Magici intrecci al Museo “Pietro Lazzarini” di Pianoro

Cesti 01 Vimini

Pianoro (Bologna)

Il Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini” di Pianoro, in via del Gualando 2, ha dedicato le giornate di sabato 20 e di domenica 21 maggio all’antica arte della cesteria e dell’intreccio. Sabato 20, dalle 16.30 alle 19, in occasione della “Notte europea dei musei” ci sarà una mostra di cesti di varie forme e una conferenza di Andrea Magnolini a titolo “Intrecci ritrovati: la cesteria italiana fra oblio e riscoperta” col supporto di proiezioni di immagini sull’attività del panieraio. Al termine la proiezione del docufilm “Il panieraio, dai vimini al cesto. Manualità e creatività, la sapienza del cestaio” realizzato dal museo in collaborazione con varie realtà locali nell’ambito del progetto “Intrecci d’inverno” dedicato al lavoro di intrecci di paglia e vimini.

Domenica 21 maggio, dalle 9.30 alle 18, sotto il titolo di “Dalle piante ai cesti”, gli esperti cestai dell’associazione “La Nottola” terranno un corso di cesteria partendo dalle basi per apprendere l’antica pratica della cesteria fino alla realizzazioni di un cesto da portare a casa come ricordo della giornata. Per informazioni e iscrizioni: 347-2237427 (Andrea); a.magnolini@gmail.com; www.passileggerisullaterra.it.

Il corso è di carattere pratico per la realizzazione di contenitori di vari tipi e dimensioni, robusti, leggeri e duraturi, intrecciando rami e altre fibre vegetali, con tecniche e conoscenze tra le più antiche dell’uomo. Il programma prevede il riconoscimento, la scelta e la preparazione dei materiali: salice, olivo, vitalba, canne palustri, sanguinello, olmo, eccetera per conoscere le piante e saperle poi riprodurre e raccogliere nella stagione giusta per creare belle sfumature. L’intreccio partendo dal fondo, le pareti, i bordi e i manici. Con poche tecniche, trucchi e accortezze, ognuno si porterà a casa i cesti creati da lui stesso.

Il costo del corso comprensivo del materiale è di 50 euro. Imparare a far cesti nel 2017, nell’epoca imperante della plastica, e dominata dal consumismo, serve a esercitare le mani e la mente, a sfruttare la propria inventiva e creatività, a produrre artigianalmente contenitori e oggetti da arredo senza acquistare nulla. Un modo per riprendere i profondi legami tra l’uomo, la terra e le sue tradizioni. Conoscere piante e stagioni è sufficiente per creare oggetti che durano anche 50. Da portare: forbici da potatura, un coltellino ben affilato (chi può), vestiti e scarpe da poter sporcare, e una chiavetta Usb per la dispensa.

“Intrecci d’inverno” è un progetto sostenuto dall’assessorato alla cultura del Comune di Pianoro nell’ambito del progetto socioculturale “CreAzioni 2016”. Per informazioni sulle iniziative culturali, attività e orari di visita del museo: 051.6529105 (municipio); 051.776927 (museo); info@museodiartiemestieri.it; http://www.museodiartiemestieri.it; www.facebook.com/museodiartiemestieri.

Giancarlo Fabbri

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Nell’ultimo “Valli Savena Idice” notizie dalla Città alla Toscana

44 maggio 2017

Immagine di un’edizione scorsa della Sagra della Badessa

Distretto di San Lazzaro (Bologna)

La rivista mensile “Valli Savena Idice”, edita dalla Hemingway Editore di Bruno Di Bernardo, è già in distribuzione gratuita nei sei comuni del Distretto sanlazzarese: Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano, Pianoro e San Lazzaro. Lo troverete in ristoranti, bar, edicole e negozi con approfondimenti, inchieste e notizie dalla Regione, dalla Città metropolitana, dall’Unione comunale Valli Savena Idice e da ognuno dei sei comuni. Se poi i nostri lettori non trovano la versione cartacea, che va a ruba, possono sempre leggerla in modo virtuale sullo schermo del loro pc, notebook, tablet o scaricarla e stamparla, collegandosi al sito: http://hemingwayeditore.wordpress.com.

