A sorpresa, al museo, la viva voce di Luigi Fantini

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Nella foto Claudio Busi e Giuseppe (Pino) Rivalta mentre fanno sentire la voce di Luigi Fantini 

Pianoro (Bologna) 

Sabato scorso nella sala eventi del Museo di Arti e Mestieri “Pietro Lazzarini” di Pianoro (Bologna) si era sentita, come per magia, forte e chiara la viva voce di Luigi Fantini spentosi, a 83 anni di età, a Bologna il 12 ottobre 1978. Una magia opera degli speleologi Claudio Busi e Giuseppe Rivalta tramite una registrazione d’epoca su nastro, riprodotta da un apparecchio anni ’60, in occasione dell’inaugurazione della mostra itinerante “Ricercaro appenninico”, dedicata alla grande figura del Fantini, promossa dal Distretto culturale di San Lazzaro.
Una mostra, già esposta per un mese a San Lazzaro, resterà a Pianoro fino al 27 aprile compreso, con quaranta pannelli illustrativi e vetrine con reperti, visitabile a ingresso libero il sabato e la domenica dalle 15 alle 18; sono possibili visite guidate su appuntamento, per gruppi e scolaresche, telefonando ai numeri: 338-7738701; 051.6529105. Per info: info@museodiartiemestieri.it; www. museodiartiemestieri.it.
Come ha ricordato il sindaco, Gabriele Minghetti, Pianoro ha un legame particolare col Fantini, a cui è dedicata una via proprio accanto al museo, che è sepolto nel piccolo e silente camposanto pianorese del Monte delle Formiche. Con il sindaco che ha apprezzato l’interesse sollevato da questo primo progetto culturale costruito insieme da tutti e sei i comuni del distretto sanlazzarese «e spero se ne facciano altri».
Con il coordinatore del Distretto culturale, Roberta Ballotta assessore alla cultura a San Lazzaro, che ha colto l’occasione per ricordare «una persona meravigliosa che veniva affettuosamente definita “al matt di sass”». «Quando ci è stata proposta l’iniziativa – ha detto l’assessore pianorese Benedetta Rossi – l’abbiamo colta al volo proprio in onore di questo straordinario personaggio». Mentre Gabriele Nenzioni, direttore del museo sanlazzarese “Donini” ha citato i tanti enti che hanno collaborato alla realizzazione della mostra dando poi lettura di alcune lettere dove il Fantini, scrivendo ad alcuni amici, manifestava amarezza per l’incomprensione subita da parte della scienza ufficiale e accademica. Riferendo poi che lo scopo della mostra «è quello di stimolare nei giovani la curiosità e l’amore per il proprio territorio».
Come aveva fatto anche a San Lazzaro Adriano Simoncini, storico e scrittore, consulente scientifico del museo pianorese, ha parlato del Fantini fotografo con proiezione di immagini tratte dai due volumi dell’importante opera “Antichi edifici della montagna bolognese”. Per concludere è stato poi proiettato il filmato di Busi: “Luigi Fantini. Una vita per la ricerca” infine un brindisi col vino Spumante Rosè For You del Podere Riosto prodotto con uve ricavate dall’antica vite centenaria scoperta nel territorio pianorese dal Fantini nel 1961.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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