Clorindo Grandi lo scrittore dei buoni sentimenti

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Clorindo Grandi attorniato da nipoti e pronipoti alla festa dell’ottantottesimo compleanno

San Lazzaro (Bologna)

A San Lazzaro (Bologna) vive e lavora uno scrittore, e poeta, che non racconta trame horror come Stephen King, o avventurose come quelle di Wilbur Smith, ma di buoni sentimenti, amore e speranza. Parliamo di Clorindo Grandi, ex dirigente d’azienda, vedovo, padre di sei figli, nonno di una quindicina di nipoti e anche bisnonno. Nato l’8 marzo del 1926 ad Anzola. In questi giorni compie quindi la bellezza di ottantasette anni, con ancora tanta voglia di vivere e di fare. E sul “fare” egli stesso ammette: «Quando guardo indietro io stesso non mi rendo conto di come sia riuscito a fare tante cose in una vita che è stata intensa e soprattutto rivolta al lavoro, alla famiglia e alla solidarietà verso chi ha più bisogno». Grandi ha infatti riempito quasi quattrocento pagine di poesia, diciassette volumi tra raccolte di poesie e racconti, saggi e romanzi. Nulla di strano se non che l’impulso a scrivere gli era venuto alla soglia dei cinquant’anni nei giorni dopo il rapimento di Aldo Moro e della strage della sua scorta.

«In quel 16 marzo del 1978 – ricorda Grandi – con la famiglia ero in gita in una regione del sud Italia e fummo fermati da una pattuglia in armi con i mitra spianati facendomi capire che era successo qualcosa di tragico. Dopo di allora cominciai a chiedermi cosa potessi fare per evitare che altri giovani seguissero l’esempio dei terroristi uccidendo altri giovani servitori dello Stato. A figli, nipoti e conoscenti potevo dare un esempio di vita e di fede; mentre non lo potevo dare a chi non mi conosceva e così cominciai a scrivere e non mi sono fermato». Nella prefazione del suo penultimo libro, “Piccoli sprazzi di luce. Riflessioni sulla Chiesa” (2012), scrive: «Riuscire a comunicare con la gente è una cosa bellissima, riuscire a trasmettere notizie interessanti, consigli utili, penso possa essere meritorio. Chiedo sempre al Signore di guidare la mia mano, perché lo scritto sia chiaro, comprensibile, convincente e illuminarmi la mente perché sia anche giusto e vero». E la sua è stata una vita intensa. Clorindo aveva lavorato 15 anni per l’Onarmo, organizzazione cattolica fondata da monsignor Giulio Salmi di cui scrisse una biografia (“Un prete all’opera”, 1993), come responsabile commerciale accumulando esperienze in vari campi: dalla ristorazione all’alberghiero, dagli allevamenti alla produzione dei vini. Nel 1960 fu fondatore e presidente della cooperativa Esperia dando lavoro a ex carcerati poi, nel 1962, iniziò a collaborare con l’azienda Menù come agente di commercio e, fino alla pensione, come direttore commerciale. Sempre impegnato tra lavoro, famiglia e parrocchia ha avuto anche il tempo per la politica e di essere stato, per dieci anni, anche consigliere comunale per la Dc. Sempre con la volontà di «vivere cristianamente dando amore e speranza a tutti».

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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