Tanta gente al MuV per i primi reperti “villanoviani”

A Sermenghi 03 Stefano

Castenaso (Bologna)

Dopo oltre centocinquant’anni sono tornati in quel di Villanova i primi reperti “villanoviani” scoperti dal conte Giovanni Gozzadini, archeologo per diletto, su suoi terreni nella vicina Caselle di San Lazzaro. Reperti che fece portare nella sua casa di campagna, la “Villa Nova”, per ripulirli, studiarli e inserirli in una collezione privata che poi cedette al Museo Civico Archeologico di Bologna. Ma non prima di averli fatti ritrarre dalla buona mano della moglie Maria Teresa Serego Allighieri, che collaborò materialmente allo studio dei reperti, disegnandoli in belle tavole utilizzate in pubblicazioni divulgative.
Ebbene dallo scorso 25 ottobre alcuni di quei primi reperti, almeno i più interessanti e significativi, sono esposti fino al 2 giugno 2015 nella mostra “Giovanni Gozzadini e la scoperta del Villanoviano” allestita, da Anna Dore e Paola Poli, nel MuV-Museo della civiltà Villanoviana in via Tosarelli a Villanova di Castenaso. Alla cerimonia inaugurale, che ha richiamato una vera folla di appassionati e addetti ai lavori, il sindaco Stefano Sermenghi che ha rimarcato «la collaborazione tra il Civico e il Muv ancora prima della nascita della Città metropolitana».
Poi l’assessore alla cultura Giorgio Tonelli, che ha propiziato questo gemellaggio che conta di proseguirla in futuro in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni archeologici. «Con gli archeologi – ha detto il funzionario Tiziano Trocchi – che a Castenaso hanno in corso scavi, relativi a epoche differenti, essendo un territorio molto fecondo».
Con Anna Dore, del Civico bolognese, ad auspicare che la visita al MuV possa invogliare a visitare anche l’Archeologico di Bologna e la mostra in corso sugli etruschi a Palazzo Pepoli. Dal suo canto Fiamma Lenzi, dell’Istituto per i beni culturali (Ibc), a rimarcare «che prima di Gozzadini l’archeologia come scienza non esisteva. Con lui è infatti nata l’archeologia in un territorio, come quello di Castenaso, che tra l’altro è importante anche a livello internazionale».
Poi il taglio del nastro da parte del sindaco con grande soddisfazione della direttrice del MuV Rita Rimondini, del conservatore Paola Poli e del funzionario Marina Sindaco. Con queste ultime che saranno anche docenti in due corsi di storia promossi, nel MuV, dall’Università “Primo Levi” di Bologna e dall’associazione Esperienze Insieme di San Lazzaro. Il primo con Paola Poli, dal 4 novembre, sul tema: “La scoperta del villanoviano e le tre etrurie a confronto”, il secondo con Marina Sindaco, dal 19 febbraio 2015 su: “I Gozzadini tra l’impegno politico e l’archeologia” (051.249868; info@universitaprimolevi.it).
La mostra al MuV è aperta il martedì e la domenica, dalle 15.30 alle 18.30, e dal mercoledì al sabato, dalle 9 alle 13, con ingresso gratuito.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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