Festa dell’Avis, un aiuto ai donatori di sangue

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Castenaso (Bologna)

I volontari dell’Avis di Castenaso (Bologna) hanno organizzato per il 3 marzo 2013 la loro festa sociale che culminerà con un pranzo, nel centro sociale “L’Airone”, da prenotare entro il 26 febbraio al numero telefonico 051.6049123. Pranzo comunitario a 20 euro a persona, 10 per i ragazzi, con tagliatelle pasticciate, carne ai ferri con patate, dolce e bevande. L’utile dell’iniziativa promossa dall’Avis di Castenaso,  presieduta da Fernando Damiani, sarà poi devoluto ai terremotati della nostra regione e alla Caritas parrocchiale castenasese.
Il pranzo sarà preceduto, alle 9.15, da un raduno in piazza Zapelloni con le autorità e le Avis consorelle dei comuni confinanti. A seguire corteo fino alla nuova chiesa di via Marconi per una messa, alle 10, al fine di condividere con i cittadini lo spirito dell’associazione rivolto alla donazione, anonima e fondamentale, per il sostegno della vita. Alle 11.15, nell’Asp “Casa Damiani”, si terrà l’assemblea dei soci per le elezioni delle cariche sociali e per la consegna delle benemerenze dando un riconoscimento ai donatori volontari. Poi il pranzo sociale, previsto alle 12.45, che si terrà al centro L’Airone in via Marconi 14.
Come in altre comunità locali, anche a Castenaso ci sono tante associazioni di volontariato: sportivo, culturale, ambientale, sociale, eccetera; e tanti volontari. Quelli dell’Avis, però, oltre a organizzare iniziative varie, per favorire la socializzazione, danno anche il loro stesso sangue, disinteressatamente, senza saper chi lo riceverà. Un dono che consente a molte persone malate, vittime di incidenti, o che hanno bisogno di operazioni e trapianti, di poter continuare a vivere.
Quella del 3 marzo per donatori e semplici cittadini sarà l’occasione di apprendere notizie preoccupanti sulla raccolta del sangue e, di riflesso, sulla sanità della provincia. Infatti, per ridurre le spese, il servizio trasfusionale prevede il solo mantenimento dei centri di prelievo degli ospedali Bellaria e Sant’Orsola di Bologna, di quello di Imola, e della Casa del Donatore di Bologna, e la chiusura dei centri mobili (tra i quali quello di Castenaso) con il conseguente calo delle donazioni e di raccolta del sangue che non deve mancare a chi ne ha bisogno.
L’Avis ha bisogno del sostegno di tutti per poter proseguire nella sua attività. Ricordandoci tutti che anche noi, un giorno, ovviamente il più tardi possibile, potremmo trovarci ad aver bisogno del sangue altrui.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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