“Lungo il Savena… di chiesa in chiesa”

A Marchesini 04 Ravaglia

Da sinistra: Marchesini, don Facchini, monsignor Zuppi e Ravaglia

Valle del Savena (Appennino bolognese)

Se don Orfeo Facchini fosse nato nella bassa, a San Pietro in Casale per fare un esempio, non avrebbe mai dato alla luce il suo ponderoso volume a titolo “Lungo il Savena … di chiesa in chiesa”. Un libro di 648 pagine dove il testo contende gradevolmente lo spazio alle tantissime foto a colori, a quelle d’epoca, a disegni, a incisioni e a cronotassi con alcuni di questi risalenti al Rinascimento. Opera edita dal Gruppo di studi storici Savena Setta e Sambro che da oltre 25 anni pubblica libri sulla storia del territorio e, soprattutto, anche l’omonima rivista semestrale “Savena Setta Sambro”. Se non trovate il volume in libreria rivolgetevi all’autore: 051.744026; orfeof47@gmail.com.

Volume che è stato presentato a Bologna nella biblioteca del convento di San Domenico con l’arcivescovo monsignor Matteo Maria Zuppi, di Mario Fanti vicepresidente della Deputazione di storia patria delle province di Romagna, Daniele Ravaglia presidente del Gruppo di studi nonché direttore generale di Emil Banca, l’autore: «dire che sono confuso e frastornato è dir poco dopo aver sentito le parole del vescovo e, soprattutto, di Fanti che di storia lui se ne intende». Infine l’intervento di Maurizio Marchesini presidente di Marchesini Group, che da sempre sostiene l’opera di ricerca storica del sacerdote, e di dirigenti di altre aziende sponsor dell’opera editoriale, come Emil Banca e Segafredo Zanetti, che ha ottenuto anche il patrocinio dei comuni di Loiano, Monghidoro, Monzuno, Pianoro e San Benedetto Val di Sambro. Del libro, frutto di sette anni di ricerche, come in quasi tutti quelli dati alle stampe da don Orfeo, ne è coautrice Imelde Bentivogli che però in questa occasione non ha voluto figurare.

Precisiamo però che quelle 648 pagine non sono un mero elenco delle chiese minori dell’alta Valle del Savena e le vicissitudini degli edifici religiosi, del loro patrimonio artistico e culturale, delle difficoltà dei parroci di montagna ma anche, o soprattutto, di storia locale. La storia di quei piccoli borghi, dei quali non si è mai interessato nessuno, dove anche in tempi recenti la gente si è stretta attorno alla propria chiesa facendola rivivere in occasione della festa del patrono: Anconella, Bibulano, Castel dell’Alpi, Cedrecchia, Fradusto, Lognola, Madonna dei Fornelli, Roncastaldo, Sant’Andrea, Scascoli, Stiolo, Trasasso, Valgattara, Vergiano, Villa di Cedrecchia e Zaccanesca.

Non è un caso che don Facchini se ne sia interessato sentendo qui le sue radici essendo nato a Monzuno il 24 marzo del 1947. Dopo gli studi in Seminario è stato ordinato presbitero, a Bologna il 7 settembre 1974, dal cardinale Antonio Poma. I suoi primi impegni sono stati di cappellano a Santa Lucia di Casalecchio, poi in San Domenico Savio e infine in Santa Caterina di via Saragozza. Dal 1977 al 1987 insegna religione nelle medie “Guinizelli” di Bologna. Insediato parroco nel 1987 in Sant’Andrea di Sesto a Rastignano, e rettore in Santa Maria di Zena; dal 2011 è anche arciprete in San Bartolomeo di Musiano. Con Gaetano Marchetti ha pubblicato il libro “Monte delle Formiche” (1990) poi, con Imelde Bentivogli, “Andar per chiese e castelli” (1993), “Andar per santuari” (1995) e infine, dopo 22 anni, questo “Lungo il Savena… di chiesa in chiesa” monumento alla storia locale.

In occasione della presentazione nella biblioteca dei domenicani i 160 posti a sedere si sono dimostrati insufficienti ad accogliere i tanti intervenuti. Come ha precisato Ravaglia «siamo qui per una festa con la presenza del nostro arcivescovo per presentare un lavoro destinato a chi viene dopo di noi. E probabilmente questa resterà l’opera più importante che il Gruppo di studi Savena Setta Sambro ha realizzato come casa editrice. Un edizione straordinaria sostenuta anche da Emil Banca nata in questo territorio come cassa rurale oltre 120 anni fa».

Mario Fanti ha lodato l’opera di Orfeo Facchini chiedendosi «dove possa aver trovato il tempo di realizzare un’opera monumentale che resterà come pietra miliare sulla storia della vallata». Con don Orfeo commosso per le lodi del noto storico bolognese riferendo che tale opera non sarebbe stata possibile senza l’aiuto di Imelde Bentivogli. Con monsignor Zuppi a osservare che il lavoro di don Facchini «non è solo una testimonianza di fede e di religiosità delle genti montane e una storia di chiese, di cui molte purtroppo senza parroco, ma il ricordo di radici e tradizioni. Abbiamo infatti il dovere di mantenere vive queste radici, salde queste pietre e i campanili che mostrano il grande attaccamento delle comunità locali. Grazie quindi a don Orfeo per questa miniera di storie locali raccolte con tanta pazienza, amore e passione in un territorio aspro, e geloso, com’è quello montanaro».

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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