Oltre duemila persone col Fai alla scoperta di Claterna

Immagine

Ozzano (Bologna)

Se solo dieci anni fa qualcuno avesse scritto, o detto, che in due giorni oltre duemila persone sarebbero venute a Ozzano, alla scoperta di una città scomparsa verso il VII secolo d.C., non ci avrebbe creduto nessuno. E’ vero che è avvenuto grazie alla ventiduesima edizione delle Giornate del Fondo per l’ambiente italiano (Fai), lo scorso 22 e 23 marzo, con visite guidate, anche in inglese, agli scavi della romana città di Claterna e alla mostra “Museo della città romana di Claterna”.
Soltanto che dieci anni fa non esisteva la mostra-museo e in località Maggio, a fianco della via Emilia, c’erano soltanto campi coltivati, e tantomeno erano in corso scavi archeologici dopo quelli avvenuti nel 1890 da Edoardo Brizio, poi nel Novecento negli anni ’30, ’60, ’80 e ’90 con tutti i reperti, anche statuette e mosaici, consegnati al Museo Civico Archeologico di Bologna. Ozzano infatti non disponeva di nulla anche se gli scavi precedenti avevano riportato alla luce buona parte della città con varie domus, il foro e le terme; non la necropoli.
Per dare a Cesare ciò che è di Cesare di Claterna se se tornò a parlare nel 2001 con una conferenza del professor Jacopo Ortalli organizzata dal Comune. Poi nel 2004 nell’ambito del progetto europeo Virom (Vichinghi e Romani) che vedeva coinvolte anche la città gemellata svedese, Staffanstorp, e la polacca Wolin sul Mar Baltico. Ci sono poi state iniziative culturali e didattiche, che hanno coinvolto le scuole ozzanesi, con archeologi volontari del gruppo “Città di Claterna”, nato nel 1987, che scalpitavano in attesa di nuove campagne di scavo con, però, la dovuta autorizzazione e la guida della Soprintendenza.
E fu appunto grazie all’entusiasmo del gruppo archeologico composto da volontari (con tra loro lo scultore Eros Mariani), e di un dirigente tecnico dell’Ima che ne faceva parte, Moreno Fiorini, che venne coinvolta la famiglia Vacchi (che ha fatto dell’Ima una multinazionale globale del packaging) e il Comune. Nel 2005, infatti, si giunse alla nascita dell’associazione culturale onlus “Civitas Claterna”, presieduta da Daniele Vacchi (con soci fondatori il Comune di Ozzano con sindaco Loretta Masotti, il gruppo archeologico volontario presieduto dall’archeologo Claudio Negrelli, e la famiglia Vacchi) che ha ripreso gli scavi, sotto la direzione della Soprintendenza, ponendo anche le basi alla mostra permanente “Museo della città romana di Claterna” inaugurato nel dicembre 2006 nel “Palazzo della Cultura”. Da allora sono state avviate varie iniziative, la copertura dei pavimenti della domus a sud della via Emilia, e infine la ricostruzione didattica e dimostrativa della “Casa del fabbro” inaugurata con le giornate Fai.

Giancarlo Fabbri

Annunci

Informazioni su savenaidice

Giornalista freelance
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...