A Castiglione un museo … da vedere

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La sala dedicata alla seconda guerra mondiale del Centro di Cultura “Paolo Guidotti” 

Castiglione dei Pepoli (Bologna) 

Se passate nei pressi di Castiglione dei Pepoli cogliete l’occasione per fare una sosta nella bella cittadina montana visitandone il piccolo museo allestito nelle ex scuole elementari del capoluogo in via Aldo Moro 32. Nello storico edificio che già ospita la Biblioteca comunale, e salette dedicata alla socializzazione dei giovani, lo scorso 5 aprile è stato inaugurato uno spazio espositivo intitolandolo alla memoria di Paolo Guidotti. Personaggio di grande cultura che fu uno dei più appassionati studiosi di storia dell’Appennino bolognese dedicando al territorio castiglionese alcuni dei suoi libri.
Come spiega Michelangelo Abatantuono nell’ultimo “Savena Setta Sambro” – in vendita nelle edicole dei comuni di: Castiglione, Grizzana, Loiano, Monghidoro, Monzuno, Pianoro, San Benedetto V. di Sambro e Sasso Marconi – il Centro di Cultura “Paolo Guidotti”, al primo piano dello stabile, va a completare la Sala della Terra già centro visita del Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone.
Sala che già da alcuni anni espone fossili e minerali relativi alla natura geologica dell’Appennino bolognese provenienti dalla collezione di oltre duemila reperti donata da Ultimo Bazzani che li ha raccolti in trent’anni di ricerche. Reperti che sono stati studiati e classificati alla Università di Bologna da un gruppo coordinato dal professor Gian Battista vai direttore del Museo Geologico “Cappellini” di Bologna.
Salendo al piano superiore ci sono le origini della frequentazione umana di questi aspri monti nella stanza sull’Archeologia del territorio per passare a quella delle Lavorazioni tradizionali della montagna. Qui attrezzi di antichi mestieri come quelli della lavorazione della pietra da costruzione e da selciati, quelli del ferro battuto e quelli della coltivazione, essiccamento e trattamento delle castagne. Senza poi dimenticare quelli per la lavorazione del legno che qui era un’industria importante specializzatosi nella produzione di bigonci.
Una sala è stata dedicata alla seconda guerra mondiale, anche qui ci fu il lungo stazionamento della Linea Gotica con Castiglione dei Pepoli che fu liberata nel settembre del 1944 dalla VI Armata Sudafricana. La raccolta è nata grazie alle donazioni di appassionati che in alcuni decenni hanno rinvenuto reperti interessanti in aree di combattimento o di accampamento delle truppe alleate o dell’esercito tedesco. Non manca poi, in occasione dell’80° anniversario dell’inaugurazione, il ricordo della realizzazione della ferrovia “Direttissima” Bologna-Prato-Firenze con nella frazione Ca’ di Landino cantieri e stazione sotterranei e una borgata come campo base.
Il museo, allestito con il coordinamento scientifico di Abatantuono, è stato visitato da redattori e collaboratori della rivista che lo hanno apprezzato invitando gli appassionati di storia a visitarlo. Da vedere.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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