Alla Mura un sogno di cinque piani; quattro fuori

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San Lazzaro (Bologna)

Alla Mura San Carlo di San Lazzaro (Bologna) il cohousing è al tetto mentre solo quattro mesi fa stavano solo gettando le fondamenta. Il cohousing di cui parliamo è infatti un sogno di cinque piani, dei quali uno interrato, tutto di legno a eccezione delle fondazioni. Si tratta di un edificio sorto all’angolo tra le vie Samoggia e Seminario, come prima casa ecologica condominiale condivisa, solidale e antisismica. Un’iniziativa dell’associazione “È/cohousing” per riproporre in modo innovativo, aggiornato ai nostri tempi, una delle forme più antiche di aggregazione umana come modello sociale, economico e di valori.

L’idea era già nata quattro anni fa, tra amici ecologisti, resa possibile dalla costituzione della “Cooperativa Co-Housing Mura San Carlo” che aveva infine vinto il bando, comunale, per l’assegnazione del terreno in diritto di superficie. Lotto dove in precedenza sorgeva parte della cosiddetta “Casa Andreatta”, al 68 di via Galletta, demolita poi sostituita da due edifici con sviluppo verticale di proprietà comunale.

Come ci aveva spiegato a suo tempo Massimo Giordano, presidente dell’associazione, si stanno completando 12 alloggi, tutti privati, da 93 o 72 metri quadri di superficie con molti spazi comuni, attrezzature e servizi condivisi. Si va dalla lavanderia alla sala musicale, dalla stanza laboratorio per il bricolage all’officina per piccole riparazioni con attrezzi in comproprietà, fino a una sala mensa comune con cucina per pranzare o cenare insieme, quando se ne ha voglia, con un giardino da 600 metri aperto sul parco pubblico senza alcuna recinzione.

L’intento è di promuovere l’idea di vita solidale che prevede percorsi di integrazione sociale con il territorio, anche con “banca del tempo”, l’adozione del verde, attività culturali e sportive collaborando con le realtà singole o associative che già operano sul territorio. Per questo è stata firmata una convenzione che prevede, invece del pagamento in moneta degli oneri di urbanizzazione, la realizzazione nel parco della Pace di un campo polivalente per basket, tennis e volley. E l’impegno, per vent’anni, di realizzare attività culturali a favore della frazione. «Il cohousing – precisava Giordano – è il condividere spazi, attrezzature e risorse per la socializzazione e la cooperazione tra le persone».

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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