Con Crew For Africa un ponte solidale da Bologna a Gibuti

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La scuola “Miriam” che emerge dalla baraccopoli di Balbalà

San Lazzaro (Bologna)

Lunedì 7 novembre il Centro Europa Uno di via Emilia 297, a San Lazzaro, ospiterà dalle 18 un incontro di cooperazione internazionale a titolo: “Da Bologna a Gibuti: un ponte di solidarietà verso i rifugiati del Corno d’Africa”. Incontro organizzato per consentire la partenza verso Gibuti di attrezzature, abbigliamento sportivo e altro a favore degli studenti della scuola primaria “Miriam”. Prenderanno parte all’appuntamento, coordinato da Fausto Cuoghi, l’onorevole Bruno Molea, presidente internazionale Csit e Aics, dirigenti dell’onlus Crew For Africa, del Centro Europa Uno, del comitato provinciale dell’Aics e rappresentanti istituzionali della Regione Emilia-Romagna e delle amministrazioni comunali di Monterenzio e San Lazzaro.

Per l’occasione, a cura di volontari della Polisportiva Paolo Poggi Aics, è stata anche allestita una mostra fotografica che documenta la realizzazione in muratura della scuola “Miriam”, prima ospitata in una baracca di lamiera, grazie ai contributi in materiali e denaro donati nelle varie azioni congiunte a sostegno dell’onlus Crew For Africa.

Gibuti? Molti non sanno nemmeno dove sia dato che è un piccolo arido staterello di oltre 900mila abitanti, sulle rive del Mar Rosso incuneato tra Eritrea, Etiopia, Somalia e Somaliland. Gran parte della popolazione, circa 300mila persone, vive – se così si può dire – nella baraccopoli di Balbalà senza acquedotti e fognature. Eppure anche in questo piccolo lembo di terra africana c’è un ospedale italiano.

E proprio grazie al volontariato italiano a Balbalà, alla fine dell’anno scorso, è stata inaugurata la scuola “Miriam”, in muratura su due piani completa di arredi, costruita grazie alla solidarietà di associazioni di Monterenzio (Crew For Africa onlus) e San Lazzaro (Centro Europa Uno e Polisportiva Paolo Poggi Aics). Associazioni che anni fa si erano impegnate per dare una vera scuola alla baraccopoli sostituendo quella di lamiere roventi e compensato, senza servizi igienici.

L’interesse verso la drammatica situazione di Gibuti, e Balbalà, è nato nel 2007 dalla volontà di piloti, hostess e steward italiani, di costituire l’onlus Crew For Africa (equipaggio per l’Africa, in inglese). A loro, nel 2009, si sono poi aggregati infermieri del 118, e altri volontari, attivando una collaborazione con l’ospedale italiano che dal 1985 opera nella baraccopoli. La collaborazione si è infine estesa al locale Ministero della Sanità, alla scuola “Miriam”, col sostegno del Centro Europa Uno e della Polisportiva Paolo Poggi Aics, per aiutare Gibuti a combattere la malnutrizione infantile, le difficili condizioni igieniche e sanitarie, e l’analfabetismo. Per informazioni e contributi: Crew For Africa Onlus via Canovetta 3/6 – 40050 Monterenzio (Bologna); 349-2636250; http://www.crewforafrica.org; info@crewforafrica.org.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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