Paga troppo, viene multato? Non mi pare

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Perchè consentire l’inserimento di monete da due euro nella macchinetta se non dà il resto?

Bologna 

Lo scorso 17 ottobre, leggendo sul “Carlino” la rubrica Il Colloquio di Cesare Sughi, mi cadde l’occhio sulle sottostanti lettere al direttore. Ad attrarre la mia attenzione il titoletto su una colonna: “Tper. Paga troppo e viene multato”; che succeda ha dell’incredibile; come lo è anche la strana vicenda raccontata dalla signora Cristina Boriani.
«Mio figlio – scrive la signora nella lettera – prende l’auto-bus al volo e mentre sta per obliterare il citypass si accorge di non avere più corse disponi-bili. Inserisce due monete da 1 euro nell’emettitrice self-service a bordo ma la macchinetta non da il biglietto. Solo allora si accorge che avrebbe dovuto inserire esattamente il valore del biglietto, 1,50 euro, e inserendo una cifra mag-giore, non avendo altre monete, non gli viene rilasciato il ti-tolo di viaggio. Non da in escandescenze, non disturba l’autista e gli altri utenti. Ma salgono i controllori: multa di 80 euro. (…) A Bo-logna chi paga più del dovuto per un servizio, senza pretende-re resto, viene castigato».
Personalmente ho dei dubbi sulla versione raccontata dal ragazzo alla mamma per giustificare la multa. Per prima cosa, e senza andare in escandescenze, il ragazzo doveva segnalare l’inconveniente all’autista in modo da avere una giustificazione in caso di controlli. Poi, per quanto ne so, ci sono incongruenze dal punto di vista tecnico.
L’emettitrice di bordo tipo XT-for Tickets brevettata e prodotta dalla Ducati Energia, di Bologna, azienda leader in Italia nel settore, sugli autobus urbani inserendo una moneta da due euro o di conio inferiore superando la tariffa, per errore o costretto dalla necessità, non emette il biglietto solo in casi di inceppamento o di guasto; capita. Se avendo poi inserito due euro si aggiunge un altro euro dà un altro biglietto.
C’è però una cosa poco comprensibile l’emettitrice XT-for Tickets, alla produzione o adottata da altre aziende di trasporto come la GTT (Gruppo Torinese Trasporti), accetta soltanto monete da 10, 20, 50 centesimi e da un euro, non quelle da due euro come nelle macchinette in uso a Bologna. Lo si capisce dalla cifra 2,00 applicata, dopo, sotto a quella di 1,00. Da qui la domanda, perché modificare le emettitrici ad accettare una moneta di valore superiore se la macchina non dà resto?

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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