Nuove scoperte nella romana Claterna

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Ozzano Emilia (Bologna)

L’antica e romana città di Claterna ogni anno riserva sempre nuove sorprese. Quest’anno, infatti, con la ripresa degli scavi nell’ampliato settore 11 è stato riportato alla luce un pavimento in cocciopesto, decorato a reticolo con tessere musive bianche e nere, risalente alla fine dell’età repubblicana (I secolo a.C.). Pavimento di abitazione, simile a quello della domus dei mosaici, che il soprintendente ai Beni archeologici, Filippo Maria Gambari, ha detto «di grande raffinatezza e dell’epoca che precede quella dei mosaici». La settimana scorsa, nell’area degli scavi a Maggio di Ozzano, è stata infatti presentata alla stampa la nuova scoperta con la partecipazione del soprintendente, del sindaco di Ozzano Loretta Masotti, del presidente dell’associazione “Civitas Claterna” Daniele Vacchi, di Paola Desantis archeologa della Soprintendenza, dell’archeologo Claudio Negrelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, responsabile scientifico dell’associazione, e di Antonella Pomicetti restauratrice della Soprintendenza. Per la prima volta è stata registrata la presenza dell’Arma dei carabinieri con il capitano Ciro Imperato del nucleo “Tutela patrimonio culturale”.
L’area di scavo si trova proprio a fianco della consolare via Emilia dove, strato dopo strato, a compiere gli scavi sono, oltre ai volontari dell’associazione “Civitas Claterna”, anche studenti dell’Università veneta e delle università di Bologna e Ferrara. Un modo pratico di esperienza sul campo per la formazione dei futuri archeologi. Grazie alla collaborazione degli atenei, e al contributo finanziario di privati come Crif Spa, quasi totalmente, col supporto di Ima Spa e Cuticonsai e il patrocinio della Soprintendenza e del Comune di Ozzano.
Strato dopo strato riemerge l’antica Claterna, sorta nel II secolo a.C. poi misteriosamente abbandonata fra il VI e VII secolo d.C., un tempo alla pari di Bononia (Bologna) e Forum Corneli (Imola). Come ha poi precisato il presidente Vacchi «dopo ogni strato si scoprono cose nuove a vantaggio della cultura e del territorio coinvolgendo scuole e aziende. C’è infatti l’esigenza di un rilancio della cultura tecnica, e tecnico-scientifica, per le competenze indispensabili alle aziende della nostra provincia, e della regione, per sostenere le sfide che vengono dalla globalizzazione». Nell’occasione è poi stata annunciata per il 2013 la musealizzazione dell’area, come avvenuto per la domus dei mosaici, in vista della realizzazione del futuro Parco archeologico.

Giancarlo Fabbri

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Giornalista freelance
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