Nel numero di maggio 2017 si leggono dalla prima pagina, un pezzo di Bruno Di Bernardo sui finanziamenti del Gal dell’Appennino bolognese a fattorie didattiche e agriturismi, e due pezzi del vostro reporter, con proseguimento all’interno su San Lazzaro comune più ricco della regione e un’intervista ad Antonio Gottarelli su Monte Bibele. Poi, all’interno, un pezzo sulla distribuzione della ricchezza nella Città metropolitana. Poi le pagine locali sui comuni montani con articoli di Sarah Buono. Per Monghidoro la notizia dell’astronauta Luca Parmitano a lezione tra i ragazzi delle scuole, e della colonna sonora musicata dal compositore locale Luca Musolesi. Per Loiano le iniziative della nuova Pro Loco e il Manuale del Cicloturista opera del fumettista loianese Lucio Filippucci.

Poi torna alla carica chi vi scrive con un pezzo sulle iniziative estive del museo “Fantini” di Monterenzio, le visite a Monte Bibele e la festa celtica “I Fuochi di Taranis”. Su Pianoro la notizia della multa di 2.500 euro che il Comune ha comminato alla Camst per gli insetti rinvenuti nella refezione scolastica, dell’iniziativa “Piccolo fuori, grande dentro” dei commercianti a favore delle scuole e del successo ottenuto dalla mostra sugli erbari esposta nel museo “Lazzarini”.

Per San Lazzaro la cronaca della presentazione della nuova giunta del sindaco Isabella Conti e del suo bilancio di metà mandato, l’intervista al consigliere civico Luca Melega che ha fatto approvare una mozione contro i cinghiali dal consiglio comunale, la presentazione da parte di Valentina Vezzali del parco sportivo per bambini, e il successo della festa di beneficenza della Confesercenti sulla via Emilia. Infine per Ozzano le iniziative del Comune a favore dell’utilizzo del treno, la terza edizione di “Assaggi e Passaggi”, la 32esima edizione della storica “Sagra della Badessa” e la vendita alla Fatro di via 1 Maggio.

Quello descritto è l’ultimo numero che esce come “Valli Savena Idice”. Infatti dal prossimo mese di giugno le stesse pagine usciranno all’interno di un tabloid, formato simile a “la Repubblica”, con testata “Un’Idea di Appennino” che unirà le due riviste della Hemingway Editore in un unico mensile distribuito, sempre gratuitamente, in ben 18 comuni della Città metropolitana bolognese e anche a Bologna.

Giancarlo Fabbri

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“Mani sulla sanità: la rivolta” proiezione in sala “Grandi” a Ozzano

Mani 01 Sulla Sanità

Ozzano (Bologna)

Dopo due anni di registrazioni domenica 14 maggio sarà proiettato a Ozzano, alle 18 nella sala “Grandi” in piazza Allende 18, con ingresso libero, il docufilm “Mani sulla sanità: la rivolta”. Un nuovo lavoro in HD a colori di 120 minuti, prodotto dal collettivo Indygroundfilm di Bologna, realizzato dal documentarista, giornalista, drammaturgo e poeta ozzanese Giuliano Bugani, che ne ha curato la sceneggiatura e la regia, con la collaborazione di Raffaella Gamberini, aiuto regista e comunicazione, e di Barbara De Biasi che ne ha curato le musiche.

Un progetto che completa il lavoro iniziato nel 2014 col documentario filmato “Mani sulla sanità” che vide come registi Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, con sceneggiatura dello stesso Bugani e fotografia e montaggio di Marzeddu. L’inchiesta condotta da Bugani in due anni di riprese attraversa tre regioni italiane: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia all’avanguardia a livello mondiale nel settore sanitario.

Bugani denuncia «che è in corso uno smantellamento progressivo, da parte delle presidenze regionali guidate dal Pd, di uno dei capisaldi della società moderna del secondo dopoguerra: la “sanità pubblica”. Smantellamento che non riguarda solo queste tre regioni, interessate dal documentario, ma tutte le regioni italiane. “Mani sulla sanità: la rivolta” vuole fare luce su una precisa scelta politica che mette a rischio il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, dando voce – conclude Bugani – a realtà attualmente in lotta contro la chiusura e il depotenziamento di unità operative ospedaliere e di pronto soccorso».

