Da sabato, al museo, si va per le antiche vie carovaniere

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Pianoro (Bologna)

Sabato 19 novembre, alle 16, nella sala eventi del Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini” di Pianoro capoluogo, in via del Gualando 2, si inaugura una mostra fotografica a titolo: “Sahara. Sulle antiche vie carovaniere”. Mostra sulle grandi migrazioni africane, nata da un’idea di Giuseppe (Pino) Rivalta e Roberto (Robby) Vitali, che richiama nomi mitici del grande continente nero come Agadez, Bilma, Gao, Ghadames, Tamanrasset e Timbuctu. L’esposizione racconta le esperienze di una decina di intrepidi fotografi viaggiatori.

Come spiega Vitali «ai migranti in cerca di speranza nell’Europa si accostano “nomadi” europei bisognosi di un sogno. Timbuctu, Gao, il fiume Niger. Gli antichi possedimenti dei Dogon. L’impero del Ghana. E poi Tamarasset, le montagne dell’Hoggar. Gli ultimi nomadi Tuareg che resistono. D’Janet. La Fort Charlet dei francesi. Le pitture rupestri del Tassili. Ancor di più a est. Gli oceani di sabbia e di dune del Tenerè: il deserto dei deserti. I massicci del Tibesti e dell’Air. L’immensità dell’ Acacus libico. E poi – evoca ancora Robby Vitali – le sabbiose coste dell’Africa mediterranea. Un susseguirsi di dominazioni. Greca, romana, vandala, bizantina. Araba. Poi spagnola, turca e francese. Il Maghreb e il Sahel, da sempre crocevia di commerci e di battaglie tribali. Fino al “dio” petrolio. Un avanzare continuo e incessante di carovane di cammelli prima, e di camion poi. E di navi ora. Cariche questa volta di potenti Toyota pickup militarizzate, dominatrici incontrastate di quei territori. Sulle tracce di queste antiche vie carovaniere, si perpetrano oggi i più redditizi traffici di esseri umani. E noi, moderni cavalieri dell’avventura; senza macchia e paura, pensando di percorrere le stesse carovaniere di allora, volgendo lo sguardo troppo spesso solo su di noi e la nostra macchina fotografica, incuranti, il più delle volte – conclude lo storico pianorese –, di una realtà di antico e perenne sfruttamento».

La mostra sarà visitabile gratuitamente, fino a domenica 11 dicembre, il sabato e la domenica dalle 15 alle 18. Per informazioni: 051.776927 (Museo); 051.6529105 (Comune); info@museodiartiemestieri.it; www.museodiartiemestieri.it; facebook.com/museodiartiemestieri.

Giancarlo Fabbri

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