Con la Sagra della Badessa a Castrum Ulziani ritorna il medioevo

Crociati 01

Ozzano (Bologna)

In maggio Ozzano con la “Sagra della Badessa” ritorna nel medioevo. Sagra, alla trentatreesima edizione, che apre una stagione estiva di sagre, feste e mercati organizzata dalla Proloco Ozzano, presieduta da Francesco Del Grande, con le varie associazioni di volontariato del territorio. La “Sagra della Badessa” prenderà il via nella sera di venerdì 25 maggio, con la tradizionale “Cena Medievale” per concludersi con i “Grandi Fuochi” nella notte di domenica 27 al termine della premiazione del “Palio dell’oca”. Torna così una sagra ambientata in medioevo con gruppi di figuranti e giocolieri provenienti anche da altre province e regioni.

Il via alle 20.30 di venerdì 25 maggio in viale Repubblica, nella corte del palazzo municipale per la “Cena Medievale” con menù in tema, rustico e sofisticato, con profumi e sapori genuini d’altri antichi tempi con l’allegro pasto allietato da uno spettacolo della compagnia “Dé l’Ordallegri”. Cena che è da prenotare entro il 23 maggio telefonando a uno dei seguenti numeri: 345-4590599; 349-7382470; 347-0141068. In caso di maltempo la cena si terrà nella sala “Primavera” dell’Arci-Uisp di Ozzano in corso Garibaldi 36.

Sabato 26 la sagra apre i battenti alle 17 sempre in via della Repubblica con mercato, mostre, stand gastronomici, antichi mestieri, giullari, mangiafuoco, campo militare, combattimenti, giochi e animazioni per tutti. Alle 20 partenza dei cortei dei terzieri – il Blu (la collina) dall’incrocio delle vie Mazzini e Galvani alta, il Rosso (via Emilia e capoluogo) dal parcheggio Palazzetto dello Sport, il Verde (la pianura) dal parco della Resistenza – che si incontreranno poi davanti alla chiesa di Sant’Ambrogio (tra piazza Allende e viale 2 Giugno). Qui i terzieri che poi combatteranno per lo storico “Palio dell’Oca” riceveranno la benedizione con le reliquie della venerabile Beata Lucia Badessa da Settefonti. I terzieri riuniti, accompagnati da dame e cavalieri, nobili e plebei, frati e chierici, armigeri e arcieri, musici e cantori, percorrerà poi le vie di Ozzano fino al campo di via Repubblica davanti al municipio ozzanese. Qui la serata sarà infine chiusa dalla rappresentazione teatrale della “Leggenda della Badessa di Settefonti”.

Domenica 27 maggio alle 10 riaprono tutte le mostre e le attività con pomeriggio dedicato a un grande mercato straordinario. Alle 20 corteo storico dei figuranti da via dell’Ambiente a via della Repubblica seguito dal giuramento dei campioni dei terzieri, la disputa del “Palio dell’Oca”, infine premiazioni e gran finale con i fuochi artificiali. Come notazione storica la “Sagra della Badessa” è nata 35 anni fa da una recita sulla Beata Lucia Chiari da Settefonti, e sulla leggendaria storia d’amore col cavaliere bolognese Diatagora Fava (in alcuni testi Cavalier Rolando), organizzato dallo storico locale Adriano Vason (1944-2000), grande appassionato seppure di origini venete, e dall’associazione Promozzano.

Nell’occasione della “Sagra della Badessa” dalle 17 alle 23 del 26, e dalle 10 alle 23 del 27 maggio, nell’atrio del municipio ozzanese sarà aperta al pubblico, a ingresso libero, una mostra delle ultime opere dello scultore Eros Mariani. Ma le occasioni di festa e mercati, a Ozzano, non finiscono certamente qui.

