Nuovo appello per il cippo a ricordo di Ugo Mezzini

Nella foto la commemorazione del 19 marzo 2005

Nella foto la commemorazione del 19 marzo 2005

San Lazzaro (Bologna)

Già dieci anni fa, nel marzo del 2005, i socialisti sanlazzaresi avevano lanciato un appello a tutela del cippo a ricordo di Ugo Mezzini, ucciso dalle camice nere il 19 marzo del 1922, posto a Idice nel dopoguerra a poca distanza dall’omonimo torrente, in stato di degrado. A due lustri da allora ci riprova Francesco Storani, che fu anche consigliere comunale e assessore nei primi anni ‘80, che in questi giorni ha scritto al sindaco Isabella Conti proponendo lo spostamento del piccolo monumento in un luogo più idoneo.
Come ricorda Storani, nella sua lettera, il cippo si trova a lato della via Emilia accanto al capo sud-est del ponte sull’Idice; spazio occupato anche da una stazione di servizio con autolavaggio. Una coabitazione che, scrive Storani, «nonostante l’attenzione da parte dei gestori dell’autolavaggio, non è adeguato come la solennità e il rispetto che il monumento stesso richiede. Mi permetto di suggerire, e non sarò il solo – precisa il sanlazzarese –, di trasferire il monumento nell’altro lato della via Emilia, prima del ponte, all’interno del parco pubblico dove si trova l’ex centro civico poi centro giovanile. Credo che la nuova collocazione non richieda un grande impegno finanziario, vista la semplicità del monumento. Potrebbero essere coinvolti direttamente i cittadini e ridare così dignità a questo monumento per mantenere sempre vivo il ricordo di Ugo Mezzini – conclude Francesco Storani – e dei tanti tragici eventi che la storia ci ha raccontato e ci rammenta».
Dieci anni fa, dopo una necessaria sistemazione e pulizia del cippo, a cura dei socialisti sanlazzaresi su iniziativa del segretario locale Mauro Ottavi, ci fu una deposizione di fiori al piccolo monumento, con la partecipazione dell’allora sindaco Marco Macciantelli, e si auspica che la richiesta di Storani possa essere accolta.
Nativo di San Lazzaro, ex combattente nella prima guerra mondiale ed ex prigioniero degli austriaci, per la sua attività politica e sindacale all’interno del Partito socialista, Ugo Mezzini fu più volte minacciato dai fascisti che per intimidirlo gli spararono contro alcuni colpi di rivoltella, andati a vuoto. Ma non andarono a vuoto quando le camicie nere gli tesero un agguato, il 19 marzo 1922, nei pressi di Idice. Per il suo omicidio furono arrestati quattro fascisti poi tutti assolti.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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