Loris da Porretta, goliardo d’altri tempi

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Nella foto lo “sceicco” Loris Venturi, da Porretta, che entra in Prefettura

San Lazzaro (Bologna)

Certe persone sono indimenticabili. Come l’ingegner Loris Venturi, nato nel 1922, che il 22 febbraio 1998, vent’anni fa, lasciava la Croara di San Lazzaro e … questa terra. Un personaggio, che aveva fatto dell’amicizia e della goliardia una filosofia di vita, che disegnò ponti, palazzi e molte sale cinematografiche, a Bologna e altrove, mantenendo però intensi contatti col mondo dello spettacolo e con i compagni di Università coi quali organizzava scherzi memorabili finiti, più volte, sulle pagine dei giornali. «Goliardia?», diceva, «Gli studenti d’oggi non sanno nemmeno cosa sia, e forse non lo sa nemmeno il sindaco di Bologna Sergio Cofferati che confonde la Festa delle Matricole con un Rave Parade». Parole dette senza timori reverenziali dal professionista riguardo alle polemiche sorte, a quei tempi, tra il Gran Maestro del Sacro e Venerabile Ordine del Fittone e il sindaco di Bologna. Infatti il vulcanico Loris Venturi con la sua “balla” di amici, che invecchiando non avevano perso lo spirito goliardico, adottava singolari travestimenti generando situazioni a mezza strada fra “Scherzi a parte” e “Amici miei”.

Un giorno questo goliardo d’altri tempi, già ingegnere di successo, fingendosi lord inglese entrò a Bologna in un negozio di tappeti facendo ammattire il commesso, per ore, scegliendone infine una decina per un valore di parecchi milioni di lire. Ma al momento di firmare l’assegno arrivarono però i compari, travestiti da infermieri, che gli misero una camicia di forza e lo portarono via.

Nel periodo di austerity degli anni ‘70, travestito da sceicco arabo, andò in bicicletta a protestare dal prefetto, in un simil-arabo incomprensibile, “perché con tutto il petrolio che possedeva sotto le sue sabbie in Arabia era costretto a girare in bicicletta per Bologna e non con la consueta limousine assieme alle sue quattro mogli”. In pratica, con la complicità di un finto interprete, offrì al prefetto “parecchi barili di petrolio in cambio di una dispensa che gli consentisse di aggirare il blocco delle domeniche a piedi”.

Venturi fu infatti un personaggio che aveva fatto molto parlare di sé, delle sue “imprese”, ma anche delle sue opere. Amante del cinema, del teatro, e della musica jazz, si era costruito un teatrino sotto casa, alla Croara di San Lazzaro, dove metteva spesso in scena spettacoli come attore, regista e capocomico, col nome d’arte “Loris da Porretta”. Molto amico di personaggi dello spettacolo ebbe fra gli altri come ospite Domenico Modugno,  in varie occasioni presentò libri di Luca Goldoni e organizzo vari concerti di musica jazz con la partecipazione di jazzisti bolognesi e, a volte, con il complesso del noto pianista Romano Mussolini. Volle infine valorizzare la località collinare sanlazzarese dando vita all’associazione culturale“Amici della Croara”, per organizzare visite guidate, concerti, concorsi di pittura e promuovendo una campagna per il recupero dell’ex abbazia di Santa Cecilia. Un personaggio d’altri tempi, poliedrico e pieno di iniziative, che per chi lo conobbe fu … indimenticabile.

Giancarlo Fabbri

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Al museo “Una notte sul Monte Calvo” e “Il Garamond ritrovato”

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Questa la copertina del libro “Una notte sul Monte Calvo”

Pianoro (Bologna)

Alle 16 di domenica 18 febbraio la sala eventi del Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini”, in via del Gualando 2 a Pianoro, ospiterà con ingresso gratuito la rappresentazione della fiaba “Una notte sul Monte Calvo”. Lo spettacolo è la messa in scena del racconto giallo o fantasy per bambini, con testo di Maria Giuliana Guernelli Puglioli di Rastignano, liberamente ispirato al poema musicale sinfonico di Modest Musorgskij. Testo pubblicato nel 2014, dalla Pendragon, in un volume illustrato rivolto ai bambini tra gli otto e i dodici anni di età. L’adattamento teatrale e la recitazione è a cura degli stessi volontari dell’Associazione culturale “Territorio e Civiltà dei Mestieri”, che cura la gestione del museo, con la partecipazione del pubblico.

