Nuovo pilastrino votivo a Ciagnano

Nelle due immagini la formella in ceramica e lo scultore Giorgio Lenzi

Nelle due immagini la formella in ceramica e lo scultore Giorgio Lenzi

Ozzano (Bologna)

Alle 18.30 di mercoledì 6 agosto a Ciagnano, località posta sui colli ozzanesi raggiungibile dalla via Emilia per le vie Sant’Andrea e del Pino, s’inaugura un pilastrino posto nella cinta muraria del cimitero della frazione di fronte all’ex chiesa dedicata a San Donato. Pilastrino nel quale è stata posta una formella in ceramica, raffigurante la beata Lucia da Settefonti qui vissuta nel XII secolo in odore di santità.
Monaca che come badessa resse l’antico convento camaldolese che prima della distruzione, per crolli successivi a causa dell’instabilità del terreno argilloso, sorgeva a poca distanza da Ciagnano. Alla cerimonia di inaugurazione saranno presenti, oltre all’autore del bassorilievo Giorgio Lenzi scultore e architetto pianorese, monsignor Giuseppe Lanzoni che benedirà l’immagine sacra, l’assessore alla cultura Marika Cavina, soci e amici dell’associazione culturale “Insieme per … ” presieduta dallo scrittore ozzanese Claudio Lenzi.
E’ infatti l’associazione culturale locale a promuovere, e a eseguire, il restauro e il recupero delle stele votive sparse nel territorio ozzanese che rappresentano un patrimonio della storia e della cultura delle varie località oltre che una testimonianza della religiosità popolare. Maestà, o pilastrini, spesso eretti a seguito di eventi ritenuti miracolosi, per ex voto, o a protezione, dal maligno, di ville sparse e poderi agricoli. Tra i pilastrini già restaurati dal sodalizio culturale si annoverano quelli della chiesa di Santa Maria di Settefonti con immagine di Giorgio Lenzi, di via dei Billi a Tolara con formella di Claudio Lenzi, e della Castaldina alla Quaderna che ha mantenuto l’immagine d’epoca. Tornando a Ciagnano, sperando nel bel tempo, dopo l’inaugurazione dell’immagine ci sarà una messa nella chiesa di Ciagnano poi, alle 20, l’inaugurazione della vicina azienda agrituristica “La Palazzina”.
La storia della beata Lucia da Settefonti, badessa del monastero di Santa Cristina dal 1142 al 1158, si mescola un po’ con una leggenda che la vede, prima di prendere il velo, corteggiata da Rolando giovane nobile bolognese, che continuò ad amarla anche quando essa decise di dedicarsi alla vita monacale. Infatti il giovane si recava a cavallo tra i calanchi, oggi chiamati appunto “dell’Abbadessa”, per vedere l’amata che alla messa si affacciava a una piccola finestra. La suora notò l’interesse del cavaliere e, da allora, evitò di mostrarsi. Il nobile colto da sconforto partì per la Terrasanta dove fu ferito e fatto prigioniero.
Alla morte della beata il giovane l’ebbe in visione e si ritrovò libero a Settefonti accanto alla tomba di quella che veniva già chiamata Beata Lucia. Qui gli furono tolti i ceppi che lo imprigionavano, ora custoditi nella vicina chiesa di Sant’Andrea assieme alle reliquie della monaca, poi del giovane nobile bolognese non si seppe più nulla.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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