Salvatore Girgenti: l’altro tempo della pittura

Invito Girgenti

San Lazzaro (Bologna)

L’artista, pittore e poeta, Salvatore Girgenti, siciliano nel cuore e nei colori, trapiantatosi a San Lazzaro nel 1974, se n’era andato nella primavera del 2010 lasciando nel dolore la moglie Carmela, i familiari e chi lo conosceva. Infatti “Totò” come lo chiamavano amici ed ex allievi non è stato dimenticato; né come persona, né come artista e nemmeno come insegnante. Anche perché come docente di sé diceva: «Non mi considero insegnante, ma operaio della cultura col compito di dare agli allievi gli strumenti per farsi la propria cultura: puoi anche fare un lavoro umile, ma se hai la cultura nessuno potrà metterti i piedi in testa, perché tu penserai sempre con la tua di testa!».
Lo dimostra il fatto che alle 16.30 del 14 marzo, nella Sala di Città del municipio di San Lazzaro, in via Emilia 92, verrà inaugurata una mostra di sue opere, curata da Giovanna Mauro, con allestimento di Giuseppe Pedrini, a titolo: “Girgenti: l’altro tempo della pittura”. Esposizione, da vedere, che resterà aperta a ingresso libero, fino al 29 marzo, il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30; il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Per informazioni: 051.6228086; cultura@comune.sanlazzaro.bo.it; carmelagirgenti@gmail.com; http://www.salvatoregirgenti.it.
Alla vernice parteciperanno l’assessore alla cultura Marina Malpensa, Mauro Maggiorani dell’Università di Bologna, Guido Armellini dell’Università “Primo Levi”, padre Fabrizio Valletti, Luigi Dovesi, Anna Spadafora, Francesco Storani, Andrea Forlani ed Erminio Serio.
Ma già nel 2012 Salvatore Girgenti era stato ricordato con un volume di oltre 200 pagine a colori, curato da Giovanna Mauro, edito da Aiello & Provenzano, che raccoglie le immagini di oltre ottanta dipinti e circa quaranta liriche dell’artista. Oltre alla sua biografia personale e artistica, e ai testi di critici o giornalisti che hanno scritto di lui.
Salvatore Girgenti era nato nel 1921 a Lercara Friddi (Palermo), ma dal 1974 abitava a San Lazzaro dove insegnava italiano e storia alla media Rodari-Jussi. Intellettuale impegnato in gioventù aveva tradotto con Leonardo Sciascia, per Einaudi, il testo di Manuel Azaña “La veglia a Benicarló” per poi avvicinarsi in età avanzata alla pittura.
Forse per nostalgia iniziò a dipingere la terra d’origine con marine dai bagnasciuga sabbiosi, onde che s’infrangono sugli scogli, spinosi fichi d’india, contorti ulivi e campi di grano mossi dal vento, come il mare. Ammalato da tempo aveva poi dipinto, fino all’ultimo, le ginestre dei colli, le rupi gessose e i calanchi bolognesi. Girgenti aveva esposto, oltre che a Bologna, in altre città italiane, poi all’estero e perfino a New York con apprezzamenti anche dai critici più esigenti. Nel libro che lo ricorda, cercatelo perché lo merita, le quiete atmosfere, i colori, i paesaggi delle terre tanto amate la Sicilia e San Lazzaro di Savena.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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