In un Quaderno la storia del monumento di piazza Bracci

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La copertina del Quaderno numero 13 e due delle figlie di Riccardo Venturi davanti al monumento

San Lazzaro (Bologna) 

In questi giorni è uscito il 13° numero dei “Quaderni del Savena” pubblicazione annuale, dell’Archivio storico comunale di San Lazzaro “Carlo Berti Pichat”, diretta da Mauro Maggiorani. La rivista nella versione cartacea è reperibile nella Mediateca di San Lazzaro, in via Caselle 22, ed è anche possibile consultarla e scaricarla nella versione elettronica all’indirizzo web http://www.clueb.eu/savena.pdf.
Una pubblicazione interessante, con una prefazione del sindaco Marco Macciantelli, che contiene contributi storici di Pier Luigi Perazzini, Lara Calzolari e Giovanni Bettazzi, Elda Brini e Francisco Giordano, Mauro Maggiorani, Elisabetta Arioti, Gabriele Nenzioni, Claudio Santini, e anche letterari di vari autori curati da Gianni Cascone.
E qui vorremmo porre l’accento sul lavoro di Elda Brini e Francisco Giordano, a titolo “Il monumento ai caduti della Grande Guerra di San Lazzaro di Savena”. Articolo che racconta la lunga e travagliata storia del monumento, opera dello scultore e architetto Riccardo Venturi residente al Trappolone di San Lazzaro, inaugurato nel 1923.
Monumento di cui è conservato nell’archivio storico un modello in scala, in scagliola, alto mezzo metro però privo dell’aquila bronzea sommitale. Modello che è stato mostrato al pubblico, in occasione della presentazione della rivista, lo scorso 6 dicembre in Mediateca.
Riccardo Venturi, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, progettò ed eseguì due sculture per l’Aula Magna dell’Università di Bologna, il monumento ai caduti in Certosa e la fontana del piazzale della stazione ferroviaria di Bologna. Quest’ultima fu poi attribuita a un altro autore perché Venturi non era iscritto al partito fascista. Venturi morì abbastanza giovane, il 29 maggio 1943, e dimenticato.
Il monumento in origine non era nell’attuale collocazione, laterale, ma centrale davanti a dove ora sorge la chiesa di San Lazzaro. In una foto degli anni 30 la si vede contornata da una bassa balaustra di ferro; in un’altra del 1951, invece, la balaustra è in pietra. La piccola cancellata metallica fu poi asportata per ricavarne ferro ad uso bellico. Visto che il monumento era già stato spostato, e che si parla di rifare la piazza, le figlie di Venturi: Gabriella, Paola e Violetta temevano che l’aquila della “Vittoria” spiccasse il volo. Ma anche con il nuovo progetto di riqualificazione di piazza Bracci il monumento resterà dov’è ora.

Giancarlo Fabbri   

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Giornalista freelance
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