“H2A amianto nell’acqua” di Bugani,Marzeddu e Lucchese

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Bologna

Martedì 15 ottobre, alle 19, nell’Europa Cinema di via Pietralata 55 a Bologna, verrà presentato in anteprima nazionale, a ingresso libero, il docufilm “H2A. L’amianto nell’acquedotto di Bologna” diretto da Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, con riprese di Salvo Lucchese.
«Quasi tutti gli acquedotti pubblici in Italia sono in cemento-amianto – spiegano gli autori – e Bologna possiede circa 1.800 chilometri di tubature di questo materiale. In pochi lo sanno e nessuno ne parla. “H2A” è un docufilm di poco più di 30 minuti che vuole raccontare cosa sanno i cittadini bolognesi, e cosa non sanno. Cosa dicono o non dicono gli amministratori pubblici. Le domande sono tante: la fibra di amianto se ingerita è cancerogena? O solo se respirata provoca il tumore? Sono informati i cittadini di cosa bevono? In questo piccolo, grande, documentario le dichiarazioni di oncologi e scienziati e spicca – precisano concludendo – l’imbarazzato silenzio delle istituzioni».
Il docufilm è realizzato grazie all’Associazione Orfeonica di Bologna e all’azione di cittadini e associazioni attraverso il sito di giornalismo pubblicobene.it e verrà distribuito in licenza creative commons. Per informazioni: 348-8428834; 338-9306519; http://www.pubblicobene.it.
Giuliano Bugani, comunista un po’ anarchico, operaio tornitore già delegato sindacale Fiom, poeta, scrittore, documentarista e giornalista ozzanese è già autori di vari documentari di sollecitazione e denuncia sui temi ambientali, o di analisi politica e sindacale. Tra questi, con Salvo Lucchese “La mia Bandiera. La Resistenza al femminile”, acquistato nel 2011 anche da RaiNews24, con Daniele Marzeddu “Fiom. Viaggio nella base dei metalmeccanici”, con Emilio Guizzetti “I ragazzi del Salvemini”, poi “Il falso piano” e “Ombre di cemento”, sulla cementificazione del territorio, “Anno 2018: verrà la morte”. Tanti poi, e premiati, i romanzi e le raccolte di racconti e poesie.
Giuliano Bugani, ha in sé una sorta di rabbia che lo spinge verso filoni e temi scomodi che altri evitano; ma si ritiene un uomo “per”, non “contro”. Per un mondo più vivibile e più giusto, per una democrazia che tenga conto anche delle voci scomode, per la difesa dell’ambiente da chi lo usa per arricchirsi. Tanti “per” che lo portano però, senza scampo, a essere “contro” poteri, interessi e muri di gomma.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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