A Rastignano c’è la scuola di teatro di Matteo Belli

Matteo Belli in Le guerre di Walter e altre storie.

Pianoro (Bologna)

Giusto un anno fa dopo mesi di lavoro, nei locali che ospitarono il centro civico e la biblioteca di Rastignano, in via Valle Verde 15, fu inaugurato il “Centro dell’Attore Sinfonico”. Uno spazio di eventi teatrali, ricerca, e didattica, diretto dall’attore, autore e regista Matteo Belli aperto a chiunque voglia frequentarlo e saperne di più.

Come aveva osservato lo stesso Belli, noto a livello internazionale, «quello dell’inaugurazione fu un bellissimo momento d’incontro e di scambio d’idee, suggestioni e prospettive, per un centro che lavorerà sulla formazione aprendosi a un’utenza differenziata di bambini, ragazzi e adulti, professionisti dello spettacolo. Per questo la folta partecipazione fu elemento di soddisfazione, e incoraggiamento, per me e per Katia Pietrobelli con la quale condividiamo le varie attività didattiche teatrali, in attesa di ulteriori collaborazioni».

Il termine “sinfonico” di solito è riferito al genere musicale, ma il centro di Valle Verde non è una sala da concerti. Come ci precisa lo stesso Matteo «con attore “sinfonico” intendiamo una persona capace di far “risuonare” lo strumento umano come sistema di molte abilità in una rete di relazioni tra corpo, respirazione, voce, emozioni e psiche, intesa come mente e come anima. Gli apporti che confluiscono nel nostro lavoro vanno dalla formazione teatrale, cinematografica e canora, passando per esercizi di bioenergetica, rieducazione posturale, collaborazioni con foniatri e logopedisti, relazioni con il linguaggio musicale e letterario. L’attività del centro è dedicata all’essere umano nella sua ricchezza potenzialmente infinita, e rivolta a tutti coloro che intendano svilupparla tramite lo studio e la pratica del teatro».

Per i seminari curati da Matteo Belli, aperti a professionisti e non solo, le date sono programmate mensilmente e si può frequentare uno o più appuntamenti, strutturati per comporre un percorso unitario, organico e articolato. Da parte sua l’attrice, e moglie, Katia Pietrobelli propone attività formative teatrali e collaborazioni con produzioni televisive.

Laureato in Lettere Moderne, all’Università di Bologna, con una tesi sulle “Rime giullaresche e popolari d’Italia”, dopo anni di studi classici e musicali dal 1989 inizia a lavorare in teatro come mimo-fantasista e attore, realizzando spettacoli come regista, autore e attore. Come mimo-giullare ha partecipato a festival e rassegne in vari Paesi europei, poi come attore, autore e insegnante in Argentina, Brasile, Francia, Spagna, Svizzera, Uruguay, e Usa, infine ha tenuto corsi di ricerca vocale ed espressiva in varie università, in Italia e all’estero. Per ulteriori informazioni: telefono e fax 051.453545; 335-7054129; facebook; belli.matteo@gmail.com; www.matteobelli.net.

Giancarlo Fabbri

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Grazie a don Orfeo il libro: “Lungo il Savena… di chiesa in chiesa”

A Facchini 03 Ravaglia

Nella foto Don Orfeo Facchini e Daniele Ravaglia col libro

Pianoro (Bologna)

Se don Orfeo Facchini fosse nato nella bassa, ad Altedo per esempio, non avrebbe mai dato alla luce il suo ultimo ponderoso volume a titolo “Lungo il Savena … di chiesa in chiesa”. Un libro di 648 pagine dove il testo contende lo spazio alle tante foto a colori e a quelle d’epoca. Opera edita dal Gruppo di studi storici Savena Setta e Sambro che da 26 anni pubblica libri sulla storia del territorio e, soprattutto, la rivista semestrale “Savena Setta Sambro”. Se poi non trovate il volume in libreria rivolgetevi all’autore: 051.744026; orfeof47@gmail.com.

