Domani 2 luglio le esequie di don Luciano Prati

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Il 9 gennaio del 2004 don Luciano Prati riceve dai parrocchiani un’opera di Dino Milani 

San Lazzaro (Bologna) 

Alle 10 di domani, 2 luglio 2014, l’arcivescovo di Bologna cardinale Carlo Caffarra sarà alla Ponticella di San Lazzaro ma, purtroppo, non per un lieto evento. Infatti la parrocchia di Sant’Agostino da sabato scorso è in lutto per il ritorno al Padre del suo primo e storico pastore di anime: don Luciano Prati. Un prete d’altri tempi sempre presente, di giorno e a volte di notte per dar l’olio a qualche morente, che per ben 47 anni non era mai “andato in ferie”. Infatti negli ultimi anni se fu assente dalla Ponticella fu per i suoi vari ricoveri in ospedale.
Ne ricordo l’affetto dei suoi parrocchiani che ogni anno gli facevano festa nei primi giorni di gennaio. Don Luciano Prati era infatti nato a Monterenzio il 9 gennaio del 1929 e agli 85 anni di età affiancava, quest’anno i 60 di sacerdozio e i 47 come parroco dell’allora neonata parrocchia Di Sant’Agostino della Ponticella. Già prima di approdare tra i gessi e il Savena don Luciano Prati è stato cappellano a San Paolo di Ravone a Bologna, a Medicina e a Vergato. Cinque anni che gli diedero modo di conoscere le realtà della città, della pianura e della montagna. Nel 1958 il sacerdote fu poi nominato parroco di Gallo Ferrarese che lasciò dopo 8 anni per reggere la comunità di Ponticella allora ancora non assurta al rango di parrocchia.
Fu infatti nel 1967, il 28 agosto, che il cardinale Giacomo Lercaro, allora arcivescovo di Bologna, elevò a parrocchiale la chiesa della frazione sanlazzarese. Con tale atto costitutivo venne così a cessare la dipendenza della località fino allora soggetta alle parrocchie di San Ruffillo (l’antico borgo dei gessaroli) e di Santa Cecilia della Croara. Don Luciano giunse nella frazione nel 1966 quando la parrocchia non esisteva ma però c’era già la chiesa, costruita nel 1959, a servizio del collegio retto dalle suore Ancelle Adoratrici (l’odierno centro civico). Collegio poi ceduto al Comune di San Lazzaro, che lo adattò a scuola, mentre la chiesa fu infine elevata al nuovo rango di parrocchiale.
Nel 2000 il sacerdote fu nominato “canonico di San Petronio” dal cardinale Giacomo Biffi; principe della chiesa che poi divenne suo parrocchiano come lo fu il cardinale Giacomo Lercaro nella vicina Villa San Giacomo. Due arcivescovi che hanno lasciato un’impronta profonda nell’archidiocesi bolognese; come don Prati nella parrocchia di Ponticella retta dall’anno scorso dal giovane don Marco Martoni.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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