Anche il capitano “Tom” è passato sull’altra sponda

Sasdelli 05 Sergio

San Lazzaro (Bologna)

Dopo una lunga malattia anche il “capitano Tom”, comandante del battaglione di combattenti partigiani “Andreoli” è passato sull’altra sponda a 88 anni di età. Alle 10.30 di domani, sabato 21 febbraio 2015, le esequie nel cimitero comunale di San Lazzaro, sulla via Emilia tra La Cicogna e Idice, con la partecipazione di tanti amici.
Il capitano partigiano “Tom”, con il grado riconosciutogli anche dalle autorità militari italiane e alleate all’indomani dell’armistizio e dopo la liberazione, era Sergio Sasdelli, un personaggio quasi mitico per la Città di San Lazzaro. Dopo la liberazione fu inizialmente l’unico vigile urbano del Comune poi comandante della polizia municipale di San Lazzaro fino al pensionamento dopo 43 anni di servizio. Già presidente per molti decenni della sezione Anpi, di San Lazzaro, è stato tra i promotori della concessione all’iscrizione all’associazione partigiana anche a chi non ha fatto la Resistenza e con diritto di voto. «In questo modo – mi diceva Sasdelli anni fa – l’Anpi ci sarà anche dopo di noi. Con il congresso nazionale, nel 2006 a Chianciano sono state concesse le iscrizioni a pieno diritto mentre nel passato, invece, venivano iscritti anche giovani e non combattenti come “antifascisti” ma senza diritto di voto nelle assemblee congressuali. Antifascisti che dovranno continuare la nostra attività che contempla anche il supporto alle celebrazioni civili e, soprattutto, di testimonianza affinché quelle atrocità contro cui abbiamo combattuto non abbiano mai più seguito».
Sergio Sasdelli, figlio di Giuseppe e di Maria Tattini, era nato il 12 gennaio 1927 a Castel San Pietro. Operaio, licenza elementare, dal 1943 è residente nel Comune di Lazzaro di Savena e già nel gennaio del 1944 iniziò l’attività clandestina nella resistenza diffondendo stampa antifascista e svolgendo funzioni di staffetta. Il primo gruppo spontaneo combattente fu costituito a Idice da Sergio Sasdelli assieme a Renato Benfenati, Giuseppe Varani, Guido Romagnoli, Guido Muzzi, e altri operai, iniziando azioni di disarmo e sabotaggio. Militò poi nella 4^ brigata “Venturoli Garibaldi”, dove, nell’agosto del 1944 divenne comandante di compagnia e, nel gennaio del 1945, assunse il comando del brigata “Andreoli”. Il capitano “Tom” rimase ferito nel corso di un’azione di sabotaggio al ponte della via Emilia sull’Idice.
Un uomo, che non sarà dimenticato vissuto con gli ideali della democrazia rispettando, e facendo rispettare, le regole civili, e le leggi.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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