Volume che è già stato presentato a Bologna, nel convento di San Domenico, con l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi, lo storico Mario Fanti, Daniele Ravaglia presidente del Gruppo di studi. Con l’autore a dire: «che sono confuso è dir poco dopo aver sentito le parole del nostro arcivescovo e di Fanti, che di storia lui se ne intende». Infine l’intervento di Maurizio Marchesini presidente di Marchesini Group, azienda che da sempre sostiene l’opera di ricerca storica del sacerdote, e di dirigenti di altre aziende sponsor dell’opera, come Emil Banca e Segafredo Zanetti. Del libro, frutto di sette anni di ricerche, come in quasi tutti quelli dati alle stampe da don Orfeo, ne è coautrice Imelde Bentivogli che però in questa occasione non ha voluto figurare.

Quelle 648 pagine non sono però un mero elenco delle chiese minori dell’alta Valle del Savena e del loro patrimonio artistico ma ne narra la storia. La storia di piccoli borghi, dove la gente si stringe ancora attorno alla propria chiesa, facendola rivivere nella festa del patrono: Anconella, Bibulano, Castel dell’Alpi, Cedrecchia, Fradusto, Lognola, Madonna dei Fornelli, Roncastaldo, Sant’Andrea, Scascoli, Stiolo, Trasasso, Valgattara, Vergiano, Villa di Cedrecchia e Zaccanesca.

Non è un caso che don Orfeo se ne sia interessato perché qui ha le sue radici essendo nato a Monzuno il 24 marzo del 1947. Dopo gli studi in Seminario fu ordinato presbitero, a Bologna il 7 settembre 1974, dal cardinale arcivescovo Antonio Poma. Fu poi cappellano a Santa Lucia di Casalecchio, poi in San Domenico Savio e in Santa Caterina di via Saragozza. Dal 1977 al 1987 ha insegnato religione nelle scuole medie “Guinizelli” di Bologna. Insediato parroco nel 1987 in Sant’Andrea di Sesto, a Rastignano, e rettore al santuario di Santa Maria di Zena; dal 2011 è anche arciprete in San Bartolomeo di Musiano. Con Gaetano Marchetti ha pubblicato “Monte delle Formiche” (1990) poi, con Imelde Bentivogli, “Andar per chiese e castelli” (1993), “Andar per santuari” (1995) e infine, dopo 22 anni, questo “Lungo il Savena… di chiesa in chiesa” monumento alla storia locale dell’alta Val di Savena.

Giancarlo Fabbri

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Castrum Ulziani torna al medioevo, per una cena, e due giorni

Crociati 01

Ozzano (Bologna)

«Dame, cavalieri e navigatori del web udite, udite. A Castrum Ulziani, che ora si favella Ozzano, la trentesima edizione della “Sagra della Badessa” ci riporterà per una cena, e due giorni, in epoca medievale». Così araldo, o banditor, d’altri tempi annuncerebbe una festa che apre la stagione estiva organizzata dalla Proloco Ozzano, presieduta da poche settimane da Francesco Del Grande, assieme alle associazioni locali e alcuni gruppi folcloristici provenienti anche da altre province.

Il via alla sagra alle 20.30 di venerdì 26 maggio, in viale Repubblica davanti al municipio, con la “Cena Medievale”. Il menù, scritto in simil volgare (la lingua di Dante, o quasi) sarà in tema, rustico e sofisticato, con profumi e sapori genuini d’altri antichi tempi con l’allegro pasto allietato dai Li Nadari Giullari. In caso di maltempo la cena si terrà nella Sala “Primavera” di corso Garibaldi 36.

Come da tradizione per la “Sagra della Badessa” sabato 27 dalle 16, e domenica 28 maggio per tutto il giorno, grande mercato straordinario per le vie di Ozzano. Sabato la sagra storica in costume apre i battenti alle 16 in via Repubblica con mercato medievale, accampamento militare, combattimenti, mostre e stand gastronomici, antichi mestieri, giullari, mangiafuoco, giochi e animazioni. Alle 18 ritrovo di figuranti al campo e alle 20 partenza dei cortei dei terzieri – il Blu dalla piscina di via Nardi, il Rosso dal PalaGira, il Verde da via dell’Ambiente – che si incontreranno sul sagrato, davanti alla chiesa di Sant’Ambrogio. Qui i terzieri che combatteranno per il “Palio dell’Oca” riceveranno la benedizione con le reliquie della Beata Lucia Badessa da Settefonti. A seguire corteo storico con i terzieri accompagnati da dame e cavalieri, nobili e plebei, frati e armigeri, arcieri e musici che percorrerà le vie di Ozzano fino al municipio per giochi, spettacoli esibizioni.

