Al “Carlino” è sparita la redazione

Bologna

Probabilmente pochi se ne sono accorti ma nelle pagine de “il Resto del Carlino”, edizione di Bologna, è scomparsa la redazione. Infatti, fino allo scorso 21 agosto, nell’occhiello relativo alla testata, di solito inserito nella pagina “lettere e agenda”, oltre ai nomi del direttore (Giovanni Morandi) e dei due vicedirettori (Beppe Boni e Massimo Gagliardi) venivano riportati anche quelli dei vari responsabili di settore: caporedattore centrale (Massimo Pandolfi), vice capocronista (Valerio Baroncini), provincia (Marco Signorini), cultura e spettacoli (Andrea Maioli), sport (Franco Caniato). Dal 22 agosto in poi sono rimasti soltanto i riferimenti al direttore e ai vicedirettori.
Non vi mostro le immagini degli occhielli, il prima e il dopo, o altre immagini, anche perché nell’occhiello sul “Quotidiano Nazionale” (QN) – un assemblaggio tra i giornali “Il Giorno” di Milano, “il Resto del Carlino” di Bologna e “La Nazione” di Firenze – di cui “Carlino Bologna” è un inserto, così come il “Quotidiano Sportivo (QS), c’è scritto, molto in piccolo: «Nessuna parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici, elettronici e digitali». Ma chiunque può fare una verifica sulle stesse pagine del “Carlino”.
E chiunque può rileggere, sul “Carlino” del 31 luglio scorso, un pezzo a titolo: «Poligrafici Editoriale cresce l’on-line e conferma le vendite». Il riferisce che «per affrontare le difficoltà della congiuntura, il gruppo ha avviato un (ulteriore, nda) piano di riorganizzazione editoriale e industriale con interventi sul costo del lavoro, da attuarsi nel prossimo biennio, con pensionamenti, prepensionamenti, ed utilizzo di contratti di solidarietà e Cigs. Gli interventi, partiti in giugno, prevedono esuberi per 55 giornalisti e per 78 tra impiegati e operai, con un risparmio sul costo del lavoro, a regime, di oltre 9 milioni».
Non sono più i tempi d’oro per la stampa come ha dimostrato la chiusura di alcuni quotidiani anche per la riduzione del sostegno pubblico all’editoria. Dal punto di vista immobiliare, come da annuncio pubblicato dal “Carlino” il primo agosto, il gruppo Monrif cede in vendita, o in affitto, l’edificio di 16.000 metri quadri dove un tempo giravano le rotative della “Grafica Editoriale” che stampavano il quotidiano “il Resto del Carlino” e altre pubblicazioni. Il destino del fabbricato è oggi per usi industriali, commerciali e uffici. In questa nota non è stato inventato nulla; ha infatti scritto tutto il “Carlino”.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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2 risposte a Al “Carlino” è sparita la redazione

  1. Tiziano ha detto:

    La cosa è assai preoccupante per le ricadute professionali.

  2. giacomo ha detto:

    Quando una pianta lascia cadere i suoi frutti migliori non è di buon auspicio nemmeno per l’informazione. Un processo voluto dall’economia e dalla politica che meglio opera nell’ignoranza generale.

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