Il documentario, che intende far capire quale sarà il futuro della sanità pubblica, viene messo a disposizione dalla Indygroundfilm a chiunque vorrà organizzare una visione pubblica. Indygroundfilm è infatti un collettivo che realizza progetti audiovisivi di informazione alternativa e documentaristica su argomenti sociali. Nata nell’ottobre 2013, da un’idea di Bugani e Marzeddu, vede poi l’aggiungersi, nel 2014, di Raffaella Gamberini e Barbara De Biasi. Indygroundfilm propone la diffusione on line dei propri lavori, prodotti in base ai principi della libera informazione e contro la censura massmediatica mainstream. E’ indipendente e si sostiene grazie all’azione volontaria dei suoi aderenti e di collaborazioni con cittadini, comitati, associazioni, mirando a produrre e promuovere l’approfondimento delle tematiche sociali, e culturali, sostenendone la diffusione e la condivisione.

Giancarlo Fabbri

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Al Teatro le Rose di Pianoro un musical per ricordare Marconi

Marco

Marconi 02 Musical

Pianoro (Bologna)

Pianoro come tanti altri comuni e città, italiane e non soltanto, ha una via dedicata al grande scienziato bolognese Guglielmo Marconi. E, dopo la recita del 22 maggio 2015 all’Arcipelago, gli dedicherà di nuovo lo spettacolo “Signori, lo spettacolo sta per cominciare!”. Un collaudato musical di Tania Bellanca, messo in scena dal “Gruppo Canticum”, a ricordo della vita e delle scoperte scientifiche di un personaggio che ha dato via alla telegrafia senza fili, alla radiofonia e alle telecomunicazioni. Ma stavolta il sipario si aprirà giovedì 11 maggio, sempre alle 21, ma nel Teatro le Rose di Pianoro Vecchia in via Nazionale 179. Info: 333-8309921; teatroilerose@teatrolerose.it.

Il musical è stato rappresentato in varie occasioni con un cast sempre nuovo diretto dalla stessa autrice con, per l’occasione, gli artisti Niels Amaral, Tania Bellanca, Margherita Coliva, Marco Colombari, Massimo Di Bernardo, Micol Diotallevi, Vittorina Feletti, Franca Filippini, Lucrezia Fioritti, Tommaso Fontana, Jonny Gatti, Fiorenza Giorgis, Germano Giusti, Simona Montanari, Virginia Nascetti, Giada Pensabeni, Rino Roncaglia, Alice Russo, Sandra Sarti e Giampaolo Zambellini.

In origine lo spettacolo era nato per fare in modo che il Premio Nobel venisse avvicinato ai ragazzi delle scuole come in una sorta di teatro-studio, o di ricerca-azione-creazione, che ha visto il coinvolgimento di alunni e studenti. Un percorso che ha portato a una rappresentazione teatrale in forma di musical che offre ai ragazzi, e oggi anche agli adulti con la passione per il teatro, la possibilità di valorizzare talenti in vari ambiti dello spettacolo, come la musica, il canto, la recitazione e la danza senza trascurare la verità storica e la conoscenza scientifica.

Guglielmo Marconi è infatti il padre della moderna comunicazione a distanza nata da un ticchettio, e da un colpo di fucile come risposta, sparato sui colli di Pontecchio. Un giovane e snobbato scienziato che, sviluppando le sue innovative idee, divenne la massima espressione della genialità nel campo delle telecomunicazioni. Come sarebbe la nostra vita oggi senza telefonini, palmari, tablet, computer, televisioni, telecomandi, navigatori e strumentazioni satellitari, che utilizziamo tutti i giorni mentre prima di quel ticchettio, per comunicare a distanza senza fili, c’erano solo i tam-tam, i fuochi … e i piccioni viaggiatori.

