Il 12 febbraio, all’Arcipelago, un Cappuccetto Rosso … per adulti

Cappuccetto 02 Rosso

Pianoro (Bologna)

A carnevale ogni scherzo vale. Anche il mettere in scena riletture di fiabe per bambini in versioni molto più piccanti, ma non peccaminose, giusto per ridere un po’. Infatti alle 21 di giovedì 12 febbraio il sipario della sala teatro Arcipelago di Pianoro, in viale della Resistenza 201, si aprirà su una versione speciale di una fiaba, la cui origine si perde nel tempo antico, trascritta e pubblicata dai fratelli Grimm nel 1857.
Un po’ sul serio, e molto di più per divertirsi, la compagnia ‘Meglio Tardi Che Mai’, gruppo teatrale della Proloco Pianoro, mette in scena lo spettacolo “Cappuccetto Rosso? C’era una volta …” come fiaba per adulti da un’idea di Jone Brisinello che ne ha curato anche la regia. Una compagine amatoriale di ragazzi dai 60 agli 80 anni di età, con una gran voglia di divertirsi e di divertire in quella che è la loro prima esperienza sul palcoscenico. Sono tutti “dilettanti allo sbaraglio” che ce la metteranno tutta per strappare al pubblico, si spera folto (neve permettendo), risate e applausi. Ingresso a 5 euro per coprire le spese.
In questa versione della favola la Nonna non sarà precisamente quella che uno si aspetta perché dirà, senza remore, pudori, scrupoli e timori com’è stata la sua vita. Anche il Lupo sarà un po’ speciale, licantropo strano che da anni segue un menù vegetariano; mentre Cappuccetto vede il suo ruolo di gaia nipotina una seccatura imposta e non vede l’ora di infrangere tutte le regole anche quelle del buon costume. Come andrà a finire una fiaba del genere o, meglio, degenere?
Gli interpreti sono, in ordine alfabetico: Carmen Cassanelli, Vittorina Feletti, Gabriele Ghelfi, Fiorenza Giorgis, Gian Paolo Missio, Stefano Montevecchi e Paolo Picotti. Testi e sceneggiatura di Jone Brisinello con collaborazioni di Stefano Montevecchi; scenografie di Luigino Vignolo; costumi di Vittorina Feletti; musiche di Jone Brisinello; fonico Maria Cristina Giovannini e luci di Leo Valentinuzzi.
A carnevale ogni scherzo vale anche quello di salire sul palcoscenico per mettersi alla prova rompendo la monotonia della vita quotidiana cogliendo l’esistenza a Pianoro di un vero teatro. E se qualche moralista si scandalizza di un Cappuccetto Rosso per adulti gli si dica che non c’è nulla di più spaventoso, erotico e peccaminoso di una fiaba. Provate a leggerne qualcuna con altri occhi, e su altri livelli.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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