Oltre vent’anni per spostare un oleodotto militare

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Il secondo lotto della Lungosavena, via dell’Industria-via Bargello, completata qualche mese fa

Finalmente potrà essere completato anche il quarto lotto (via Bargello-Trasversale di Pianura) della tanto attesa Lungosavena; un importante asse stradale, pensato quarant’anni fa, che nelle aspettative della programmazione territoriale doveva unire l’alta Valle del Savena (ma ci sono i tappi del cosiddetto “Nodo di Rastignano” e del “terzo lotto”) alla Trasversale di Pianura anche questa lungi da essere completata.

La bella notizia è che alla fine del gennaio scorso il Ministero della difesa, nel caso particolare l’Arma Aeronautica, ha completato l’iter di approvazione per lo spostamento di un oleodotto militare che ostacola il completamento del quarto lotto a cui mancano ancora i circa 700 metri dalla rotonda di via Bargello (in allacciamento al secondo lotto già completato) al sovrappasso di via Frullo.

Da fonti attendibili la Provincia è già autorizzata a procedere allo spostamento della conduttura con l’impresa subappaltatrice, pronta da mesi, sempre che il terreno sia poi praticabile senza gli ostacoli del maltempo. Lavori di spostamento che dovrebbero durare circa tre mesi e concludersi con quelli stradali preventivati in altri due o tre mesi. In conclusione se tutto va bene dall’estate prossima, attorno a luglio, si potrà transitare sulla Lungosavena dalle aree produttive Ca’ dell’Orbo (Castenaso) e Roveri (Bologna), dalla nuova rotondona al termine di via dell’Industria, fino a Ramello sulla San Donato per collegarsi con la Trasversale di Pianura alleggerendo la stessa San Donato.

Per l’uomo della strada è inevitabile la critica ai decennali ritardi nella realizzazione di questa arteria dato che il primo lotto fu realizzato negli anni ’90. E per completare il sogno della Lungosavena mancano il terzo lotto (CentroNova-via dell’Industria) e il Nodo di Rastignano del tutto privi di finanziamenti che non si sa dove trovare per una misera cifra totale che va da un minimo di 70 a un massimo di 100 milioni di euro. La burocrazia militare e ministeriale romana sarà poi molto lenta, ma c’è anche chi ha dormito qui nel bolognese.

Con molti che non si rendono conto che il progetto “Fico”, al Caab, ha bisogno della Lungosavena ed è opportuno trovare i finanziamenti necessari almeno alla realizzazione del terzo lotto. Tutti corrono sul carro di Re Mida ma nessuno pensa a finanziare le infrastrutture.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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