Si può vincere il cancro anche mangiando polenta nella “Sala ‘77”

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San Lazzaro (Bologna)

Per sostenere le attività della coop sociale onlus “Istituto Ramazzini” nella prevenzione dei tumori, delle malattie professionali e ambientali, e nella ricerca scientifica, non prendete impegni per domenica 19 febbraio. Per vincere il cancro e contribuire alla ricerca scientifica è infatti bene, almeno una volta l’anno, assaggiare la calda polenta della solidarietà cucinata dai volontari, dell’Arci di San Lazzaro per la sezione sanlazzarese del Ramazzini. Sezione che ha già aperto le prenotazioni per la “Polenta con noi” che si terrà alle 12 del 19 febbraio nella “Sala 77” dell’Arci di via Bellaria 7. Pranzo, con ricavato destinato al sostegno delle attività del Ramazzini, a 20 euro per gli adulti, a 10 per i bambini dai 5 ai 10 anni di età, quelli fino ai quattro anni di età non pagano, e a 18 euro per l’asporto dalle 12.30.

Il programma prevede alle 12 il benvenuto con prosecco, e antipasto a buffet, seguiti dalla polenta con ragù, costoline e squacquerone, zuppa inglese per dolce, acqua e vino. Possibilità di alternativa, da precisare alla prenotazione, con pasta al ragù invece della polenta. Prenotazione obbligatoria, entro il 15 febbraio, ai numeri: 360-884207 (Giusi); 339-6735923 (Alfea); 338-1154683 (Leda); 339-4948252 (Anna).

Il ricavato della polentata, al netto delle spese, sarà infine devoluto all’Istituto Ramazzini per sostenerne le attività di studio, ricerca, e prevenzione dei tumori e delle malattie ambientali all’insegna del motto: “Prevenire è meglio che curare”. Infatti per la prevenzione dei tumori, ma non solo, l’onlus Ramazzini dispone di due attrezzatissimi poliambulatori di cui uno in via Libia 13/A, a Bologna (051.302252, poliambulatorio@ramazzini.it) diretto dalla dottoressa Angela Guaragna, e l’altro in via Emilia 79, a Ozzano nella “Casa della Salute” (051.790065, centro clinico@ramazzini.it), diretto dal dottor Luciano Bua. In ambedue le strutture del Ramazzini è disponibile un punto prelievi per esami citologici, un ampio ventaglio di visite specialistiche, e attrezzature per la diagnostica per immagini.

Senza dimenticare l’attività dei laboratori del Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni”, nel Castello di Bentivoglio, dove vengono sviluppati progetti finalizzati alla identificazione e quantificazione, su base sperimentale, dei rischi cancerogeni e della tossicità di sostanze, composti, agenti e tecnologie presenti negli ambienti di vita e di lavoro, con risultati riconosciuti e apprezzati a livello mondiale.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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