In un libro l’arte di Luciano Nenzioni

Nenzioni 05 Libro

Bologna – Imola

In occasione del centenario della nascita di Luciano Nenzioni nella galleria d’arte Fondantico di Tiziana Sassòli, in via de’ Pepoli 6/e a Bologna, è in corso un’interessante mostra retroprospettiva dell’artista bolognese, curata dal poeta e critico d’arte Gian Ruggero Manzoni, a titolo “Luciano Nenzioni. L’oltre, la solitudine, l’elevazione”. Esposizione di opere pittoriche e scultoree che resterà aperta, fino al prossimo 12 marzo, tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. In occasione della mostra è disponibile il libro “Luciano Nenzioni”, pubblicato dalle Edizioni del Bradipo, di Lugo, con testi critici di Gian Ruggero Manzoni e immagini a colori di molte opere dell’artista.
Luciano Nenzioni, nato a Bologna nel 1916 e deceduto a Imola nel 2007, abitava a Falgheto di Montecalvo, in Comune di Pianoro, dove aveva il suo studio di artista: pittore d’estate, scultore d’inverno.
Di carattere schivo e riservato, fu studente nella Facoltà di Scienze Naturali e docente in scienze biologiche allo Scarabelli di Imola. Chiamato alle armi, come ufficiale di cavalleria, dovette interrompere gli studi a Bologna e anche l’insegnamento. Una guerra che lo aveva visto per due anni prigioniero, in un lager tedesco, dove fu liberato dagli americani. Al rientro in patria fu indotto dalle mutate condizioni familiari, e personali, ad accettare un lavoro nel pubblico impiego e ad abitare a San Lazzaro poi, nel 1968, a Montecalvo dove Luciano Nenzioni fu sempre impegnato alla costante ricerca estetica, alla stilizzazione della natura, sino ad arrivare al suo estremo simbolismo.
La sua attività artistica ebbe inizio negli anni cinquanta, con una personale ricerca di sintesi attraverso scomposizioni e ricomposizioni della figura umana e della natura. Negli anni sessanta si avvicina al cemento, usato dapprima come supporto pittorico, poi per le sculture che assumono caratteristiche arcane e primitive. Le principali fonti di ispirazione che hanno guidato l’artista bolognese sono state i soggetti religiosi, il mondo medievale e le antiche civiltà raffigurate in sapienti geometrie e tenui colorazioni. Il suo nome è infine legato alla Via Crucis di Monte Sole a ricordo dell’eccidio nazista di Marzabotto.
Chi è interessato al libro può rivolgersi al figlio Maurizio che risponde ai numeri: 0542.680213 e 339-6271159; mail: elemodelli@gmail.com.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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