia natura. Viveva a Colleposta, una delle frazioni di Accumuli distrutte dal terremoto d’agosto, e ora vive a Castiglione di Monreale, a 1.200 metri di altitudine, all’interno di una roulotte. Aurora ha quindi passato un inverno freddo, gelido, e ha bisogno di una casetta. La si può aiutare partecipando al grande pranzo comunitario che si terrà dalle 12.30 alle 16, sui tavoli apparecchiati al centro della via Emilia, oppure prenotando i piatti per l’asporto dalle 11.30 alle 12.30.

Dalle 10 alle 20, nella via Emilia pedonalizzata, ci saranno stand gastronomici per accontentare tutti i gusti con prelibatezze, borlenghi, fritti, porchetta, dolcetti, eccetera. Non mancheranno spettacoli di artisti di strada, musica con la partecipazione anche di Beppe Maniglia e divertimento per tutti. Nelle varie bancarelle sarà infine possibile acquistare prodotti della terra a chilometri zero: frutta, verdura, miele, vino, formaggi e tanto altro, oltre a oggetti artistici e artigianali.

Aurora è seguita da 12 anni dall’assistente domiciliare, che conosce l’esigenze della bambina come fosse la sua mamma. La soluzione dell’albergo proposta a questa famiglia, implicherebbe che la bimba rinunci all’assistenza di cui ha bisogno. Una scelta assurda, alla quale si potrebbe rimediare portando una casetta che abbia le comodità di una casa normale, senza barriere architettoniche. Il terreno edificabile della famiglia non è raggiungibile con un prefabbricato, quindi si dovrà costruire da zero la casetta in legno lavorando con pezzi assemblabili. Per info: laviadelsaleonlus@gmail.com. Via Provinciale 25, 02010, Cittareale (RI). IBAN: IT47o0100503240000000002838.

Giancarlo Fabbri

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A cena per sostenere i giovani di “Libera Terra”

Murales 03 Libera Terra

Pianoro (Bologna)

Sabato 8 aprile il “Centro Feste” di Rastignano, in via Marzabotto 5 dietro alla Romaco, alle 20 ospita una cena di autofinanziamento per sostenere ragazzi e giovani che quest’estate passeranno le vacanze al lavoro nei campi, negli allevamenti, nelle fattorie e nei laboratori della cooperativa “Libera Terra” strappati dai tentacoli della criminalità organizzata. Piovre che nel sud d’Italia hanno nome camorra, mafia, ndrangheta e sacra corona unita. Il menù offerto a 20 euro a persona comprende antipasto fantasia, crespelle al radicchio, spiedini alla griglia, pomodori gratinati, insalata, semifreddo all’ananas, acqua e vino. Per prenotazioni 328-0153670 (Paola), 339-8860608 (Anna).

Nell’occasione della cena ci sarà una lotteria, con in palio prodotti di Libera Terra, e presentazione di testimonianze di cittadini e operatori che hanno partecipato ai campi di lavoro nelle cooperative nate sui beni confiscati alle mafie. L’iniziativa è organizzata dall’associazione “Tavolo per la pace di Pianoro” con patrocinio comunale.

Giancarlo Fabbri

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“Valli Savena Idice” notizie dalla Città al confine toscano

Valli 03 2017

La stazione ferroviaria Sfm di Ozzano

Distretto di San Lazzaro (Bologna)

Il notiziario mensile “Valli Savena Idice”, edito dalla Hemingway Editore di Bruno Di Bernardo, è già sul web dove è gratuitamente possibile sfogliarla, leggerla, scaricarla e stamparla, collegandosi al sito internet: http://hemingwayeditore.wordpress.com. Un notiziario colorato, originale e inconfondibile, al momento in stampa, che tra qualche giorno sarà distribuito anche nella versione cartacea, sempre gratuitamente, nei territori dei comuni del Distretto sanlazzarese: Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano, Pianoro e San Lazzaro. Lo si trova in ristoranti, bar, edicole e negozi con approfondimenti e notizie dalla Regione, dalla Città metropolitana, dall’Unione comunale Valli Savena Idice e da ognuno dei sei comuni. Se poi i lettori non trovano la versione cartacea, che va a ruba, possono sempre leggerla in modo virtuale sullo schermo del loro pc, notebook o tablet.

Nel numero di marzo 2017 a partire dalla prima pagina si leggono, tre editoriali di Bruno Di Bernardo sulla Flaminia militare, sul dramma degli sbarchi e sul bando da 50 milioni di euro per ospitare 2.350  migranti. All’interno articoli sugli investimenti della Regione per nuovi treni e bus, e sul Centro Meteo che sorgerà al Tecnopolo.

Poi le pagine locali sui comuni montani con articoli di Sarah Buono. Per Monghidoro la notizia dell’arrivo di nuovi migranti, e della proposta di Ima e Marchesini per salvare la Stampi Group. Per Loiano le preoccupazioni sul destino dell’ospedale “Simiani” e per l’arrivo di 14 nuovi immigrati da ospitare. Infine per Monterenzio ancora arrivi di richiedenti asilo e lezioni scolastiche sull’utilizzo dei droni.

Più a valle i pezzi del vostro reporter. Su Pianoro l’annuncio di una mostra di antichi erbari, della nascita di un’associazione di esperantisti presieduta dall’imprenditore Guglielmo Martelli, la consegna di sei “Medaglie della Liberazione” a oltre settant’anni dal 25 aprile 1945. Per San Lazzaro in arrivo un nuovo look per le piazze Osca ed Esedra, le perplessità sulla grafica per la campagna “Work in progress” rivolta ai giovani che richiama un po’ troppo la propaganda sovietica sul lavoro intensivo, il congresso dell’Auser nella “Sala ‘77” dell’Arci, il problema dei campi abusivi degli zingari sinti ancora da risolvere.

Infine per Ozzano le idee e le proposte per valorizzare la stazione dei treni, un breve ricordo dell’ex sindaco Valter Conti, le conferenze dell’associazione Il Ponte su “Elettromagnetismo e salute” e l’apertura alla Noce del ristorante “Da Ezio” di Ezio Rossi che si era già fatto apprezzare negli stand gastronomici delle feste nazionali dell’Unità “Osteria Friulana” poi nella più sofisticata “Hostaria de li Gaudenti”.

Il mensile “Valli Savena Idice”, nato nel 2013, è gratuito grazie alle aziende che hanno colto l’opportunità di farsi conoscere, e ricordare, in ambito vasto e di sostenere la stampa e l’informazione locale. Per contattare la redazione: 392-4431264; per la pubblicità: 339-4233609.

Giancarlo Fabbri

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