Passantino: più no all’idea che… Nord

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In rosso il vecchio progetto del Passante, in blu quello recente del Passantino

Viabilità bolognese

Slitta ancora ogni decisione sul Passante autostradale nord di Bologna nella versione più corta detta Passantino. Nell’incontro a Roma dello scorso 21 dicembre è stata rinviata ogni decisione al 20 gennaio 2013 per la necessità di Autostrade per l’Italia di approfondire l’esame del progetto con le modifiche richieste dagli enti locali interessati. Data che con ogni probabilità – data la caduta del governo Monti e l’avvio della campagna elettorale – non sarà rispettata rinviando forse di mesi l’incontro tra ministero alle Infrastrutture e Trasporti, Autostrade, Anas, Provincia e Comune di Bologna e gli altri comuni interessati dal tracciato autostradale. Comuni in gran parte contrari al Passantino.
Lo dimostra l’approvazione del consiglio comunale di Castenaso della mozione sul “Passantino Nord” di questo tenore: «Chiediamo che il consiglio impegni il sindaco e la giunta ad adoperarsi per contrastare un’opera che, in mancanza di un iter trasparente, e di coinvolgimento popolazioni interessate e degli enti locali, proseguirebbe una politica di consumo del territorio senza benefici per i cittadini». Mozione presentata al consiglio dalla lista civica di centrodestra “Marchi Sindaco”, che lo scorso 25 settembre ha ottenuto il voto favorevole anche del sindaco Stefano Sermenghi, e di altri Pd, e l’astensione di Laura Da Re poi uscita dalla maggioranza per il gruppo misto.
Infatti sul territorio, nonostante le dichiarazioni ottimistiche del vice presidente della Provincia, Giacomo Venturi, crescono le opposizioni al percorso corto proposto dalla Società Autostrade che ha messo sul piatto 1,4 miliardi di euro con un aut aut: approvare il progetto entro novembre o perdere ogni finanziamento e dimenticare l’idea del Passante Nord. Quell’idea nata oltre una decina di anni fa per aggirare il nodo bolognese che però, per lunghezza e investimento, richiedeva infatti un bando europeo e non l’affidamento diretto. Da qui la proposta di Autostrade di accorciarne il percorso a 32 chilometri aumentando però perplessità e opposizioni. Da fine novembre il termine era poi slittato a metà dicembre e ora non si sa quando.
Lo scorso 30 luglio fu diramato un comunicato di Regione, Provincia, Comune di Bologna e Autostrade annunciante un accordo in tal senso. Ma senza la firma dei sindaci dei comuni interessati dal tracciato che, tra l’altro, non prevede le auspicate tre corsie per senso di marcia e la banalizzazione dell’A14 all’interno della Tangenziale.
Dell’ipotesi di un’autostrada a nord di Bologna si iniziò a parlare tra la fine del 2001 e l’inizia del 2002 con il “Carlino” dell’1 giugno 2002 a riferire del sostegno dei costruttori al progetto da 49,5 chilometri (poi ridotto a 40). Sempre il “Carlino” il 9 agosto 2002 titolava «Bologna, sì al passante» riferendo che: «Dopo anni di trattative (!)» il ministro Lunardi, Errani e Guazzaloca hanno detto il sì definitivo. E quell’anno la Società Autostrade aveva già presentato l’opzione di un tracciato corto che vide il parere contrario dei sindaci. L’allora sindaco di Granarolo, Alessandro Ricci, disse: «Se dovesse passare la proposta di Società Autostrade sul passante autostradale a nord (a 34 chilometri) ci stenderemo sul selciato insieme ai nostri concittadini». E ora, dopo dieci anni, si è allo stesso identico punto di prima.
Nel frattempo il comitato di cittadini (www.passantenord.org), già contrari al Passante, hanno indetto varie assemblee pubbliche per dire no anche al Passantino. E la lista civica sanlazzarese “Noi Cittadini” critica il nuovo tracciato che, partendo dalla Colunga, inciderà anche sul territorio di San Lazzaro. Con comitati, liste civiche e ambientalisti che sollecitano il completamento delle opere già avviate (Complanare, Lungosavena, Nodo di Rastignano e Trasversale di Pianura) che nei fatti renderebbero inutili Passante e Passantino.
Con sindaci, Marco Monesi di Castel Maggiore e Andrea Tolomelli di Argelato, a dire che se si fa il Passantino sia però con tre corsie, per senso di marcia, più quella di emergenza con la banalizzazione del tratto interno alla Tangenziale. A loro si è infine aggiunto l’assessore regionale Alfredo Peri che non ha risparmiato critiche al progetto di Autostrade. Ma è probabile che gli amministratoti locali alla fine debbano acconsentire più per motivi politici che per vera utilità.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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