Giancarlo Fabbri

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Juvenilia Club, al Savoia, dà l’addio ai suoi primi ventisette anni

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La professoressa Paola Tabacchi e il dottor Fortunato Malaguti

San Lazzaro (Bologna)

Alle 20 di venerdì 12 maggio nelle sale del prestigioso Hotel Savoia Regency, in via del Pilastro 2 a Bologna, l’associazione culturale Juvenilia Club, che ha sede a San Lazzaro in via Risorgimento 35, con una “Grande festa di chiusura” piena di sorprese darà l’addio ai suoi primi ventisette anni di attività. E lo fa guardando con ottimismo al futuro e auspicando nuove adesioni. L’associazione, che conta circa duecento soci ha infatti già pronto un nutrito programma, con oltre trenta pagine di iniziative, per la stagione culturale 2017-2018.

Come riferisce il presidente Paola Tabacchi Malaguti, anche a nome del consiglio direttivo, «si sta per concludere un altro anno di attività e viene facile fare bilanci e trarre conclusioni sul nostro operato. Se consideriamo questi ventisette anni della nostra associazione, non possiamo che esprimere soddisfazione, e anche sorpresa, per ciò che insieme siamo riusciti a realizzare. Creare una struttura, che è risultata valida per tutti questi anni, non è stato facile ma esiste e tutti noi ne usufruiamo con grandi reciproche soddisfazioni. Ed è per questo che riteniamo sia necessario, e importante, difendere e conservare questo nostro patrimonio di amicizie, conoscenze e arricchimento culturale – ha ricordato la professoressa Tabacchi –, il più a lungo possibile».

L’associazione organizza infatti gite culturali e visite a musei in Italia e all’estero, corsi di inglese, di dizione e computer, laboratori artistici (ceramica, incisione, vetri, pittura e scultura) e di scrittura creativa, concorsi letterari, serate di bridge e burraco. Ha poi all’interno anche un gruppo teatrale per allietare serate sociali o a fini benefici. Gli incontri si svolgono sempre in luoghi di prestigio, o caratteristici, con anche un occhio allo star bene con camminate salutari e vacanze alle terme. «I nostri soci – spiega il presidente – sono giovani di tutte le età che hanno voglia di divertire, divertirsi e sentirsi attivi».

Per chi intende partecipare alla festa di addio al ventisettesimo anno sociale di attività, sarà anche l’occasione per conoscere il programma dettagliato e nuovi amici. Per informazioni e adesioni: 051.464293.

Giancarlo Fabbri

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“Savena Setta Sambro” premia anche le tesi di laurea

A Vincitore 02 Tesi 2015

Da sinistra Elena Capucci, Daniele Ravaglia, Alberto Di Maria e Francesca Badiali

Appennino Bolognese

Anche quest’anno il gruppo di studi storici “Savena Setta Sambro”, ha indetto l’ormai tradizionale concorso a premi per tesi di laurea che riguardino la cultura, la storia, le arti, i mestieri, le tradizioni e l’ambiente dell’Appennino bolognese. L’intento è di favorire la conoscenza dei territori d’interesse dell’associazione ossia quelli dei comuni di Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi, Loiano, Monghidoro, Monzuno, Pianoro, San Benedetto Val di Sambro e Sasso Marconi. Territori che sono anche il riferimento geografico dell’omonima rivista semestrale edita dal gruppo di studi.

Il concorso riguarda l’assegnazione di un “premio di studio” a tesi di laurea, non pubblicate e presentate dopo il 2009, con argomenti di vario genere, relativamente a qualsiasi Università o Facoltà italiane, ma comunque riferibili ai territori elencati in precedenza. Al vincitore saranno attribuiti 750 euro, e 100 agli altri partecipanti come rimborso spese. L’iscrizione al concorso scade il 16 settembre 2017; per ogni informazione, e per richiedere il bando e il modulo di iscrizione (scaricabili dal sito web), rivolgersi al gruppo di studi che ha sede a Monzuno, in piazza XXIV Maggio 3/a, presso la locale filiale di Emil Banca. Per altre informazioni: 051.396942 (dottoressa Miglioli); redazione@savenasettasambro.com; www.savenasettasambro.com.

