All’Itc teatro, grazie ad Agfa-Fiadda, anche per i sordi

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La locandina storica di Teatro da leggere, Teatro da guardare, con merio Perrotta cone Antonio Ligabue 

San Lazzaro (Bologna) 

Da cinque anni all’Itc Teatro di San Lazzaro, in via Rimembranze 26, si ripete la magia di un evento culturale, da imitare in altri teatri, di spettacoli comprensibili anche per chi purtroppo è privo dell’udito. Recite promosse dalle associazioni di audiolesi, e di loro familiari, Agfa-Fiadda onlus di Bologna grazie alla concreta collaborazione con il Teatro dell’Argine. L’iniziativa per non udenti si ripeterà mercoledì 13 novembre (“Un bés – Antonio Ligabue” di e con Mario Perrotta), il 16 gennaio (“The Shoe must Go On”) e il 12 aprile 2014 (“Musical”).
Mercoledì 13 novembre torna infatti, all’Itc Teatro, uno spettacolo apprezzabile anche da non udenti con, per loro, il biglietto d’ingresso ridotto a 8 euro. La prenotazione del posto al teatro, obbligatoria allo 051.6270150 o via e-mail (info@itcteatro.it), permette di riservare alle persone sorde i posti migliori per una buona lettura dei sovratitoli. Il biglietto può poi essere ritirato la sera dello spettacolo alla biglietteria del teatro. Per info: 051.798060; bologna@fiaddaemiliaromagna.org.
Con “Un bés – Antonio Ligabue” Mario Perrotta torna da solo sul palcoscenico con una storia di marginalità, arte e follia dedicata al pittore Antonio Ligabue. Passato con grande consenso nei principali festival italiani (Primavera dei Teatri, Asti Teatro, VolterraTeatro), “Un bés” è il primo capitolo del “Progetto Ligabue”, una trilogia incentrata sulla figura del pittore reggiano che si svilupperà con altri appuntamenti anche nel 2014 e nel 2015.
Lo spettacolo verrà proposto anche nei giorni 12, 14, 15 e 16, alle 21, con doppia replica domenica 17 novembre alle 16 e alle 21, ma senza sovratitoli con ingresso a 14 euro; ridotto 10. Sabato 16 novembre, dopo lo spettacolo, incontro del pubblico con Mario Perrotta.
«Il testo che scorre in alto sulla scena, mentre gli attori recitano – spiega Luisa Mazzeo dell’Agfa-Fiadda –, permette la comprensione delle parole e non disturba chi non ne ha bisogno». Per i sovratitoli viene utilizzato uno schermo, in alto sulle teste degli attori, sul quale sono proiettate le battute di ogni attore, una per una, utilizzando la colorazione simile a quella che si vede nei sottotitoli dei film in televisione. Un sistema, ormai collaudato, che funziona davvero.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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