Proteste contro… la sporcizia

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Rastignano di Pianoro (Bologna)

In questi giorni a Rastignano di Pianoro (Bologna) sui cassonetti per i rifiuti indifferenziati è stato incollato un nuovo pannello con i loghi di Hera e del Comune. Cartello con scritto: «Si ringrazia la cittadinanza per la proficua collaborazione dimostrata in occasione dell’avvio del nuovo sistema di raccolta a Pianoro nella frazione Rastignano. Grazie a voi, abbiamo avviato a recupero il 70% dei rifiuti. Potete utilizzare questo contenitore aprendo la calotta liberamente e senza chiave. Conservate la chiave elettronica ma non sarà al momento necessaria per conferire i vostri rifiuti. Grazie per la collaborazione».
Non so che ne pensino altri residenti di Rastignano ma si avverte la spiacevole sensazione di essere presi per.. il rusco. E ci si aspetta che venga indetta un’assemblea pubblica perché si è constatato che ci sono abitanti privi di senso civico. Persone che non fanno la differenziata, posano a terra la loro immondizia o l’infilano in campane e cassonetti della carta, della plastica e, peggio, dell’organico. Un modo incivile, e truccato, di aumentare le quantità della raccolta differenziata.
Fatti segnalati ma non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere e così residenti e negozianti hanno fatto una raccolta di firme chiedendo un incontro alle autorità locali che tuttora non è avvenuto. Cittadini che protestano per il degrado, e la sporcizia, creatasi nella frazione con l’adozione sperimentale, nel maggio 2012, del sistema EGate per il conferimento dei rifiuti indifferenziati. con una tessera tipo Bancomat. Non si apre più lo sportello con la pedaliera ma inserendo una scheda elettronica. Quando si accende la luce verde si potrà poi azionare la leva che apre il dispositivo a vaschetta, che ha però capacità di carico molto ridotte; chiudendo la leva la vaschetta versa i rifiuti all’interno. Dispositivo che ha scoraggiato a conferire i rifiuti nel cassonetto dell’indifferenziato perché a volte il bancomat non funziona.
Le nuove disposizioni sono quindi che ora si possono conferire i rifiuti indifferenziati senza dover usare la tessera “bancomat”. Col risultato che a questo punto non ha senso mantenere le calotte che consentono di introdurre solo sacchetti piccoli. Confermando la sensazione di essere presi… per il rusco; con ringraziamenti gratuiti. Come si vede dalle foto anche con le calotte aperte c’è chi getta sempre il pattume a terra; senz’altro manca l’educazione ma anche la sorveglianza. E ai costi si aggiungono anche quelli del personale che poi passa col camioncino a raccogliere sacchetti e immondizie abbandonati.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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