La storia è quella degli abitanti di un grazioso villaggio russo che sono costretti a convivere da secoli con l’orribile vista di un monte tutto grigio e spelacchiato che li sovrasta. Decisi a svelare il mistero che nasconde la montagna deserta e nuda, ribattezzata Monte Calvo, tre coraggiosi cittadini organizzano una spedizione che li porterà alla scoperta di un intero campionario di mostri e piccoli orrori.

Per informazioni: 051.776927 (museo); 051.6529105 (municipio); info@museodiartiemestieri.it; www.museodiartiemestieri.it; www.facebook.com/museodiartiemestieri.

Lo spettacolo sarà anche l’occasione di vedere le opere realizzate da 40 artisti nella mostra a titolo “Il Garamond ritrovato”, inaugurata alle 15.30 del 17 febbraio, che resterà esposta il sabato e la domenica dalle 15 alle 18 fino al 4 marzo. Mostra, a cura di Claudio Pesci, che è già stata esposta con successo l’autunno scorso nel Museo del Patrimonio Industriale di Bologna. Senza vincoli di tecnica e supporti gli artisti hanno reinterpretato una lettera, un numero, un segno tipografico del carattere “Garamond Simoncini” ideato dalle Officine Simoncini Spa di Rastignano, presiedute e amministrate dall’imprenditore bolognese Francesco Simoncini (Bologna 1912 – Rastignano 1975).

Lo scopo delle esposizioni, quella bolognese e la replica pianorese, è quello di rendere omaggio a Simoncini e, assieme a lui, ai maestri degli istituti grafici bolognesi che hanno tenuto a battesimo generazioni di creativi. Gli espositori sono, in ordine alfabetico (in grassetto i pianoresi): Alessandro Cervellati, Sara Colombazzi, Pirro Cuniberti, Arrigo Donini, Francesco Fantuzzi, Laerte Ferraboschi, Adriano Gramolini, Walter Hergenröther, Giovanni Lanzi, Maurizio Osti, Concetto Pozzati, Cesare Ratta, Sepo, Gianna Solmi, Andrea Vivarelli e Wolfango. Nell’occasione saranno esposti anche i bozzetti realizzati dagli studenti del liceo artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna per il logo dell’associazione artistica pianorese Perlarte.

Giancarlo Fabbri

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Con “Un’Idea” l’Appennino si diffonde fino a Bologna

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Città metropolitana bolognese

Sempre scaricabile dal sito: hemingwayeditore.wordpress.com, è già stato distribuito gratuitamente in cartaceo, nei comuni a sud della via Emilia, compreso quello di Bologna il numero 75 del mensile “Un’Idea di Appennino”. Per quanto riguarda i comuni seguiti dal vostro cronista, che per i suoi pochi lettori riporta le notizie da tre comuni: Ozzano, Pianoro e San Lazzaro stavolta in prima pagina vi racconta la cronaca dell’ultima assemblea pubblica sul “Nodo di Rastignano” svoltosi nel Quartiere Savena di Bologna.

Poi su Pianoro scrive di Giovanna Cremonini “regina” del Gualando attesa tutti i giorni dagli animali dei due laghetti, dell’acquisto della fiorentina Targetti Sankey da parte della pianorese 3F Filippi, e della festa della Befana dell’imprenditore Guglielmo Martelli. Su Ozzano che l’impianto di compostaggio Herambiente resta (purtroppo) a Ponte Rizzoli, del concorso di idee per la scuola media “Panzacchi” e del calendario di Vet For Africa realizzato in Tanzania, nella biblioteca “Carlo Collodi”, sulle avventure di Pinocchio. E su San Lazzaro del successo della “Fiera distrettuale del Lavoro”, del calendario delle visite speleologiche alle grotte del Farneto e della Spipola. Infine le interviste a Federico Ponti direttore della Tebo, un’azienda di classe ambientale A++, e ad Alessandro Battilana neo assessore alle “nuove fragilità” che riguardano chi ha perso lavoro e reddito.

