Un “Nodo” con la sindrome “Nimby”

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Nella foto una delle tante discussioni sullo svincolo di Rastignano

Bologna-Pianoro-San Lazzaro

La sindrome Nimby spesso ritorna ottenendo complicazioni a dir poco paradossali. Con Nimby (acronimo dall’inglese Not In My Back Yard: “non nel mio cortile”) si intende una contrarietà a opere di interesse pubblico che procurano, a sé, effetti negativi o, comunque, fastidiosi.
Il paradossale è che il 9 maggio un quotidiano locale ha pubblicato un pezzo relativo al cosiddetto “Nodo di Rastignano” titolando: «Per alleggerire il traffico basta lo svincolo». Evidentemente il titolista non aveva letto il pezzo perché poche righe sotto l’articolo inizia con un: «Utilizzare i fondi destinati allo svincolo di Rastignano per migliorare la viabilità di strade già esistenti evitando una costruzione inutile che per anni rimarrebbe inutile». E’ la proposta di un gruppo di residenti di via Maria Teresa di Calcutta di San Lazzaro fortemente sostenuta da Legambiente. Sennonché la via citata non è intitolata a un’ipotetica Maria Teresa ma a Madre Teresa (la monaca albanese Agnes Gonxha Bojaxhiu (1910-1997)). E quindi non si capisce bene se vogliono lo svincolo o no; e, soprattutto se conoscono Rastignano e il territorio.
Questi residenti chiedono che venga migliorata la viabilità esistente e si scrive, testualmente, «la nuova proposta, infatti, vorrebbe utilizzare una parte dei fondi messi a disposizione per incentivare la viabilità sulle strade esistenti nel Comune di Pianoro collegandole a via Madre Teresa di Calcutta». In pratica si propone che il paventato disagio alla propria salute venga scaricato sugli abitanti della frazione pianorese che da oltre trent’anni chiede di poter respirare aria più pulita.
Ma poi non si spiega quali siano le “strade esistenti da adeguare al traffico pesante”. Via Buozzi verso Bologna? Le vie Buozzi, Madonna dei Boschi, Montecalvo e Ca’ Bianca verso San Lazzaro? Le vie interne alla frazione nell’area est alla ferrovia “Direttissima” Bologna-Prato-Firenze: Marzabotto (sottopasso ferroviario di tre metri di altezza), del Cappello e Valleverde? Vi immaginate corriere, autobus, tir e autoarticolati passare per quelle vie? Non scriviamo cavolate.
Anche con la realizzazione del primo lotto da 27 milioni di euro già disponibili, per un tratto funzionale dalla rotatoria Mafalda di Savoia al Trappolone, dove sarà realizzato lo svincolo di Rastignano (ma in territorio di San Lazzaro), il traffico pesante dovrà necessariamente passare lungo le vie Toscana (Bologna), Costa (Pianoro) e Nazionale Toscana (San Lazzaro) col traffico leggero che, come già ora, passerà purtroppo per le vie interne di Rastignano per raggiungere lo svincolo.
E se si rinunciasse a realizzare lo svincolo non sarebbe una vittoria di chi abita nel residence esclusivo di via Madre Teresa ma una sconfitta per tutti gli amministratori pubblici che hanno governato (sic!) per trent’anni Bologna, Pianoro e San Lazzaro; e una definitiva rinuncia a completare l’opera per sciogliere per sempre il Nodo di Rastignano.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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