Giancarlo Fabbri

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Per Juvenilia Club “Vivere è un’arte”

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San Lazzaro (Bologna)

Come da tradizione in occasione della “Grande festa di chiusura” con cena, intrattenimento e ballo, che si terrà alle 20 di sabato 19 maggio nel prestigioso Savoia Hotel Regency in via del Pilastro 2 a Bologna, a soci e amici dell’associazione culturale Juvenilia Club, che ha sede a San Lazzaro in via Risorgimento 35, verrà consegnato il programma del ventinovesimo anno sociale 2018-2019. A fare da colonna sonora alla festa ci sarà il duo musicale Adriana e Mauro. Per informazioni e adesioni: 051.464293; paola.tabacchi@libero.it.

Anche la stessa presidente, Paola Tabacchi Malaguti, si dice infatti ancora incredula che la sua Juvenilia abbia già compiuto i 28 anni di vita con ancora tanti soci e amici affezionati. «Sembra ieri» dice. Ma lo dice con orgoglio perché Juvenilia è una sua creatura, inventata per organizzare alcune serate al fine di stare insieme in allegria. Poi diventata un polo di attrazione per giovani di tutte le età che intendono invecchiare “bene”. Sembra ieri ma fu nel 1990 che la docente aveva lasciato l’insegnamento con ancora tanta voglia di fare e di tempo da riempire radunando amici e colleghi con cui passare insieme ore liete in modo creativo, e ricreativo. Fino alla costituzione dell’associazione Juvenilia che anche quest’anno propone un programma di 32 pagine, con tante iniziative che Paola organizza con il sostegno del suo vice, dottor Fortunato Malaguti, che è anche suo marito.

Il prossimo autunno l’associazione sanlazzarese Juvenilia Club quindi si accinge a iniziare il suo ventinovesimo anno di vita sempre al motto di: “Vivere è un’arte”. Lo fa con la speranza che alla ripresa delle attività anche i soci siano cresciuti di numero oltre all’età di Juvenilia. «La nostra ambizione, fin dal 1990 – precisa la professoressa Paola Tabacchi Malaguti –, è di proseguire nel filone dello stare insieme, in amicizia e allegria, tra giovani di tutte le età dimenticando acciacchi e problemi divertendo e divertendosi partecipando attivamente alle tante iniziative intelligenti e interessanti offerte dal nostro club. Sono infatti i soci la nostra forza e vogliamo sentano il calore dell’amicizia e il loro coinvolgimento nelle iniziative culturali e di aggregazione. Stare quindi insieme con tanta voglia di fare, imparare, divertire e divertirsi in compagnia in modo intelligente, non banale, e con stile». Un esempio le feste svolte sinora con la partecipazione di personaggi della cultura e personalità dello spettacolo; nell’ultima festa dedicata alla primavera tra gli applausi si sono esibite le giovanissime ballerine  Elena, Gaia e Vittoria della scuola di ballo Battito d’Ali, di Rastignano, e la professionista Cinzia Carati leader del gruppo di ballo Sambeleza di Bologna.

Il programma del 29° anno sociale prevede tante novità che si aggiungono alle consolidate: momenti di aggregazione e di divulgazione culturale, laboratori artistici, letterari, teatrali, musicali, cineforum, giochi e corsi vari. E poi feste, conferenze, concerti e visite a città e musei, anche all’estero. Programma che, come anticipato, sarà consegnato in occasione della festa che si terrà il 19 maggio al Savoia che è diventato quasi la seconda casa dell’associazione Juvenilia Club.

Giancarlo Fabbri

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Con “Un’Idea” l’Appennino arriva fino a Bologna