A seguire, a cura di altri colleghi cronache e notizie dai comuni Alto Reno Terme, Camugnano, Casalecchio, Castiglione dei Pepoli, Grizzana, Loiano, Marzabotto, Monghidoro, Monterenzio, Monte San Pietro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Sasso Marconi, Valsamoggia, Vergato, Zola Predosa, oltre alle notizie dalla Regione e dalla Città metropolitana bolognese. Per contattare la redazione: 335-7777604; per la pubblicità: 339-4233609. Come ha ricorda l’editore e direttore Bruno Di Bernardo, in occasione del cambio di formato per la stampa in rotativa per una maggiore diffusione, se oggi le valli, i borghi e la natura dell’Appennino sono riconosciute come forze trainanti per l’economia e mete di un nuovo turismo, è anche merito della stampa locale. Allargando la diffusione anche chi vive a Bologna potrà avere notizie sui comuni della montagna e, soprattutto, delle tante eccellenze produttive e commerciali del suo territorio.

Giancarlo Fabbri

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Al museo di Arti e Mestieri Lazzarini “Il Garamond ritrovato”

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Francesco Simoncini (Bologna 1912 – Rastignano 1975)

Pianoro (Bologna)

Alle 15.30 del 17 febbraio nella sala eventi al primo piano del Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini”, in via del Gualando 2 a Pianoro, si inaugura una mostra, a titolo “Il Garamond ritrovato”, di opere realizzate da 40 artisti che resterà esposta il sabato e la domenica dalle 15 alle 18 fino al 4 marzo. Mostra, a cura di Claudio Pesci, che fu già esposta con successo l’anno scorso, dal 22 settembre al 2 novembre, nel Museo del Patrimonio Industriale di Bologna.

Prenderanno parte all’inaugurazione dell’esposizione d’arte Gabriele Minghetti sindaco di Pianoro, Romano Colombazzi presidente dell’associazione Territorio e Civiltà dei Mestieri, Sandra Samoggia presidente della Fondazione Aldini Valeriani, Alessandra Simoncini nipote di Francesco e collaboratrice in azienda, Giulietto Cacciari grafico, Adriano Gramolini pittore e allestitore della mostra, Maurizio Osti artista, Adalberto Monti docente di arti grafiche, Claudio Pesci pittore curatore della mostra e Gianna Solmi grafica e scenografa. Per informazioni: 051.776927 (museo); 051.6529105 (municipio); info@museodiartiemestieri.it; www.museodiartiemestieri.it; www.facebook.com/museodiartiemestieri.

Senza vincoli di tecnica e supporti gli artisti hanno reinterpretato una lettera, un numero, un qualsiasi segno tipografico del noto carattere “Garamond Simoncini” realizzato nella seconda metà degli anni ’50 dalle Officine Simoncini Spa di Rastignano, presiedute e amministrate dall’imprenditore bolognese Francesco Simoncini (Bologna 1912 – Rastignano 1975). Carattere in realtà non originale ma, come poi ne conferma il nome, elaborazione scientifica di quello originale disegnato dal francese Claude Garamond (1480 – 1561). Nell’occasione dell’esposizione al Museo del Patrimonio Industriale la mostra d’arte era abbinata a quelle a ricordo di Francesco Simoncini a titolo: “Metodo Simoncini: ricerca di un’estetica dell’insieme”.

Lo scopo delle esposizioni, quella bolognese e la replica pianorese, è quello di rendere omaggio a Simoncini e, assieme a lui, ai maestri degli istituti grafici bolognesi che hanno tenuto a battesimo generazioni di creativi. Gli espositori sono, in ordine alfabetico (in grassetto i pianoresi): Alessandro Cervellati, Sara Colombazzi, Pirro Cuniberti, Arrigo Donini, Francesco Fantuzzi, Laerte Ferraboschi, Adriano Gramolini, Walter Hergenröther, Giovanni Lanzi, Maurizio Osti, Concetto Pozzati, Cesare Ratta, Sepo, Gianna Solmi, Andrea Vivarelli e Wolfango. Nell’occasione saranno esposti anche i bozzetti realizzati dagli studenti del liceo artistico “Francesco Arcangeli” di Bologna per il logo dell’associazione artistica pianorese Perlarte.