Domenica 28 maggio alle 10 riaprono tutte le mostre e le attività con pomeriggio dedicato ai giochi poi, alle 20.30 corteo dei figuranti, con la partecipazione della “Compagnia degli Arcieri dei Graffiti”, e dell’associazione “Nobiltà e Contado” oltre ai gruppi già citati. Al termine della sfilata, al campo di via Repubblica, giuramento dei terzieri, giochi per l’assegnazione del “Palio dell’Oca”, premiazioni, spettacoli di fuoco e gran finale con i fuochi artificiali.

Giancarlo Fabbri

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Magici intrecci al Museo “Pietro Lazzarini” di Pianoro

Cesti 01 Vimini

Pianoro (Bologna)

Il Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini” di Pianoro, in via del Gualando 2, ha dedicato le giornate di sabato 20 e di domenica 21 maggio all’antica arte della cesteria e dell’intreccio. Sabato 20, dalle 16.30 alle 19, in occasione della “Notte europea dei musei” ci sarà una mostra di cesti di varie forme e una conferenza di Andrea Magnolini a titolo “Intrecci ritrovati: la cesteria italiana fra oblio e riscoperta” col supporto di proiezioni di immagini sull’attività del panieraio. Al termine la proiezione del docufilm “Il panieraio, dai vimini al cesto. Manualità e creatività, la sapienza del cestaio” realizzato dal museo in collaborazione con varie realtà locali nell’ambito del progetto “Intrecci d’inverno” dedicato al lavoro di intrecci di paglia e vimini.

Domenica 21 maggio, dalle 9.30 alle 18, sotto il titolo di “Dalle piante ai cesti”, gli esperti cestai dell’associazione “La Nottola” terranno un corso di cesteria partendo dalle basi per apprendere l’antica pratica della cesteria fino alla realizzazioni di un cesto da portare a casa come ricordo della giornata. Per informazioni e iscrizioni: 347-2237427 (Andrea); a.magnolini@gmail.com; www.passileggerisullaterra.it.

Il corso è di carattere pratico per la realizzazione di contenitori di vari tipi e dimensioni, robusti, leggeri e duraturi, intrecciando rami e altre fibre vegetali, con tecniche e conoscenze tra le più antiche dell’uomo. Il programma prevede il riconoscimento, la scelta e la preparazione dei materiali: salice, olivo, vitalba, canne palustri, sanguinello, olmo, eccetera per conoscere le piante e saperle poi riprodurre e raccogliere nella stagione giusta per creare belle sfumature. L’intreccio partendo dal fondo, le pareti, i bordi e i manici. Con poche tecniche, trucchi e accortezze, ognuno si porterà a casa i cesti creati da lui stesso.

Il costo del corso comprensivo del materiale è di 50 euro. Imparare a far cesti nel 2017, nell’epoca imperante della plastica, e dominata dal consumismo, serve a esercitare le mani e la mente, a sfruttare la propria inventiva e creatività, a produrre artigianalmente contenitori e oggetti da arredo senza acquistare nulla. Un modo per riprendere i profondi legami tra l’uomo, la terra e le sue tradizioni. Conoscere piante e stagioni è sufficiente per creare oggetti che durano anche 50. Da portare: forbici da potatura, un coltellino ben affilato (chi può), vestiti e scarpe da poter sporcare, e una chiavetta Usb per la dispensa.

“Intrecci d’inverno” è un progetto sostenuto dall’assessorato alla cultura del Comune di Pianoro nell’ambito del progetto socioculturale “CreAzioni 2016”. Per informazioni sulle iniziative culturali, attività e orari di visita del museo: 051.6529105 (municipio); 051.776927 (museo); info@museodiartiemestieri.it; http://www.museodiartiemestieri.it; www.facebook.com/museodiartiemestieri.