Testata 03 Notiziario

Sulla testata un’immagine dell’inaugurazione del museo Cirulli

Città metropolitana

Sempre scaricabile dal sito: hemingwayeditore.wordpress.com, è già in distribuzione gratuita anche in cartaceo, nei comuni a sud della via Emilia, compreso Bologna, il numero 78 di “Un’Idea di Appennino”. Numero dove il vostro cronista propone un articolo sul problema dei cinghiali, e su Pianoro scrive del Pianoro Cricket Club (14 scudetti) che finalmente ha trovato in Marchesini Group uno sponsor, dei libri usciti nei mesi scorsi di autori locali, e dei commenti della Baldazzi Styl Art alla proposta di eliminare le slot machine. Su Ozzano degli sgravi sulla Tari per i dehors proposti dal Comune a chi assume stagionali, della manifestazione Assaggi e assaggi alla quarta edizione, e sulla Sagra della Badessa di ambientazione medievale. Poi ancora su San Lazzaro la firma sugli accordi per i Piani di zona del Distretto, la campagna di raccolta fondi per la casa accoglienza di Bimbo Tu, l’inaugurazione del museo galleria d’arte della Fondazione Cirulli e il bando per giovani grafici con in palio un premio di mille euro. Infine, nell’ambito della Città metropolitana la difficile gestione dei cinghiali.

Poi, a cura di altri colleghi, cronache e notizie da Alto Reno Terme, Camugnano, Casalecchio, Castiglione dei Pepoli, Grizzana, Loiano, Marzabotto, Monghidoro, Monterenzio, Monte San Pietro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Sasso Marconi, Valsamoggia, Vergato, Zola Predosa, oltre a notizie dalla Regione e dalla Città metropolitana. Per la redazione: 335-7777604; per la pubblicità: 339-4233609.

Come ricorda in ogni occasione l’editore e direttore Bruno Di Bernardo «se oggi le valli, i borghi e la natura dell’Appennino sono forze trainanti per l’economia e mete di un nuovo turismo, è anche merito della stampa locale. Allargando la diffusione anche chi vive a Bologna potrà avere notizie sui comuni della montagna e, soprattutto, delle tante eccellenze produttive e commerciali del suo territorio».

Giancarlo Fabbri

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Rastignano in festa nel parco della fontana

Giardino 08 Nuovo

Il parco della fontana a Rastignano

Pianoro (Bologna)

Oggi e domani, 12 e 13 maggio 2018, Rastignano in festa nel parco della fontana al centro della frazione pianorese. Una festa di tutti, associazioni, commercianti, imprese, parrocchia e residenti, e per tutti, grandi e piccini. Festa che prenderà il via oggi pomeriggio, sabato 12, alle 16.30 con un concerto musicale dedicato al sociale con il rapper Son Voi e tanti altri solisti e gruppi fino alle 23.30.

Il programma di domenica 13 maggio, in parrocchia (via Costa 65) in caso di maltempo, prevede dalle 14 alle 20 crescentine e tigelle per tutti, dalle 14.30 alle 15.30 un torneo di minibasket, dalle 15.30 alle 16.30 una caccia al tesoro seguita da una festa del baratto aperta a chiunque abbia oggetti da scambiare. Nel frattempo già dalle 14.30 sono aperti i gazebo delle associazioni e degli operatori commerciali, le gare di briscola e burraco, le esecuzioni musicali, le esibizioni di baby dance e tanto, tanto altro. Dalle 19.30 alle 20 ci sarà l’estrazione dei premi offerti dai commercianti delle botteghe di Rastignano.

La festa è occasione di iniziative benefiche, di stare insieme in allegria e amicizia, di accogliere nuovi residenti, di essere e sentirsi comunità. Il parco è pubblico, l’ingresso è libero e gratuito, e se ci sono steccati (reali o immaginari) facciamo di tutto per eliminarli e dimenticarli.

Giancarlo Fabbri

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In 32 pagine le tante iniziative culturali di Juvenilia Club

Collage 05 2018

San Lazzaro (Bologna)

Il prossimo sabato 19 maggio l’associazione culturale “Juvenilia Club” accoglie amici e soci nel prestigioso Savoia Hotel Regency, in via del Pilastro 2 a Bologna, per la tradizionale “Grande festa di chiusura”. Una festa in abito scuro, con colonna sonora le musiche del duo Adriana e Mauro, per salutare in modo piacevole la conclusione della 28esima stagione sociale 2017-2018, che come sempre è stata piena di iniziative. E anche per salutare gli amici e i soci prima della fuga dalla città per villeggiature e vacanze estive. Juvenilia Club ha infatti superato i 29 anni di età, e di attività, ma con ancora tanta voglia di divertirsi e, soprattutto, vivere. La stessa voglia che hanno i soci: medici, ingegneri, imprenditori, liberi professionisti, eccetera.