Giancarlo Fabbri

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All’Arci “Polenta con noi” per vincere il cancro

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San Lazzaro (Bologna)

Per vincere i tumori è bene, almeno una volta l’anno, assaggiare la calda polenta cucinata dai volontari del circolo Arci di San Lazzaro per la sezione sanlazzarese della cooperativa sociale onlus “Istituto “Ramazzini”. Sezione che ha già aperto le prenotazioni per una “Polenta con noi” che si terrà alle 12 di domenica 18 febbraio nella “Sala ‘77” dell’Arci di via Bellaria 7. Pranzo a 23 euro per gli adulti, a 10 per i bimbi dai 5 ai 10 anni di età, fino ai quattro anni non pagano, e a 21 euro per l’asporto dalle 12.30. Il ricavato delle offerte, al netto delle spese sarà destinato al sostegno delle attività del “Ramazzini”,

Il programma prevede alle 12 il benvenuto con prosecco, e antipasto a buffet, seguiti dalla polenta con ragù, costine e squacquerone, dessert, acqua e vino. Prenotazione obbligatoria, entro il 13 febbraio, ai numeri: 360-884207 (Giusi); 339-6735923 (Alfea); 338-1154683 (Leda); 339-4948252 (Anna). Alla prenotazione è possibile chiedere l’alternativa con pasta al ragù invece della polenta per pranzare in lieta compagnia anche se non si gradisce la polenta di farina gialla.

La sezione soci di San Lazzaro presieduta da Paolo Nicoli da alcuni anni gestisce anche un negozio tutto speciale, “Le Ramazzine” di via Casanova 14, aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12.30, e il mercoledì e giovedì anche il pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30, dove trovare a prezzi d’occasione abbigliamento, oggetti da arredamento, e articoli vari, nuovi o usati da acquistare per sé, per i propri familiari e per gli amici. Negozio ad alta solidarietà sociale gestito dalle stesse volontarie che il sabato mattina, quando non piove, aprono il loro banchetto in piazza Bracci in occasione del mercato settimanale.

Giancarlo Fabbri

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Juvenilia Club festeggia il carnevale con un gran gala al Savoia

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Paola Tabacchi e il coniuge Fortunato Malaguti tagliano una torta al Savoia Hotel Regency

San Lazzaro (Bologna)

Anche nel corso del 28° anno sociale continuano le iniziative festose e culturali dell’associazione Juvenilia Club di San Lazzaro, presieduta dalla professoressa Paola Tabacchi Malaguti, condotte in varie e prestigiose sedi. Infatti in occasione del carnevale soci e amici che intendono parteciparvi si incontreranno, alle 20 di sabato 10 febbraio, per la festa di carnevale “Ti conosco mascherina” nel Savoia Hotel Regency in via del Pilastro 2 a Bologna. A fare da colonna sonora alla festa, con cena e ballo, ci sarà il duo Adriana e Mauro. Come sempre molto graditi i travestimenti, con premi assegnati alla creatività e alla simpatia, o comunque l’abito scuro. Per informazioni e adesioni rivolgersi ai seguenti recapiti: 051/464293; paola.tabacchi@libero.it.

Alle 20 del 23 febbraio si torna poi al Savoia per una conferenza del professor Marco Càrpani sul tema “I palazzi senatori di Bologna” con proiezione di immagini. E alla stessa ora del 3 marzo si ritorna ancora al Savoia per la commedia comica “Cappuccetto Rosso? C’era una volta … fiaba buffa per adulti”, variazioni sul tema da un’idea di Jone Brisinello. Sempre al Savoia, alle 20 del 10 marzo, “Grande festa di primavera” con Adriana e Mauro. Infine, stessa ora e luogo, il 23 marzo per un concerto del coro “I Guelfi” diretta da Pietro Puglioli.