Giancarlo Fabbri

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Nell’ultimo “Valli Savena Idice” notizie dalla Città alla Toscana

44 maggio 2017

Immagine di un’edizione scorsa della Sagra della Badessa

Distretto di San Lazzaro (Bologna)

La rivista mensile “Valli Savena Idice”, edita dalla Hemingway Editore di Bruno Di Bernardo, è già in distribuzione gratuita nei sei comuni del Distretto sanlazzarese: Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano, Pianoro e San Lazzaro. Lo troverete in ristoranti, bar, edicole e negozi con approfondimenti, inchieste e notizie dalla Regione, dalla Città metropolitana, dall’Unione comunale Valli Savena Idice e da ognuno dei sei comuni. Se poi i nostri lettori non trovano la versione cartacea, che va a ruba, possono sempre leggerla in modo virtuale sullo schermo del loro pc, notebook, tablet o scaricarla e stamparla, collegandosi al sito: http://hemingwayeditore.wordpress.com.

Nel numero di maggio 2017 si leggono dalla prima pagina, un pezzo di Bruno Di Bernardo sui finanziamenti del Gal dell’Appennino bolognese a fattorie didattiche e agriturismi, e due pezzi del vostro reporter, con proseguimento all’interno su San Lazzaro comune più ricco della regione e un’intervista ad Antonio Gottarelli su Monte Bibele. Poi, all’interno, un pezzo sulla distribuzione della ricchezza nella Città metropolitana. Poi le pagine locali sui comuni montani con articoli di Sarah Buono. Per Monghidoro la notizia dell’astronauta Luca Parmitano a lezione tra i ragazzi delle scuole, e della colonna sonora musicata dal compositore locale Luca Musolesi. Per Loiano le iniziative della nuova Pro Loco e il Manuale del Cicloturista opera del fumettista loianese Lucio Filippucci.

Poi torna alla carica chi vi scrive con un pezzo sulle iniziative estive del museo “Fantini” di Monterenzio, le visite a Monte Bibele e la festa celtica “I Fuochi di Taranis”. Su Pianoro la notizia della multa di 2.500 euro che il Comune ha comminato alla Camst per gli insetti rinvenuti nella refezione scolastica, dell’iniziativa “Piccolo fuori, grande dentro” dei commercianti a favore delle scuole e del successo ottenuto dalla mostra sugli erbari esposta nel museo “Lazzarini”.

Per San Lazzaro la cronaca della presentazione della nuova giunta del sindaco Isabella Conti e del suo bilancio di metà mandato, l’intervista al consigliere civico Luca Melega che ha fatto approvare una mozione contro i cinghiali dal consiglio comunale, la presentazione da parte di Valentina Vezzali del parco sportivo per bambini, e il successo della festa di beneficenza della Confesercenti sulla via Emilia. Infine per Ozzano le iniziative del Comune a favore dell’utilizzo del treno, la terza edizione di “Assaggi e Passaggi”, la 32esima edizione della storica “Sagra della Badessa” e la vendita alla Fatro di via 1 Maggio.

Quello descritto è l’ultimo numero che esce come “Valli Savena Idice”. Infatti dal prossimo mese di giugno le stesse pagine usciranno all’interno di un tabloid, formato simile a “la Repubblica”, con testata “Un’Idea di Appennino” che unirà le due riviste della Hemingway Editore in un unico mensile distribuito, sempre gratuitamente, in ben 18 comuni della Città metropolitana bolognese e anche a Bologna.

Giancarlo Fabbri

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“Mani sulla sanità: la rivolta” proiezione in sala “Grandi” a Ozzano

Mani 01 Sulla Sanità

Ozzano (Bologna)

Dopo due anni di registrazioni domenica 14 maggio sarà proiettato a Ozzano, alle 18 nella sala “Grandi” in piazza Allende 18, con ingresso libero, il docufilm “Mani sulla sanità: la rivolta”. Un nuovo lavoro in HD a colori di 120 minuti, prodotto dal collettivo Indygroundfilm di Bologna, realizzato dal documentarista, giornalista, drammaturgo e poeta ozzanese Giuliano Bugani, che ne ha curato la sceneggiatura e la regia, con la collaborazione di Raffaella Gamberini, aiuto regista e comunicazione, e di Barbara De Biasi che ne ha curato le musiche.

Un progetto che completa il lavoro iniziato nel 2014 col documentario filmato “Mani sulla sanità” che vide come registi Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, con sceneggiatura dello stesso Bugani e fotografia e montaggio di Marzeddu. L’inchiesta condotta da Bugani in due anni di riprese attraversa tre regioni italiane: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia all’avanguardia a livello mondiale nel settore sanitario.

