Paesaggio e territorio, se ne parla al Museo “Lazzarini”

Salviamo 01 Paesaggio

Pianoro (Bologna)

“Salviamo il paesaggio” è il tema di un incontro a ingresso libero e gratuito che si terrà dalle 16.45 di domenica 1 marzo nella sala convegni al primo piano del Museo di Arti e Mestieri di via del Gualando 2 a Pianoro. Incontro, precisano gli organizzatori, rivolto alla difesa del nostro bene comune più prezioso e bello: il territorio inteso come l’intreccio armonioso di natura, storia e tradizioni, capace di caratterizzare una comunità che voglia considerarsi sostenibile.
Per l’occasione ci sarà la proiezione del documentario “Il suolo minacciato” di Nicola Dall’Olio, presentato per la prima volta nel 2010 a Parma dal Wwf. Dall’Olio, esperto dei rapporti tra agricoltura e ambiente, per la direzione generale della Commissione Europea ha curato l’edizione italiana delle: “Linee guida comunitarie per il contenimento del consumo di suolo.
Al termine della proiezione ci sarà un intervento di Alberto Minelli – docente di Paesaggistica, parchi e giardini, della Scuola di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna – su: “Il paesaggio: comprenderlo per conservarlo” e di Gabriele Bollini – docente di Pianificazione territoriale e Valutazione ambientale integrata, del Dipartimento di Ingegneria, nell’Università di Modena e Reggio Emilia; referente locale del Forum Italiano – su: “Difendiamo i territori: stop al consumo di suolo”. Il pomeriggio ambientale si concluderà con un buffet tutto naturale e autoprodotto offerto dagli organizzatori.
L’incontro ambientale pianorese è infatti organizzato dalle associazioni: Salviamo il Paesaggio, Coltivare Benessere e Pianoro in Transizione con l’adesione delle associazioni: Ortogiardino Condiviso Pianoro, Le Botteghe di Botteghino, Amici di Tamara e Davide, Lipu, Cuore di Pietra, Associazione Parco Museale Val di Zena e Wwf.
«Negli ultimi anni nella pianura padana – riferiva Dall’Olio nella presentazione del documentario filmato – si sono perduti migliaia di ettari di suolo agricolo a opera di una dilagante espansione urbana e infrastrutturale. Dal Monviso alla laguna veneta è un continuo aprire cantieri per la costruzione di nuove strade, parcheggi, capannoni, cittadelle commerciali, saloni espositivi, multisale. Gli antichi centri urbani, un tempo separati e circondati dalla campagna, sembrano ormai destinati a saldarsi in un’unica, grigia, immensa periferia senza contorni ed identità, un’informe megalopoli che si sta mangiando il proprio cuore agricolo e, purtroppo, anche quel che resta del nostro paesaggio rurale che un tempo incantava i viaggiatori d’oltralpe».

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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