Un successo la proiezione di “H2A, amianto nell’acqua”

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Giuliano Bugani scrittore, giornalista e documentarista ozzanese 

Bologna 

L’altra sera la sala dell’Europa Cinema di Bologna era piena per la presentazione in anteprima nazionale del documentario filmato “H2A. L’amianto nell’acquedotto di Bologna” diretto da Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, con riprese di Salvo Lucchese.
«Alla fine della proiezione – racconta soddisfatto Bugani – la maggior parte del pubblico è rimasta in sala per prendere parte alla discussione su ciò che si sa, e su ciò che non si sa, sulla presenza di amianto nell’acquedotto di Bologna e sui suoi possibili effetti. Una discussione che si è svolta, come avviene nel documentario, nel silenzio delle autorità preposte a gestire l’acquedotto e a informare i cittadini».
Dopo il successo dell’anteprima all’Europa Cinema il documentario è ora disponibile gratuitamente: divulgabile, scaricabile e proiettabile grazie a licenza creative commons, online su pubblicobene.it e al link: youtube.com/watch?v=ZJbjOl0FwHc&feature=youtu.be. Si tratta di un documentario di poco più di 30 minuti che, lanciando un allarme, racconta la situazione delle tubature bolognesi. Infatti quasi tutti gli acquedotti pubblici in Italia sono in cemento-amianto e Bologna possiede circa 1.800 chilometri di tubature dello stesso materiale.
Gli autori hanno cercato di intervistare tutte le istituzioni bolognesi: il sindaco Virginio Merola, gli assessori interessati, i consiglieri di maggioranza e di opposizione. «Il risultato? Alcuni – racconta Bugani – non hanno risposto: Ad altri, invece, come il primo cittadino, non interessava l’argomento. Gli unici a rispondere sono stati Pasquale Caviano di Centro democratico e Massimo Bugani, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Nemmeno Hera, che gestisce l’acquedotto, ha risposto all’invito. Il documentario si basa perciò su interviste di cittadini e in pochi sono a conoscenza del problema. Quanto agli esperti, sia il presidente dell’Aea (Associazione esposti amianto) Vito Totire, sia Luciano Mutti oncologo di Vercelli, che Morando Soffritti direttore scientifico dell’Istituto Ramazzini, concordano sul fatto che la fibra di amianto ingerita sia cancerogena. Il video quindi documenta la difficoltà a reperire i dati da chi controlla le acque, ossia Ausl, Arpa ed Hera. Proprio gli enti che dovrebbero informare la gente». Per informazioni: 348-8428834; 338-9306519; http://www.pubblicobene.it.

Giancarlo Fabbri

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