Il Muv “Gozzadini” riapre il 4 settembre

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L’esterno del Muv-Museo della civiltà “Giovanni Gozzadini” a Villanova di Castenaso

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Una delle sale del museo con la protofelsinea “Stele delle Spade” e alcuni vasi villanoviani

Castenaso (Bologna)

Nel nostro viaggio tra i quattro piccoli, ma interessanti, musei della Valle dell’Idice dopo la prima tappa al “Luigi Fantini” di Monterenzio (epoca etrusco-gallica) facciamo la seconda nel museo che ha aperto i suoi battenti da pochi anni: il Muv “Giovanni Gozzadini” a Villanova di Castenaso (epoca villanoviana).
Chiuso per ferie, per l’intero mese di agosto, il Muv-Museo della civiltà villanoviana “Giovanni Gozzadini” riaprirà il 4 settembre con i consueti orari di visita: martedì dalle 15 alle 19; mercoledì, giovedì e sabato dalle 9 alle 13; venerdì dalle 17.30 alle 20.30; apertura a richiesta il martedì dalle 8.30 alle 13.30 telefonando al 051.6059125.
L’ingresso è gratuito; per le visite guidate il costo è di due euro a persona, e di un euro a visitatore per gruppi con più di cinque persone. Al sabato mattina, con inizio alle 10 e alle 11, le visite guidate al museo, e alla scoperta della civiltà villanoviana sono gratuite. Per maggiori informazioni su eventi, percorsi didattici e reperti del museo bisogna collegarsi alla pagina del Muv-Museo della civiltà villanoviana tramite il sito municipale: http://www.comune.castenaso.bo.it. Su prenotazione si organizzano laboratori didattici e ludici sia per il pubblico sia per le scolaresche. Per informazioni e prenotazioni: 051.780021; 348-8504796; muv@comune.castenaso.bo.it.
Inaugurato nel 2009 il Muv, nel 2010, è stato intitolato a Giovanni Gozzadini nel bicentenario della nascita. Il nome di Gozzadini è infatti legato alla scoperta della necropoli delle Caselle (frazione di San Lazzaro) ma la civiltà preistorica prese nome “Villanoviana” dalla residenza di campagna dei conti Gozzadini, la “Villa Nova” (in territorio di Castenaso). Da allora tale civiltà è sempre stata collegata a Villanova, e a Castenaso, dove poi furono scoperti, a Marano, altri sepolcreti della prima età del ferro, tra il IX e l’VIII secolo a.C.
Nel nuovo allestimento, inaugurato nel febbraio del 2011, suoni, video e postazioni interattive accompagnano il pubblico nella vita e nei riti della preistorica civiltà villanoviana. Al primo piano sono esposte tutte le stele che, con quella famosa “delle spade”, costituivano il corredo del sepolcreto di Marano. Sono otto segnacoli funerari in arenaria e calcare, alcuni dei quali ascrivibili alla classe delle Stele Protofelsinee, a forma rettangolare con disco sovrastante decorato a bassorilievo.
Nei prossimi giorni vi inviterò a visitare altri due interessanti musei del grande patrimonio culturale presente nella Valle dell’Idice. La mostra-museo “Città di Claterna” a Ozzano (epoca romana), e il bel Museo della preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro (preistoria).

Giancarlo Fabbri    

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Giornalista freelance
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