Finalmente un progetto (preliminare) per la rotonda Mezzini

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Bologna 

Ci sono persone che rischiano la loro stessa vita per sentirsi carichi di adrenalina. Ci sono altre persone, semplici pedoni, mamme col bimbo nel passeggino, anziano che si muove con i bastoni, o disabile con carrozzella, motorizzata o meno, che rischiano la vita ma ne farebbero a meno. Sono quelli che dalla Ponticella di San Lazzaro, o anche i residenti bolognesi di via Alberto Mario nel tratto tra il Savena (che fa da confine tra i due comuni) e la grande rotatoria, che intendono raggiungere i negozi o anche solo la fermata dell’autobus che fa capolinea nel piazzale Atleti Azzurri d’Italia accanto al Campo Falchi. O altrettanti che, senz’auto, intendono fare il percorso inverso. Anche perché l’intero percorso, sul lato est della rotonda, è del tutto privo di marciapiedi e anche di attraversamenti pedonali zebrati.
Ora, dopo oltre 10 anni, è stato finalmente presentato dal Comune di Bologna un progetto, ma ancora non esecutivo e non finanziato, che consenta alle persone di poter aggirare a piedi, in carrozzina o in carrozzella, la rotonda Orsola Mezzini senza rischiare la vita. Tutto il merito di questo importante passo avanti, per la sicurezza dei pedoni, va ai coniugi Stefano e Marinella Paganelli, residenti alla Ponticella, che dalla primavera scorsa hanno segnalato tale problema inondando di comunicati, e di e-mail, le redazioni dei media, gli uffici tecnici, e degli assessori alla viabilità e ai sindaci di Bologna e San Lazzaro.
Detto volgarmente una rottura di scatole che, infine, ha fatto capire a chi di dovere che un pedone, soprattutto se inabile, deve farsi il segno della croce prima di avventurarsi sulla rotatoria. Rotonda realizzata circa un decennio fa sull’asse della Fondovalle Savena, da Tav-Cavet nell’ambito dei lavori per l’Alta velocità, unendo le vie Alberto Mario (ovest e sud), Longo, piazza Atleti Azzurri e lo stradone Lungosavena nord (tecnicamente detta 870/5) che unisce la Valle del Savena alla rotonda Verenin Grazia. E già allora, nel 2002, molti residenti di Ponticella dicevano che «la nuova rotatoria è nata male».
Tra questi anche Angelo Labanti presidente del centro sociale “La Terrazza” di Ponticella nonché, all’epoca, consigliere comunale Ds a San Lazzaro. «Non si capisce il perché – precisava allora Labanti – i pedoni per raggiungere la fermata dell’autobus al Gianni Falchi, o l’edicola, siano costretti ad attraversare quattro strade: le vie Alberto Mario sud, lungosavena sud (detta IN 870), Alberto Mario ovest, piazza Atleti, facendo molte centinaia di metri, quando invece era sufficiente realizzare un marciapiede sul lato est della rotonda dove, invece sembra che ci sarà solo una lunga aiuola. Un disagio notevole per tutti e soprattutto per disabili, anziani e bambini».
Infine la buona notizia grazie all’interessamento dell’assessore alla mobilità di Bologna, Andrea Colombo, e del sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli che i coniugi Paganelli ringraziano. Anche se, come precisano, «abbiamo visto il progetto, suggerito alcune piccole varianti, ma ciò non significa che la messa in sicurezza sarà attuata in tempi brevi. La realizzazione dipenderà dalle tempistiche e, ovvio, dai finanziamenti disponibili, ma ci hanno assicurato che sarà fatto».

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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