Sparite le Case Andreatta della Mura San Carlo

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In alto a sinistra l’ex 56, a destra i nuovi edifici sul sedime dell’ex 68… e l’ex 56 oggi 

San Lazzaro (Bologna) 

D’ora in poi delle due discusse, criticate e fatiscenti “Case Andreatta”, alla Mura San Carlo di San Lazzaro, se ne potrà parlare soltanto al passato. In questi giorni – a quattro anni dalla demolizione della prima delle due, l’ex civico 68 di via Galletta – è stato completato anche l’abbattimento della seconda stecca gemella al civico 56 della stessa via. Demolizione ormai totale che – dopo la preventiva asportazione dall’interno delle pareti in cartongesso e dei pavimenti in linoleum – ha ridotto il palazzone prefabbricato in cumuli di ghiaia e ferraglia.
Nei passati quattro anni sull’area del prima stecca, con 63 alloggi popolari, sono sorti due edifici gemelli verticali per un totale di una settantina di appartamenti, sempre di proprietà comunale, e una sala condominiale polivalente. Con gli ex residenti del 56, qui traslocati che non rimpiangono gli alloggi precedenti, realizzati negli anni ‘80 per superare l’emergenza abitativa, dato che abitano sempre in case “popolari” ma in appartamenti senz’altro molto più confortevoli.
Anche nell’area di sedime dell’ex 56 sorgeranno due edifici gemelli, simili ai primi due, per un totale di 56 alloggi ma però di edilizia libera destinata al libero mercato. Sempre nell’ambito del Piano di riqualificazione della Mura San Carlo, per convenzione col Comune, altri 26 alloggi, vincolati per dieci anni all’affitto a canone concertato, saranno infine realizzati in via Bugamelli alla Cicogna residenziale.
E dire che le due ex Case Andreatta, completate a partire dal 1979, erano state costruite circa 35 anni fa e, quindi, non tanto vecchie ma già considerate fatiscenti e diventate un pozzo di San Patrizio in spese di manutenzioni ordinarie e straordinarie. Nulla da dire sulla solidità delle strutture esterne modulari in cemento armato, così come quelle interne delle trombe delle scale e dei gabinetti.
Molto da dire invece sulle pareti interne in cartongesso prive di isolamento termico e acustico, dei pavimenti dove i piedini dei mobili si piantavano, fino alle finestre di plastica generose di spifferi. Si diceva, ma forse era una barzelletta, che se uno andava al gabinetto al 56H lo sentivano anche dal 56A, figurarsi che intimità. Senza poi contare i lavori di manutenzione ordinaria dal 1982 al 2005 le due ex Case Andreatta avevano inghiottito 2 miliardi 910 milioni di lire pari a oltre un milione e mezzo di euro. Furono infatti costruite in economia tanto spinta che divenne antieconomico gestirle Nessun rimpianto, quindi, per la loro scomparsa anche se in altre città sono state ristrutturate rendendole per lo meno più abitabili di prima. Spendendo certamente molto più di quanto speso dal Comune di San Lazzaro.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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