Bugani denuncia «che è in corso uno smantellamento progressivo, da parte delle presidenze regionali guidate dal Pd, di uno dei capisaldi della società moderna del secondo dopoguerra: la “sanità pubblica”. Smantellamento che non riguarda solo queste tre regioni, interessate dal documentario, ma tutte le regioni italiane. “Mani sulla sanità: la rivolta” vuole fare luce su una precisa scelta politica che mette a rischio il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, dando voce – conclude Bugani – a realtà attualmente in lotta contro la chiusura e il depotenziamento di unità operative ospedaliere e di pronto soccorso».

Il documentario, che intende far capire quale sarà il futuro della sanità pubblica, viene messo a disposizione dalla Indygroundfilm a chiunque vorrà organizzare una visione pubblica. Indygroundfilm è infatti un collettivo che realizza progetti audiovisivi di informazione alternativa e documentaristica su argomenti sociali. Nata nell’ottobre 2013, da un’idea di Bugani e Marzeddu, vede poi l’aggiungersi, nel 2014, di Raffaella Gamberini e Barbara De Biasi. Indygroundfilm propone la diffusione on line dei propri lavori, prodotti in base ai principi della libera informazione e contro la censura massmediatica mainstream. E’ indipendente e si sostiene grazie all’azione volontaria dei suoi aderenti e di collaborazioni con cittadini, comitati, associazioni, mirando a produrre e promuovere l’approfondimento delle tematiche sociali, e culturali, sostenendone la diffusione e la condivisione.

Giancarlo Fabbri

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Al Teatro le Rose di Pianoro un musical per ricordare Marconi

Marco

Marconi 02 Musical

Pianoro (Bologna)

Pianoro come tanti altri comuni e città, italiane e non soltanto, ha una via dedicata al grande scienziato bolognese Guglielmo Marconi. E, dopo la recita del 22 maggio 2015 all’Arcipelago, gli dedicherà di nuovo lo spettacolo “Signori, lo spettacolo sta per cominciare!”. Un collaudato musical di Tania Bellanca, messo in scena dal “Gruppo Canticum”, a ricordo della vita e delle scoperte scientifiche di un personaggio che ha dato via alla telegrafia senza fili, alla radiofonia e alle telecomunicazioni. Ma stavolta il sipario si aprirà giovedì 11 maggio, sempre alle 21, ma nel Teatro le Rose di Pianoro Vecchia in via Nazionale 179. Info: 333-8309921; teatroilerose@teatrolerose.it.

Il musical è stato rappresentato in varie occasioni con un cast sempre nuovo diretto dalla stessa autrice con, per l’occasione, gli artisti Niels Amaral, Tania Bellanca, Margherita Coliva, Marco Colombari, Massimo Di Bernardo, Micol Diotallevi, Vittorina Feletti, Franca Filippini, Lucrezia Fioritti, Tommaso Fontana, Jonny Gatti, Fiorenza Giorgis, Germano Giusti, Simona Montanari, Virginia Nascetti, Giada Pensabeni, Rino Roncaglia, Alice Russo, Sandra Sarti e Giampaolo Zambellini.

In origine lo spettacolo era nato per fare in modo che il Premio Nobel venisse avvicinato ai ragazzi delle scuole come in una sorta di teatro-studio, o di ricerca-azione-creazione, che ha visto il coinvolgimento di alunni e studenti. Un percorso che ha portato a una rappresentazione teatrale in forma di musical che offre ai ragazzi, e oggi anche agli adulti con la passione per il teatro, la possibilità di valorizzare talenti in vari ambiti dello spettacolo, come la musica, il canto, la recitazione e la danza senza trascurare la verità storica e la conoscenza scientifica.

Guglielmo Marconi è infatti il padre della moderna comunicazione a distanza nata da un ticchettio, e da un colpo di fucile come risposta, sparato sui colli di Pontecchio. Un giovane e snobbato scienziato che, sviluppando le sue innovative idee, divenne la massima espressione della genialità nel campo delle telecomunicazioni. Come sarebbe la nostra vita oggi senza telefonini, palmari, tablet, computer, televisioni, telecomandi, navigatori e strumentazioni satellitari, che utilizziamo tutti i giorni mentre prima di quel ticchettio, per comunicare a distanza senza fili, c’erano solo i tam-tam, i fuochi … e i piccioni viaggiatori.

Giancarlo Fabbri

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