Il gruppo di studi, costituitosi oltre venticinque anni fa è presieduto da Daniele Ravaglia che con Adriano Simoncini è condirettore della rivista nata sull’esperienza del volume “Monzuno e la Valle del Savena”. Rivista semestrale che ha riempito un vuoto culturale con un’accoglienza superiore alle attese. Le collaborazioni e le adesioni di esperti e appassionati della storia, e i lettori, sono aumentate ponendo la rivista “Savena Setta Sambro” a un livello culturale di rilievo.

Col gruppo di studi che ha anche edito vari volumi tematici, e altri ne saranno pubblicati, perché guarda al futuro con ottimismo. Forse proprio perché non guarda solo al passato ma si rivolge ai giovani. Lo dimostra promuovendo, da anni, il concorso annuale per premiare tesi di laurea relative al territorio che possono essere anche rivolte verso argomenti dei nostri tempi, o ambientali, e non solo su fatti storici. La rivista è disponibile nelle edicole dei comuni interessati ed è anche possibile abbonarsi rivolgendosi ai recapiti citati in precedenza.

Giancarlo Fabbri

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A Monghidoro cristiani, ebrei e islamici insieme per la pace

Monoteismi 01

Loiano – Monghidoro (Bologna)

L’associazione informale culturale di Loiano e Monghidoro “Il Tarlo”, in collaborazione con l’associazione “Piazza Coperta le Pozze” ha organizzato per il prossimo 5 maggio un incontro pubblico a titolo “Dialogo fra monoteismi un percorso comune per la pace” che si terrà nella sala consiliare del municipio di Monghidoro in via Matteotti 1. Un convegno sul tema della pace, e dei rapporti interreligiosi che avrà come relatori monsignor Matteo Maria Zuppi arcivescovo di Bologna, per il cristianesimo, Yassine Lafran nelle vesti di coordinatore della comunità musulmana bolognese, per l’islam, e un rabbino della sinagoga ebraica bolognese per l’ebraismo. Il dibattito sarà introdotto dal professor Adriano Monari e coordinato dal giornalista de “il Resto del Carlino” Paolo Brighenti di Pianoro.

E a proposito di Pianoro a nome di amici e simpatizzanti del “Tavolo per la Pace” di Pianoro Paola Rodolfi nel diffondere la notizia dell’incontro ha espresso il suo plauso all’iniziativa. «Piaccia o non piaccia – ha scritto la Rodolfi sul sito www.pacepianoro.it – la nostra è una società destinata a essere sempre più interetnica e interreligiosa, per cui l’unico percorso praticabile, anche se impervio, è il dialogo, la vicinanza, l’accoglienza. Del resto, la cosiddetta diversità può essere, a seconda dei punti di osservazione, un ostacolo insormontabile o una risorsa che ci arricchisce, ci completa, ci aiuta a spezzare l’isolamento.
Purtroppo dobbiamo constatare che la convivenza con tutti coloro che consideriamo gli “altri” è difficoltosa, problematica, e troppo spesso conflittuale, in quanto manca la voglia di conoscerci e di dialogare tra di noi. L’iniziativa del prossimo 5 maggio – osserva Paola Rodolfi – sarà un’occasione di dialogo tra monoteismi; un approfondimento sui diversi punti di vista e, speriamo, sia l’inizio di un percorso di conoscenza e di informazione che porti a un percorso di pace».

In ogni caso è singolare che un’associazione laica, come infatti lo è “Il Tarlo”, abbia intrapreso un’iniziativa come questa ma non è un caso. Molto è dovuto all’attività di un personaggio come Renato Tattini chierichetto in gioventù, poi segretario del Pci loianese, sindacalista Cgil, segretario del sindacato pensionati Spi-Cgil a Pianoro, e ora attivo a favore dell’integrazione tra i vecchi abitanti della montagna bolognese e i tanti immigrati islamici che vi hanno preso residenza. Con una predilezione per il pontificato di papa Francesco visto come un “papa rivoluzionario” «che oltre a predicare il Vangelo cerca anche di praticarlo» per le sue aperture alle altre fedi, ai divorziati, agli omosessuali, ai preti sposati e a donne più impegnate nelle chiese.
Giancarlo Fabbri

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