Luigi ed Enrico Fantini saranno ancora insieme

A Mostra 01 Enrico

Ozzano (Bologna)

«Questa che si apre oggi qui a Ozzano è l’ultima tappa della mostra itinerante “Ricercaro Appenninico”, dedicata a Luigi Fantini, e due piani più su si apre la prima mostra dedicata al nipote, Enrico Fantini, scomparso un anno fa. Ma non saranno le ultime occasioni di rendere onore ai due Fantini, zio e nipote, che in vari modi hanno amato e fatto conoscere la storia e la natura di queste terre».
Parole del sindaco di Ozzano, Luca Lelli, poi ribadite dall’assessore alla cultura Marika Cavina e da Roberto Carboni responsabile dei servizi culturali comunali all’inaugurazione, il 18 ottobre, delle mostre “Ricercaro Appenninico” – già esposta negli altri comuni del Distretto sanlazzarese – e quella nuova: “Enrico Fantini arte come documento”. Inaugurazione molto affollata che ha confermato il grande interesse culturale per questa iniziativa – organizzata per la prima volta col coinvolgimento di tutti i comuni del Distretto a ricordo di Luigi – che nella sua tappa finale ozzanese ha reso onore anche al nipote.
Nel Palazzo della Cultura di piazza Allende la mostra dedicata a Luigi resterà aperta nella sala “Città di Claterna fino al 16 novembre, invece quella dedicata al nipote Enrico fino al 2 novembre nella sala “Giorgio Grandi” al secondo piano. Gli orari di visita delle due esposizioni sono gli stessi: dalle 15 alle 17 dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 il sabato e dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 la domenica e nei festivi.
A rendere onore a Luigi, nato nel 1895, esploratore appassionato del territorio come autodidatta naturalista, fotografo, speleologo, geologo, paletnologo, archeologo, storico e scrittore; e a Enrico, grafico, artista, incisore, acquerellista, i commenti di Gabriele Nenzioni direttore del Museo della Preistoria “Donini” di San Lazzaro e dello speleologo, viaggiatore, esploratore, e biologo Giuseppe (Pino) Rivalta. Uno dei nipoti di Enrico ha invece presentato una carrellata fotografica sulla vita dell’artista, virtuoso dell’incisione, autore di tante acqueforti, acquetinte e puntasecca che stampava con il suo torchio a stella. Infine l’inaugurazione della mostra dedicata ad Enrico con esposti numerosi disegni, dipinti, acquerelli, stampe e attrezzi del mestiere.
Luigi ed Enrico sono tornati di nuovo insieme, dopo le collaborazioni sui due volumi “Antichi Edifici della Montagna Bolognese”, per volontà degli amici di Enrico, scomparso il 9 ottobre 2013 lasciando un grande patrimonio artistico, storico e culturale. A un anno dalla morte nella sua casa di Osteria Grande tutto è come allora: il torchio a stella, le lastre incise e da incidere, le vasche per gli acidi, le stampe e gli acquerelli apprezzati da tanti collezionisti. Patrimonio che gli amici sperano di salvare dalla dispersione legandolo a una Fondazione a suo nome che poi lo renda infine fruibile a scopi culturali. Infatti, come ha detto il sindaco Lelli: «Ci occuperemo ancora di loro due».

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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