Mostra d’arte ne “La Scuola” di Marano

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Castenaso (Bologna) 

A Marano di Castenaso, nel centro culturale comunale “La Scuola”, in via della Pieve 35, prosegue fino al 25 maggio la mostra “Castenaso in Arte con opere di Orazio Grillini, Mauro Dal Pozzo, Antonio Chiaroni e Lorenzo Tancini. Quattro artisti, altrettanti modi di esprimere la loro creatività, con in comune il legame con Castenaso. La mostra è chiusa il lunedì e il venerdì e aperta gli altri giorni dalle 15 alle 18.
Le creazioni di Orazio Grillini nacquero per gioco, come passatempo, per poi assumere col tempo e la passione una forma più artistica e come ogni autodidatta si esprime senza regole fisse, le tecniche miste che utilizza, spesso contemporaneamente riflettono il suo variegato universo creativo. Prima era il legno il principale protagonista delle creazioni ma più di recente ha approfondito la ricerca della materia utilizzando e valorizzando anche oggetti di riciclo e di recupero.
I colori di Mauro Dal Pozzo hanno origine, come la sua improvvisa passione e avventura nel mondo della pittura, nel 1991 dopo un sogno. L’artista inizialmente rivolge l’attenzione ai colori della natura per poi approdare a un nuovo filone, che si richiama, per l’uso del colore e delle forme, al post-impressionismo. Mantenendo fede alla natura e ai luoghi esaltati dai colori, portando alla luce più l’espressione delle cose che la loro forma, riesce a mettersi in comunicazione con lo spettatore, che a sua volta resta catalizzato da tali atmosfere.
Riguardo alle sculture di Antonio Chiarioni il suo materiale preferito è l’acciaio, simbolo di potenza, di forza e di tecnica. Ma nell’acciaio lavorato da Chiarioni nascono i mestieri dell’uomo impreziositi dai suggestivi riflessi di colore dati dalla carezza della fiamma. E sempre l’uomo ritorna nel ricordo, nella costante di captare l’indefinito e il definito attraverso i lunghi travagli della fantasia.
I paesaggi di Lorenzo Tancini hanno origine o dalle prospettive piatte della bassa alle balze improvvise dei calanchi. Linee che seguono i contorni dei gessi, si adagiano sui declivi delle colline, nella ricerca di una pace creata dalla rimozione sistematica della figura umana, con casolari disabitati e campi arati da mani invisibili. Campi e colline che occupano lo spazio, con verdi, gialli e colori terrosi si mescolano e si fondono relegando il cielo in strisce di luce e riflessi. Da vedere.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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