Da 28 anni Juvenilia Club, fondata da Paola Tabacchi con un gruppo di amici, propone feste, iniziative culturali e artistiche, gite e viaggi. Tante che il programma 2017-2018, in parte trascorso è un libro di 32 pagine. Juvenilia Club è un sodalizio attivo, con sede e laboratori a San Lazzaro in via Risorgimento 27, che promuove aggregazione e divulgazione culturale, laboratori artistici, letterari, teatrali, musicali, cineforum, giochi e corsi gratuiti per gli associati, conferenze e concerti. Attività che coinvolge imprenditori, professionisti, docenti, esponenti della cultura. La festa in maschera di Juvenilia Club può quindi anche essere l’occasione per vedere il futuro un po’ più rosa.

Giancarlo Fabbri

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Al capolinea Tper 13/A, a Rastignano, è arrivato anche il cesso

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Pianoro (Bologna)

Finalmente al capolinea della linea Tper 13/A, a Rastignano, è arrivato anche il WC per i dipendenti. Con calma e gesso, ma non solo, è stata completata la pensilina con una cabina rosso fuoco che dà modo agli autisti, e alle autiste, di adempiere alle loro urgenti, o meno, necessità fisiologiche a ogni ora del giorno e della notte. Senza più dover chiedere l’utilizzo del WC al bar che, purtroppo, chiude nel primo pomeriggio.

Capolinea che si completa, con calma, a quasi un anno dal montaggio della pensilina, a otto mesidall’entrata in servizio del prolungamento della linea Tper 13/A – con i doppi autobus e non con i filobus nonostante sia stata realizzata da tempo la rete elettrica aerea di alimentazione – e a cinque mesi dall’inizio del servizio con i filobus. Filobus tradizionali e anche i nuovi Crealis Emilio forniti dalla francese Irisbus, del gruppo Fiat Iveco (ma con motori Skoda), in sostituzione dei Civis a guida ottica a suo tempo bocciati sia dal Ministero che dalla Magistratura. Filobus che a San Lazzaro attendono ancora da, soltanto, vent’anni,

Ma anche l’attesa del 13 a Rastignano non è certo stata breve se si pensi che se ne parlava sin dal 1993 immaginando di farlo arrivare a Sesto, oltre il capolinea del 96 a Carteria, fino a via Bellini a due passi dal grande parcheggio dello Star City Cinemas e dagli impianti sportivi del Junior Club. Pensato anche per coloro che scendevano da Loiano, Monghidoro, Monzuno, Pianoro, San Benedetto Val di Sambro, percorrendo la Fondovalle Savena, infatti potevano lasciare qui l’auto con la possibilità di corse frequenti. Diminuendo così l’attraversamento di Rastignano da parte dei veicoli privati e, di conseguenza, anche del ponte di San Ruffillo. Ma poi si disse, e qui molti espressero dei dubbi, che il filobus non riusciva a passare sotto il ponte della ferrovia, alla chiesa di Rastignano, fermandolo al cosiddetto ponte delle Oche. E per anni l’attesa del 13 per molti fu come il supplizio di Tantalo.

E dire che il filobus fino a Rastignano era previsto nell’Accordo di Programma per la mobilità sostenibile approvato dalla giunta regionale il 9 dicembre 2008; quasi dieci anni fa. Col progetto presentato nel 2010 dal vicesindaco di Pianoro, Marcello Lelli, in un incontro pubblico a Rastignano, assieme all’idea della rotatoria al ponte delle Oche. Poi l’accordo del marzo 2013 da Regione, Provincia, comuni di Bologna, Pianoro, San Lazzaro, Tper e Agenzia Smr Reti e Mobilità (proprietaria della rete aerea di alimentazione elettrica della linea filoviaria). Nel2014 iniziarono i lavori per la rotatoria, e il parcheggio, demolendo un capannone vuoto da anni. Rotonda finita nella primavera del 2015 come anche la nuova cabina Enel. C’è voluto un po’ di tempo, anche molto, ma almeno a Rastignano oggi c’è un servizio di trasporto pubblico meno inquinante, con corse più frequenti; e un WC per i dipendenti.

Giancarlo Fabbri

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