Il papa argentino ha citato una beata bolognese

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L’arca in San Sigismondo a Bologna con le spoglie mortali della Beata Imelda
Bologna 

Negli ultimi giorni di luglio papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, commentando le disavventure giudiziarie del (per ora presunto) contrabbandiere finanziario monsignor Nunzio Scarano ha detto: «Non è andato in galera perché assomiglia alla beata Imelda».
Una citazione – pronunciata da un papa che alla sua proclamazione si disse «venuto da quasi alla fine del mondo», è infatti argentino di nascita ma figlio di italiani – che fa onore a Bologna e non se n’è accorto nessuno. La beata citata è Imelda Lambertini, battezzata come Maria Maddalena, nata a Bologna nel 1320 e deceduta nella città di San Petronio il 12 maggio 1333 a soli 13 anni di età. Entrata bambina nel monastero domenicano di Santa Maria Maddalena in Val di Pietra (subito fuori Porta Saragozza, dove ora c’è la chiesa parrocchiale di S. Giuseppe, e prendeva nome dalla valle in cui si trovava: Val di Pietra o Val Preda) fu proclamata beata nel 1824, da papa Leone XII, e sue spoglie sono venerate a Bologna nella chiesa di San Sigismondo.
Ritenuta troppo giovane e impreparata, per ricevere la comunione, alla messa dell’Ascensione le suore si posero in fila lasciando fuori la ragazzina. Imelda, ubbidiente, si mise in un angolo della cappella a pregare e davanti a lei sarebbe apparsa a mezz’aria una particola luminosa. Il sacerdote la vide e capì che non poteva trascurarla così prese l’ostia e comunicò la novizia. La Lambertini entrò in estasi e così rimase morendo con un’espressione di gioia sul viso. Nel 1910, in occasione dell’abbassamento dell’età alle comunioni, papa Pio X proclamò la beata Imelda patrona delle prime comunioni.
Il papa ha ragione, monsignor Scarano non assomiglia certo alla beata Imelda, e gli fa grande onore – come lo fa anche ai petroniani – aver citato un personaggio che fa parte della storia di Bologna.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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