Feste, cene, balli, conferenze, corsi, concerti con varie serate gratuite per i soci, e tanto altro, è infatti il nutrito programma di iniziative per il 29esimo anno sociale (2018-2019) dell’associazione Juvenilia Club di San Lazzaro. Occasioni ci spiega la presidentessa Paola Tabacchi Malaguti, elencate in un libretto di 32 pagine, dove trovarsi insieme con tanta voglia di fare, imparare, e divertirsi con stile ed eleganza in luoghi di prestigio del bolognese. E in gran parte proprio nel Savoia Hotel Regency di Bologna che ne è diventato un po’ la seconda casa.

L’associazione culturale, con sede e laboratori in via Risorgimento 35 a San Lazzaro, organizza vacanze termali, gite e viaggi culturali in Italia e all’estero, visite a musei, corsi di inglese e di computer, laboratori artistici (ceramica, vetri Tiffany, scultura e pittura), scrittura creativa, concorsi letterari, serate di burraco, cineforum e un gruppo teatrale per allietare serate sociali o a fini benefici. «I nostri soci – spiega Paola Tabacchi – sono persone socievoli con voglia di divertire, divertirsi e sentirsi ancora giovani. Proprio per questo apriamo le porte delle nostre iniziative anche ai giovani di età, oltre a quelli di spirito, perché siamo convinti della necessità di ampliare il nostro raggio d’azione che non è limitato a San Lazzaro e Bologna».

Per informazioni e adesioni – l’associazione di promozione culturale Juvenilia Club è aperta a chiunque abbia voglia di stare insieme, dare un calcio alla noia e fare nuove amicizie – rivolgersi a: paola.tabacchi@libero.it; 051.464293.

Giancarlo Fabbri

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Dal 4 al 6 maggio, all’Arci, secondo round col “Pesce a primavera”

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L’imponente staff di sala in una delle scorse edizioni

San Lazzaro (Bologna)

Dal 4 al 6 maggio nella “Sala 77” del circolo Arci di via Bellaria 7, a San Lazzaro, si terrà il secondo round della ventitreesima edizione della sagra gastronomica “Pesce a primavera” discendente del tanto imitato “Festival del Pesce di Mare”, che prese il via nel lontano 1988. La sagra 2018 ha preso il via lo scorso 27 aprile, per il primo round, ma i tanti volontari dell’Arci sono già pronti, per preparare, cucinare e portare a tavola, quintali di gamberetti, polipi, sogliole, code di rospo, cozze e vongole, e altri doni del mare. Con la cucina che si aprirà soltanto alle 19 venerdì 4 e sabato 5 maggio, e anche alle 12 domenica 6 maggio, con asporto sempre disponibile negli orari di apertura della sagra; per informazioni e prenotazioni per gruppi: 051.6279931.

Come sempre gli chef volontari hanno proposto un menù con ampia possibilità di scelta: insalata di mare, cozze alla tarantina e fantasia di carpaccio per antipasti, risotto alla marinara, spaghetti alle vongole o allo scoglio, strozzapreti al pesto gamberi e zucchine, e tagliatelle col ragù per chi non ama il pesce. Poi un piatto unico con zuppa di pesce, sorbetto e, per secondo grigliate, spiedini o fritti misti, l’alternativo con salciccia e patate, infine contorni vari, bevande e vini selezionati.

Come nelle edizioni scorse la sagra, che impegnerà in cucina e fra i tavoli un centinaio di volontari, sarà allietata da serate danzanti nella Sala Paradiso. La sagra “Pesce a primavera”, come sempre, non ha fini di lucro ma quello di finanziare i gruppi sportivi che qui svolgono la loro attività dilettantistica e amatoriale: ciclismo, podismo, pesca, bocce, biliardo, ballo, eccetera. Non per nulla il circolo Arci di San Lazzaro ha oltre seimila soci ed è uno dei più grandi d’Italia.

