La rassegnazione è una pessima consigliera

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L’A14 a Ozzano con un rientro estivo domenicale, a destra manca ancora la Complanare nord 

Provincia bolognese 

A pochi giorni dalle amministrative in tanti comuni della provincia bolognese emerge un dato preoccupante: c’è troppa rassegnazione; non ci si incazza più come una volta con gente che invece rimette in discussione scelte fatte e opere iniziate trent’anni fa da completare. Per citarne alcune il servizio ferroviario metropolitano (Sfm), il Nodo di Rastignano, la Trasversale di Pianura, la Lungosavena completa del terzo lotto e del secondo bis, la Complanare all’A14, eccetera.
Infatti non mi sembra che la stampa abbia dato risalto ad altisonanti dichiarazioni di candidati, e ricandidati, disposti ad impegnarsi a far si che tali opere vengano concluse rendendo inutili altre opere molto più impattanti sul territorio come il contestato Passante Nord. Tutti hanno mantenuto un livello basso facendo capire che ci deve sempre pensare qualcun altro: la Provincia (in chiusura), la Regione, lo Stato.
Con però alcuni amministratori comunali che negli anni scorsi erano stati promossi o eletti in Provincia, in Regione o in Parlamento, che se ne sono completamente dimenticati. Ricordo due eccezioni riguardo alla Complanare con i consiglieri provinciali Valter Conti (già sindaco di Ozzano) e Renato Ballotta (ex assessore ai lavori pubblici a San Lazzaro) che avevano sollecitato la Provincia a prendere posizione nei confronti di Anas e Società Autostrade con mozioni e interrogazioni. O come Mauro Sorbi, pure lui consigliere provinciale, che pur essendo di Crespellano si è impegnato per anni per la Lungosavena che è una strada a prevalente servizio di Bologna, Castenaso e Granarolo.
Possibile che la gente sia veramente così rassegnata? E’ mai possibile, poi, che non ci siano più gli amministratori con le palle come una volta? Qualcuno forse ricorda che il primo lotto della Lungosavena, dalla Tangenziale alla rotatoria Sabadino degli Arienti (nei pressi dell’ex Novotel di Villanova), fu realizzato nel lontano 1995 (19 anni fa). E soltanto perché l’allora sindaco di Castenaso, Claudio Marchi, s’impose nei confronti di un colosso della grande distribuzione: «Il CentroNova aprirà i battenti soltanto se sarà fatta quella strada». Forse erano altri tempi; ma probabilmente c’erano anche altri uomini.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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