“Antiche storie di libri e di vita” è l’ultimo libro di Zucchini

Zucchini 01 Gianluigi

Nelle scorse settimane un amico mi ha donato l’ultima opera di Gian Luigi Zucchini a titolo “Antiche storie di libri e di vita. Bologna, 1934-1955” edito dalla Pendragon di Bologna. Zucchini lo conosco da 26 anni come cofondatore e redattore del semestrale culturale “Savena Setta Sambro” di cui cura le pagine dedicate all’arte figurativa, e come poeta. Visto il periodo a cavallo della seconda guerra mondiale avrei omesso quel “antiche” dal titolo ritenendo più attinente, un “Storie di libri e di vita”. Questo è l’unico appunto che ritengo di fare a un libro che contiene una ben scritta storia di vita personale dell’autore.

Una storia travagliata che non conoscevo. Lo immaginavo di famiglia abbiente passato senza difficoltà dalle medie al liceo classico e infine all’Università. Studi effettuati anche se minati, e allungati nei tempi, da difficoltà economiche e da una lunga malattia, col libro che pare una manifestazione di amore e gratitudine verso zia Giorgina, che gli aveva sostenuto gli studi, sorella della madre Vittorina che lo lasciò orfano. Per il piccolo Gian Luigi, rimasto solo col padre calzolaio, la perdita della madre fu un trauma parzialmente mitigato dall’amore che gli donava la zia Giorgina assieme agli sproni a continuare gli studi.

Poi a rendergli ancora più difficile la vita ci si mise anche la guerra, i bombardamenti, lo sfollamento a Minerbio da parenti, la coabitazione con i tedeschi, e le prime deludenti esperienze lavorative. Un libro da leggere. Anzi che dovrebbero far leggere a quei giovani che vanno a scuola con abiti, zaini e accessori firmati che, vivendo negli agi, non riescono a credere alle storie vissute che gli raccontano i nonni. Gian Luigi bambino trovò in casa due o tre libri di sconosciuta provenienza ma l’amore per i libri e per la lettura, divenuta onnivora, giunse tardi. E mi piace qui lasciare a lui stesso la parola.

«Non è facile parlare di libri in un libro. Sembra che i libri siano cose a sé, invece ci lasciano sempre qualcosa. Certo dipende anche dai libri che si leggono. Però ho sempre trovato nei libri qualcosa che mi ha aiutato a reggere il peso, a volte insopportabile, di certe situazioni. E così, quasi per sdebitarmi, ho cominciato a scrivere, senza sapere che cosa: ricordi, impressioni, idee, fatti, turbamenti, angosce? Un po’ una cosa un po’ un’altra e pagina dopo pagina, è uscito un libro».

Gian Luigi Zucchini giornalista, critico d’arte, docente universitario ha alle spalle una lunga carriera accademica e giornalistica. Nemmeno ventenne inizia l’insegnamento nelle elementari, in città e in piccole località di montagna, continuando gli studi universitari, e già due anni dopo collabora col quotidiano “L’Avvenire d’Italia” che si stampava a Bologna. Dopo la laurea è docente universitario insegnando fino a qualche anno fa, conferenziere e collaboratore di quotidiani e periodici sparsi per l’Italia. Gian Luigi Zucchini è poi autore di una ventina di libri, su argomenti vari come la musica, le arti e i beni culturali. Ha poi pubblicato un romanzo e una biografia su Giovanni Pascoli.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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