I prossimi appuntamenti sono per la “Sagra della Lasagna”, con menù tradizionale, che si terrà nella stessa sala dal 25 maggio al 3 giugno, poi il “Festival del Pesce di Mare” tra settembre e ottobre e, infine, la “Sagra dei Sapori” tra ottobre e novembre. E buon appetito a tutti.

Giancarlo Fabbri

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Misteri della Croara, i miracoli “laici” della Madonna dei Boschi

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In alto due foto scattate nel 1937 da Estenio Mingozzi, in basso due sugli stessi temi scattate qualche anno fa

San Lazzaro (Bologna)

Pensandoci bene non è consueto, considerando i molti oratori di San Lazzaro pochi noti e molti ignoti, che quello della Croara dedicato alla Madonna dei Boschi abbia un fascino particolare con l’icona della madre allattante venerata da due parrocchie. Forse la sua collocazione in un gradevole ambiente tra affioramenti selenitici, accanto a una quercia plurisecolare ora morta, e cinta da un bosco di roverelle.

Anche il poeta, giornalista, docente e uomo politico bolognese Enrico Panzacchi (1840-1904) ne fu affascinato dedicandole una lunga poesia a titolo “Madonnina dei Boschi e Prete Santo” di cui i primi versi sono: «D qui la vedo: una chiesetta antica,/mezzo ascosa nel bosco dei quercioli,/e una piccola grotta in cima al monte./In certi dì, nella stagione estiva/ella vien fuori dal suo cheto ostello e muove a visitare il Prete Santo». Infatti nei mesi estivi, in giugno per la parrocchia di Santa Cecilia della Croara e in settembre per quella di San Pietro di Rastignano (ma in luglio fino a prima della seconda guerra mondiale), l’immagine identica a quella dell’affresco dell’oratorio ornata da una infiorata veniva portata in processione nelle due chiese. Sennonché il Panzacchi era dichiaratamente laico, liberale moderato, e vicino alla massoneria anche se non ne fu mai materialmente affiliato. Sapendolo, come mai questo poetico sentimento verso quella Madonna?

E perché mai due persone, dopo la seconda metà degli anni ’90 del secolo scorso, si diedero da fare affinché venisse avviato il recupero e dell’oratorio tra l’altro invisibile da chi passa nella sottostante via Madonna dei Boschi, e il restauro dell’affresco della “Virgo Lactans”? E dire che quelle erano: una un agnostico vagamente panteista (per dirla alla Guccini) e l’altra un amico ateo convintamente socialista. Il primo, allora collaboratore de “il Resto del Carlino”, venne a sapere della donazione dell’oratorio al Parco regionale dei Gessi da parte della nota famiglia Artelli. Ne accennò all’amico architetto, poeta e scrittore socialista Estenio Mingozzi (1921-2015) che fu colto da immediato entusiasmo. «E’ una notizia bellissima che mi riporta alla giovinezza» – confidò all’amico giornalista – «Pensa che nel 1937, avevo 16 anni, mi fu regalata la prima macchina fotografica e scattai le mie prime foto in occasione di una festa con processione proprio all’oratorio della Madonna dei Boschi. Un luogo suggestivo che amo tuttora. Fammi una cortesia, riferisci ai dirigenti del Parco che se ci sono problemi nel reperimento delle risorse sono disponibile già oggi, gratuitamente, a eseguire i rilievi tecnici e fotografici, e a elaborare anche i progetti preliminare ed esecutivo per recuperi e restauri».

Ovviamente l’amico giornalista si recò subito alla sede del Parco dei Gessi, nell’ex scuola elementare di Idice, ma non fu creduto. Più volte fece il pendolare tra architetto e Parco finché finalmente si misero in contatto tra loro con grande soddisfazione dell’anonimo giornalista. Anche quello fu, forse, un miracolo “laico” della Madonna dei Boschi.

Giancarlo Fabbri

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