“Boletus in bulatta” insegna a conoscere i funghi, e come trovarli

Funghi 02 Porcini

Pianoro (Bologna)

Nato un anno fa, come costola della Proloco Pianoro, il gruppo micologico pianorese “Boletus in bulàtta” ha già raccolto un buon numero di appassionati e organizzato iniziative gratuite informative, culturali e didattiche; anche direttamente sul campo. Come il prossimo appuntamento del 28 settembre per un’uscita didattica, a Monghidoro, con mezzi propri e pranzo al sacco. Un modo per passare una giornata all’aria aperta in compagnia per imparare a conoscere i funghi, come trovarli, e fare nuovi amici che hanno la stessa passione. Il 19 ottobre ci sarà di nuovo la concreta collaborazione dei fungaioli locali con l’associazione micologica “I Fonzaru” per l’allestimento e la gestione della mostra micologica in occasione della Tartufesta pianorese.
Il calendario del gruppo di Pianoro prevede per tutti i lunedì dei mesi di ottobre e novembre incontri serali, con inizio alle 21, per esaminare i funghi dal vivo a servizio anche di chi non li conosce o che è incerto nella sua identificazione e commestibilità. Incontri che si terranno sempre a ingresso libero nella sede della Proloco Pianoro in viale della Resistenza 201. Sempre in sede in dicembre, e nel gennaio 2015, si terranno due lezioni con proiezione di immagini, relative al mondo dei funghi, commestibili e non, realizzate dai soci del gruppo.
Il gruppo “Boletus in bulatta” si riunisce periodicamente presso la Proloco per approfondire la conoscenza dei funghi e prepara varie iniziative per i soci. Andar per funghi oltre ad aggiungere sapori alla tavola consente di passare qualche ora all’aria aperta con una salutare attività fisica lontani dallo smog delle città. Per ulteriori informazioni e adesioni: 333-5294434 (Fortunato); 051.776091 (Luciano).
Il nome del gruppo deriva da un gioco di parole tra “boletus”, nome scientifico dell’apprezzata specie di funghi commestibili, e “bulatta”. Infatti nel dialetto bolognese “eser in bulatta”, o “eser un boleteri”, vuol dire “essere in bolletta”, senza soldi. Termine che deriva dalla bolletta rilasciata dal Monte di Pietà a chi impegnava oggetti di valore. Un “boleteri” era quindi colui che non aveva soldi ma bollette perché aveva impegnato altrettanti oggetti per ricevere in cambio danaro. Ma, per estensione, può dirsi di essere “in bulatta”, o “un boleteri”, anche un appassionato cercatore di profumati e saporiti boleti… o porcini.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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