Una cena col pesce per le “Tende di Cristo” di frate Zambotti

 

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La locandina dell’evento disegnata da Matitaccia (Giorgio Serra)

San Lazzaro (Bologna)

Non capita tutti i giorni di fare del bene assaporando la buona cucina in lieta compagnia; e per questo occorre prendere al volo tali occasioni. Infatti gli amici sanlazzaresi di fratel Francesco Zambotti, monaco e sacerdote camilliano originario di Pejo (Trento), anche quest’anno hanno organizzato una cena di pesce per sostenere le 17 comunità per bambini orfani o malati, per donne abbandonate e malati di Aids, dette “Tende di Cristo”. Cena che si terrà, dalle 20.15 di venerdì 27 settembre, nei locali dell’Arci di San Lazzaro a 27 euro a persona nell’ambito del tradizionale “Festival del Pesce di Mare” giunto ormai alla 25esima edizione. Per prenotare telefonare ai numeri: 338-5684670 (Lina); 328-3394638 (Agata).
Alle tante comunità fondate dal religioso trentino – che come don Olinto Marella (in via di beatificazione, ndr) ha dedicato la sua vita al sostegno degli ultimi con attività di solidarietà umana avviate in Italia, in Brasile e in Messico – se n’è aggiunta un’altra, la 18esima, grazie alla donazione di un edificio agricolo, e di 2.300 metri quadri di terreno, nel vicentino in Comune di Castegnero. Un’altra Tenda di Cristo che sarà destinata a ospitare, almeno temporaneamente, una quarantina di uomini separati, spesso padri, che hanno perso la casa con la rottura del legame familiare.
Per dare un sostegno alle Tende e alle iniziative umanitarie di fratel Francesco è disponibile il conto corrente postale 12084265 intestato all’associazione onlus “La Tenda di Cristo” via Oseline 2 – 26037 San Giovanni in Croce (Cremona). Info: http://www.latendadicristo.it.
Zambotti, infermiere professionale prima di prendere i voti e di ottenere l’ordinazione sacerdotale, ha sempre dedicato la sua vita alle persone emarginate prima in Italia poi nel mondo. Dopo i voti fu direttore della clinica psichiatrica di Predappio poi, a Roma, come economo generale dell’ordine e infine, a Cremona, direttore dell’ospedale dei camilliani. Ma però la scrivania non era nelle sue aspirazioni, e nel suo carattere, e rimboccandosi le maniche decise di ripartire da zero aprendo centri di accoglienza. Nonostante l’impegno di sacerdote, e di filantropo, ha scritto articoli, saggi e fiabe per bambini, raccolti in una ventina di volumi, che gli hanno consentito di ricevere vari premi letterari nazionali e internazionali sia in Italia che all’estero.
Le Tende vivono di provvidenza e del sostegno dei volontari sia laici sia religiosi. Con la soddisfazione di Francesco che cinque suoi collaboratori laici hanno chiesto di essere consacrati e, a tal fine, si è poi costituita una associazione religiosa per ottenere l’approvazione di un nuovo ordine monastico, non camilliano, riconosciuto come Tende di Cristo che si dedichi alla carità, alla preghiera e alla gestione delle strutture esistenti. E un sostegno può venire anche dalla buona tavola col pesce dell’Arci.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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