Lungosavena, incapacità burocratiche, tecniche… o politiche

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Castenaso (Bologna) 

«Attualmente c’è un grande dibattito sulla viabilità e, purtroppo, Castenaso è un crocevia importante, pertanto il carico di automezzi è elevato. Castenaso poi ha un altro problema e cioè la suburbana, l’ex Veneta in fase di ristrutturazione, che farà passare ogni 10 minuti un treno tagliando così in due il paese. Ecco perché mettiamo al primo posto la costruzione e il prolungamento della Lungo Savena, di cui il primo pezzo è già fatto e che parte da via Mazzini; finendo questa strada elimineremo al-meno il 60% dei problemi di viabilità. Ciò che pretendiamo per la comunità è di velocizzare le pratiche burocratiche e la costruzione di questa strada che per Castenaso è vitale».
Sembrano parole d’oggi mentre invece fanno parte di un’intervista all’allora sindaco di Castenaso, Claudio Marchi, pubblicata nei primi anni ’90 sulla rivista comunale “Castrum Nasicae”; vent’anni fa. Il traffico che gravava su Castenaso fu deviato dalla realizzazione della “tangenziale” oggi parte della Sp 253 San Vitale. Quello su Villanova non ha trovato alternative con i residenti che sperano ancora, come lo sperava vent’anni fa Marchi, nella realizzazione della Lungosavena.
Il «primo pezzo fatto», citato da Claudio Marchi, è quello che va da via Giuseppe Dozza (non via Mazzini, ndr) alla Tangenziale; ossia viale Vighi. E in ogni caso la realizzazione del “primo lotto” della Lungosavena (dalla Tangenziale alla Trasversale di Pianura) fu merito suo. Tanto è vero che il portavoce del comitato “Per Villanova”, Dario Chiletti, riguardo alla Lungosavena disse che «bisognerebbe fare un monumento all’allora sindaco di Castenaso, Claudio Marchi, che a suo tempo impose che il CentroNova aprisse solo dopo la realizzazione del primo lotto che andava a unire la Tangenziale a via Villanova». CentroNova che fu inaugurato dopo otto mesi di attesa, seppur completato, il 10 giugno del 1995; ben 18 anni fa.
Da allora non è stato completato nessuno degli altri lotti. Il “lotto due” da via dell’Industria a via Bargello è in via di completamento, il “terzo lotto” dal CentroNova a via dell’Industria da finanziare (e non si sa dove trovare i soldi), al “quarto lotto” da via Bargello alla Trasversale mancano 600 metri da via Bargello a via Frullo, il “secondo lotto bis” dalla San Vitale a via dell’Industria è stato cassato preferendogli un tracciato verso via Bargello definito più economico. Per i villanoviani una beffa ricordando che il primo progetto del “due bis” presentatoci dal sindaco Marchi, nel 1995, prevedeva una rotonda sulla San Vitale e un ponte per scavalcare la ferrovia. Progetto che fu completamente modificato prevedendo invece un tunnel sotto la ferrovia che andava a interferire con uno scolo, un acquedotto e quattro gasdotti “scoperti” al momento degli espropri e dell’appalto dei lavori. Con gli aderenti al comitato che si torni al progetto originario col ponte. Così come il quarto è fermo per la presenza di un oleodotto militare da spostare.
Al punto che non si capisce più se a frenare la Lungosavena, pensata trent’anni fa per congiungere senza incroci e semafori la Tangenziale alla Trasversale (anche questa mai completata), sia stata la burocrazia o la mancanza di finanziamenti, o anche, e soprattutto, alle capacità di tecnici e amministratori a svolgere il loro ruolo non certo gratuito.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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