Anche l’archeologia fa discutere e… arrabbiare

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In senso orario: Paolo Callogola, Giorgio Tonelli con la Stele delle Spade e l’interno del Muv

Castenaso (Bologna)

Per dovere di giornalista, e per passione culturale, nei giorni scorsi ho dato notizia dell’inaugurazione dei nuovi allestimenti, al Muv-Museo della civiltà villanoviana, piccolo ma interessante, che si trova proprio a Villanova di Castenaso (Bologna) in via Tosarelli 191.
Alle stele e ai segnacoli tombali già presenti al Muv da qualche anno – quella importante detta “delle Spade” dal 2009 – si sono poi aggiunti i corredi funerari delle tombe uno, sette, otto e nove ricomposti e restaurati. In futuro verranno esposti anche i corredi delle tombe due, tre, quattro, cinque e sei ora ancora in fase di studio e restauro. Stele e corredi di famiglie aristocratiche protoetrusche villanoviane, risalenti al VII secolo a.C., che provengono tutti dalla necropoli rinvenuta nel 2007 a Marano di Castenaso nell’area di un cantiere edile.
E ugualmente per dovere, e per obiettività, riporto le dichiarazioni di due persone che per motivi differenti non si sono affiancate al plauso delle autorità, locali e per i beni culturali, a questo evento. Una è Emma Castellana ambientalista residente a Villanova, già consigliere nazionale di Legambiente, che definisce uno «scempio villanoviano la costruzione del CentroNova, del suo parcheggio esterno e sotterraneo, nonché la meravigliosa rotonda Terra dei Villanoviani. Quindi a sentire tanti politici, e interessati addetti ai lavori, che si vantano delle loro iniziative, non so perché ma mi viene da vomitare».
L’altra è l’ispettore onorario Paolo Calligola riferendo che «gli scempi vanno denunciati, e bloccati se si fa a tempo, come ho sempre fatto con segnalazioni alle competenti soprintendenze. Lo scempio è anche non nominare chi ha permesso il ritrovamento della necropoli, senza la quale il Muv non ospiterebbe tante meraviglie: io ho scoperto la prima stele (tomba cinque) nella sorveglianza dello scavo condotto da solo. Solo dopo la Soprintendenza, per interessamento dell’archeologa Caterina Cornelio, ha consentito un sopralluogo che ha portato al ritrovamento della seconda stele e all’avvio della campagna di scavo. Quel giorno, oltre a me, erano presenti Evi Cattoli che ha trovato la seconda stele, Moreno Fiorini, Maurizio Molinari, e soci delle associazioni culturali Trebbo Sei Vie e Gruppo Città di Claterna».
Certamente per un grande appassionato di archeologia e di storia del territorio è avvilente leggere sui giornali delle varie inaugurazioni che hanno interessato il Muv, e i reperti di Marano, senza citare chi ha scoperto il sepolcreto e altre opere preistoriche villanoviane, etrusche e romane con impegno personale. Quindi giusto lodare il lavoro della Soprintendenza, e dell’assessore alla cultura Giorgio Tonelli, ma se si dà a Cesare il dovuto bisogna anche darlo a Calligola (con due elle). E per lo stesso motivo, infine, riconoscere che gli “scempi” descritti dalla Castellana non sono certo da addebitare alle autorità culturali.

Giancarlo Fabbri   

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